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La Scuola Eleatica(Il contrasto fra ragione ed esperienza)

Con la scuola eleatica la filosofia diventa “ontologia” ovvero studio dell’essere.

Senofane
Senofane attacca il diffuso antropomorfismo agli dei. Le divinità sono create dall’uomo a sua immagine e somiglianza. Per cogliere la natura del divino, occorre superare il punto di vista degli uomini e allargare gli orizzonti seguendo la physis. Per Senofane Dio coincide con la natura, è eterno, immutabile e al di fuori del tempo, ma è anche pensiero, totalmente diverso da quello degli uomini. L’uomo deve conquistare il sapere attraverso una ricerca faticosa. La verità è solo privilegio del divino.

Parmenide
Parmenide segue il logos fino alle estreme conseguenze e parla di una verità razionale, umana e necessaria, che si impone da se e non ha bisogno di conferme da parte dell’esperienza.

Per Parmenide non si può pensare qualcosa che non è, questo equivale a non pensare. L’essere si oppone radicalmente al non essere: l’essere è e non può non essere. L’essere non può nascere, non può morire, è immobile, è al di fuori del tempo, è unico, non è divisibile ed è omogeneo. L’essere è però finito, in quanto perfetto ed ha una forma sferica.
Il nascere, il mutare non sono altro che parole senza senso, prive di significato, semplici nomi prodotti da un uso scorretto del linguaggio. Parmenide è considerato il padre dell’ontologia; Aristotele riformulerà il suo assioma secondo il principio di identità e il principio di non contraddizione.

Zenone
Zenone mostra che è falsa l’esistenza del movimento e del molteplice e lo fa con dei paradossi.
Se il movimento è reale significa che un corpo può spostarsi da un punto A ad un punto B, ma dovrebbe prima raggiungere la metà del percorso, ancora prima la metà della metà e ancora la metà di questa e così via all’infinito. Un corpo in moto non potrebbe mai muoversi da un punto A ad un punto B perché dovrebbe percorrere uno spazio infinito in un tempo finito.

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