Genius 5605 punti

Protagora da Abdera - Pensiero filosofico

Protagora da Abdera (Tracia) visse nel V secolo avanti Cristo e divenne ricchissimo. Fu amico di Pericle, amicizia che gli rese la vita molto più agiata e semplice nella poleis greca, la sua famosissima e rinomata scuola ad Atene era frequentatissima, ma fu duramente criticato e costretto a lasciare la città. Dovette subire un processo giudiziario per empietà perché aveva messo in discussione la religione, primo elemento di rottura tra la tradizione greca e il nuovo pensiero sofista. Fu il primo e il più grande sofista della storia della filosofia greca, quello che ne dettò le basi per lo sviluppo del pensiero e colui che ne seguì in maniera migliore i canoni fondanti. Protagora era contraddistinto dal relativismo e il suo slogan era “l’uomo è misura di tutte le cose”. Capì che l’assoluto relativismo però portava al caos, allora notò che esisteva un criterio di scelta con cui la maggior parte degli uomini concordava. Un importante criterio di scelta era rappresentato dall’utilità. Per dimostrare ciò, Protagora scrisse un’opera di discorsi doppi, con cui dimostrò che in molte situazioni si poteva affermare in modo sensato una cosa e il suo contrario. Un’altra concezione di Protagora è l’agnosticismo religioso, cioè l’incapacità dell’uomo di esprimere un giudizio sull’esistenza di Dio. Secondo Protagora, inoltre, le leggi sono sacre perché sommamente utili alla società. È grazie alle leggi che gli uomini riescono a vivere insieme e a progredire. Le leggi vanno sempre rispettate anche se sono cattive e imperfette perché create dagli uomini. Secondo Protagora è meglio avere leggi cattive che non avere leggi, perchè in ogni qualsiasi caso le leggi sono in grado di instituire una legislazione da seguire, perchè altrimenti tra gli uomini sarebbe stato dominante e imperante il caos dell'anarchia politica.

Registrati via email