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Prolusione allo studio di Aristotele

Aristotele fu discepolo di Platone, di cui superò la fama a tal punto da essere considerato il primo scienziato di tutta la cultura occidentale. Nonostante il rapporto allievo-maestro, ben presto tuttavia, mostrò una mentalità e uno spirito diversi. Spesso, infatti, fu agli antipodi circa le posizioni del maestro di evidente mentalità deduttiva, (parte da certezze universali, cioè le idee, per ricavarne conseguenze particolari) opposta al suo atteggiamento induttivo (parte dalle cose particolari, dall’esperienza, per ricavarne conclusioni universali). Tutta la sua filosofia, quindi, si fonderà sull’osservazione, sull’esperienza, sull’analisi della materia e dei fenomeni naturali, dai cui perverrà a conclusioni di tipo metafisico. Al contrario di Platone, che ha prima costruito un sistema metafisico e da esso, ne ha ricavato tutto il resto.

Aristotele è considerato il fondatore della logica (termine già usato in precedenza e inventato da Antonino da Rodi) che egli stesso chiamava analitica. La logica (logos, ragione) per Aristotele è l’insieme delle regole razionali e consequenziali, su cui ogni disciplina che voglia chiamarsi scienza, deve fondarsi. Non è una scienza in sé per sé, ma è propedeutica a tutte le altre materie, cioè preparatoria. Secondo lo 1stagirita, il discorso scientifico in Grecia è confuso, ogni ricercatore sembrava andare avanti per conto proprio, occorrono regole per tutti. Prime fra tutte, ci sono le regole riguardanti il linguaggio perché troppo spesso secondo Aristotele, gli uomini usano le parole senza conoscerne realmente il significato a discapito della scienza, che ha bisogno di precisione.
Il primo elemento della scienza è la definizione (definire significa scoprire la natura intima di un fenomeno). Per definire occorrono il genere prossimo e la differenza specifica.
Es. il triangolo: il genere prossimo è il poligono perché si avvicina a questo genere di figure, la differenza specifica sono i suoi tre lati.Es. l’uomo: il genere prossimo è l’animale, la differenza specifica è la ragione.
Attraverso la definizione si stabiliscono gli elementi essenziali che costituiscono il fenomeno. Nella logica esiste una definizione prettamente aristotelica. La logica è la scienza dei discorsi dimostrativi, razionali, delle dimostrazioni. Il discorso dimostrativo per eccellenza è chiamato sillogismo, composto di due premesse, una maggiore ed una minore, e infine una conclusione, necessaria rispetto le premesse. Date certe premesse quindi, ne derivano conclusioni coerenti e necessarie rispetto alle premesse. Ma il sillogismo è garanzia di verità? È sempre giusto ma non sempre vero, dipende dalle veridicità delle premesse, se esse sono false, il sillogismo è ipotetico (molto usato dai sofisti) se invece, sono vere, si parlerà di sillogismo scientifico.

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