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I presocratici e il movimento

Anassimandro: Nel passaggio dall'A-perion alla realtà, nella delimitazione e determinazione del principio

Anassimene: il principio coincide con l'aria che per la sua natura mobilissima ben si presta ad essere concepita come sempre in movimento

Eraclito: Per lui panta rei, tutto scorre, tutto tutto si muove, tutto passa, nulla resta immobile e fisso, tutto trasmuta senza eccezione, secondo un'armonia (tale cambiamento è impersonificato dall'immagine del fuoco che non è mai uguale a se stesso)

Pitagora: Il movimento è quello degli astri, che è naturale ed armonico

Parmenide: Il suo essere ha la caratteristica di essere im-mobile, quindi esclude il movimento equiparandolo al non-essere, che non esiste

Zenone: Gioca sull'infinita divisibilità di spazio e tempo e confuta il movimento attraverso la dimostrazione per assurdo ed i paradossi, risolti da Aristotele col concetto di potenza, quindi "capacità di..."

Empedocle: Nel movimento tra amore ed odio sussiste il mondo, quando cioè le cose non sono né tutte mescolate né tutte divise

Democrito: Differisce dall'immobilità parmenidea perché nei suoi atomi, da un movimento caotico si è passati ad uno vorticoso, poi al movimento d'aggregazione con la sola regola che i più pesanti vanno al centro

Anassagora: Un'intelligenza ha prodotto il movimento, tutte le omeomerie dapprima costituivano una massa tutta mescolata insieme e nessuna si distingueva, poi è stato dato un ordine. La prevalenza di un seme o l'altro determina le differenze fra le cose

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