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Vita e scritti di Platone

Erede del più profondo pensiero socratico è Platone che, accostatosi ventenne a Socrate, rimase in rapporto con lui otto anni, riportandone un'impressione indelebile: tanto che nelle opere a cui affidò il proprio pensiero e che (salvo le lettere) sono tutte dialoghi, noi troviamo il punto di vista di Platone espresso quasi sempre per bocca del personaggio "Socrate".
Ciò indusse taluni a pensare che il più delle dottrine tradizionalmente attribuite a Platone venisse effettivamente da Socrate. Conclusione eccessiva: non soltanto nei dialoghi dell'ultimo periodo (in cui Socrate non è più protagonista), ma anche in quelli del periodo della maturità il pensiero di Platone è troppo originale perché si possa considerarlo come una semplice trascrizione di motivi socratici. Ma lo spirito del socratismo, senza dubbio, è presente, e la stessa forma dialogica deriva di lì. Socrate si era professato incapace di indicare la verità direttamente: e anche Platone non vuole spacciare le proprie affermazioni per verità acquisite, ma piuttosto far scaturire la verità come una scintilla dell'attrito tra punti di vista diversi, che, nel contrasto, rivelano i rispettivi limiti. In tal modo si chiudono via via le strade che non menano a una conclusione, e si indirizza lo sguardo nella direzione che rimane aperta.

In verità nei dialoghi platonici il dibattito non è tanto tra il personaggio Socrate e gli altri interlocutori, quanto piuttosto di Socrate con se medesimo. Platone ritorna via via sulle posizioni già raggiunte, le rimette in discussione, le paragona con altre, e non sempre conclude con una indicazione netta delle conclusioni a cui giungere. Ciò può rendere l'interpretazione di questi dialoghi abbastanza ardua; ma, in compenso, non vi potrebbe essere lettura filosoficamente più stimolante. Appena si sia penetrati sotto la forma - apparentemente piana, ma spesso immaginosa e difficile da fissare in concetti - dei dialoghi platonici, si trova una quantità di questioni, di posizioni possibili, di spunti per soluzioni eventuali: al punto che si potrebbe dire, quasi, che il pensiero successivo non faccia altro che sviluppare in forma più esplicita, ma non sostanzialmente più precisa, gli insegnamenti di Platone.
Il motivo guida per seguire il pensiero di Platone- che evolve col passar del tempo - attraverso tutti i dibattiti, i miti, le costruzioni che formano il contenuto dei dialoghi, va cercato con pazienza e cautela, tenendo conto, oltre che dei testi, anche della situazione culturale e politica in cui Platone si trovò a vivere.
Divideremo l'esposizione in tre principali periodi:
a) periodo giovanile, in cui il pensiero di Platone è ancora, presumibilmente, molto vicino a quello di Socrate;
b) periodo centrale, in cui compaiono tutte le dottrine più tipiche del platonismo, in particolare la dottrina delle idee;
c) periodo maturo e tardo, in cui Platone rivede criticamente le proprie dottrine, senza però stabilire nessun taglio netto rispetto al passato. I dialoghi del terzo periodo presentano notevoli difficoltà, ma anche vedute particolarmente profonde, utilizzate in seguito da Aristotele e dalla tradizione neoplatonica, anche medievale. L'esposizione, dati i testi a cui si riferisce, non potrà seguire un ordine puramente sistematico, neppure all'interno di ciascun periodo: dovrà far riferimento ai singoli dialoghi, e seguirne per quanto possibile le linee sinuose, cercandone il senso complessivo.

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