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Platone

IL MITO DELLA CAVERNA

Spiega la differenza tra il mondo sensibile e quello dlle idee, e la funzione/missione illuminatrice del filosfo (=colui che vede la luce):
1. Siamo in una caverna buia e triste, siamo incatenati e il fuoco proietta dei simulacri su un muro davanti a noi che diventa uno schermo. Questo è il primo livello, siamo schiavi crediamo alle ombre.
2. Ad un certo punto uno di noi più curioso si gira e vede le statue le cui ombre sono proiettate nello schermo, ora crede a quelle. È una via sbagliata ma almeno + positiva di prima, le statue si possono toccare.
3. Un altro ancora più curioso esce dalla caverna, ma appena fuoriesce rimane accecato dalla luce così per proteggersi guarda in basso e per abituare i suoi occhi dapprima comincia a vedere le cose riflesse nell'acqua. Le sue false idee cadono e l’uomo si rende conto di aver sbagliato tutto (ovvero ciò che prima pensava fosse la realtà = le ombre proiettate nello schermo sono solo ombre). E compie il primo passo del livello positivo: avere un’interpretazione matematica delle cose. A questo livello chiunque ci può arrivare.
4. Alla fine un uomo smette di guardare l’acqua e guarda il sole (che Platone qui identifia con il Bene), colui che riesce a vedere il sole, il bene, e la realtà illuminata dal sole è il filosofo, che è l'unico ad avere una conoscenza divina-intuitiva: egli ha un rapporto assoluto con la verità. Compito del filosofo che ha visto la realtà effettiva e quello di tornare indietro e spiegare a coloro che sono ancora legati dentro la caverna, la salvezza. Il filosofo dovrà intervenire in modo autoritario, perché gli uomini sono terrorizzati dalla possibilità che le loro false credenze possano essere negate o messe in discussione.

Inventore del razionalismo filosofico, conoscere è ricordare ciò che si è visto nel mondo delle idee-> ANAMNESI.

TEOLOGIA PLATONICA

(nel Timeo)
Esiste un Dio, principio assoluto di ragione che emanò un Demiurgo (semi-Dio) attraverso il quale ordinò la materia già esistente definita Chora (=spazialità-kaos-oscurità). La ordina (non la crea) attraverso una impostazione geometrica (cubo, tetraedro, dodecaedro…).
Ordina la materia legandola alle idee, unisce l’idea con la materia che da sola sarebbe nulla.
Il Demiurgo fa nascere il tempo, misura del mondo sensibile che mentre a Dio nn serve, agli uomini sì.
A questo punto nascono le cose, il Demiurgo emana l’anima del mondo che è il principio unificatore del mondo -> la natura.

L’anima del mondo si occupa dell’ordine delle cose, del nostro corpo e della nostra anima.
Noi siamo portatori di un’anima immortale che deve trasmigrare da un corpo all’altro e dovrà ritornare a un principio spirituale di partenza.
Questo Dio non ci ama, è orfico, non ci conosce e nn abbiamo doveri nei suoi confronti.
Platone è un monoteista che dall’Uno porta alla molteciplità. Questo passaggio si può verificare attraverso altri elementi, come il Demiurgo.
Il male esiste perché la materia è cmq imperfetta ed è difficile perfezionarla.

BIGA ALATA

Per spiegarci l’immortalità dell’anima, Paltone, adotta il mito della biga alata trainata da un cavallo nero e un cavallo bianco. Quello nero è l’anima concupiscibile (essere aspetto più materiale), il cavallo bianco quella irascibile (dover essere). L’auriga è l’anima razionale che deve bilanciare l’essere con il dover essere. Questa biga vola nell’iperurano nella valle della verità dove in basso sono rappresentate tutte le idee che sono il mondo sensibile. Più l’auriga fa andare veloce la biga, più idee vede, più l'anima diventa colta, meglio si reincarna (una volta incarnato l'uomo deve fare lo sforzo mnemonico di ricordare ciò che ha visto, solo coloro che hanno visto in anima l'idea di bene potranno diventare filosofi).

MITO DI ER

Er è un guerriero morto in battaglia e dopo 12 giorni torna dall’aldilà per raccontare agli uomini il destino dell’anima dopo la morte. Spiega che ci sono le tre Parche ma che sono innocenti, nn responsabili del destino di ognuno di noi e che siamo noi a disegnare il nostro destino.
Er spiega che se più anime vogliono reincarnarsi nello stesso corpo, la scelta viene per ballottaggio --> fortuna.

POLITICA

Critica la politica sofista perché i sofisti hanno prodotto una società legata all’utile, finti governi democratici che indeboliscono lo stato, portano alla tirannide.
Teorizza uno stato diviso in tre categorie rigide:
- Filosofi, depositari della conoscenza della ragione.
- Guerrieri, depositari della virtù socratica della fortezza per difendere (non attaccare) lo stato.
- Artigiani-contadinia loro è avvicinata la virtù socratica della temperanza.

Non si appartiene a queste classi sociali per nascita, ma per "anima": ognuno di noi, infatti, nasce con un’anima che puo essere aurea-argentea-bronzea, se un figlio di contadini nasce con un'anima aurea non apparterrà come i genitori alla categoria degli artigiani-contadini, ma alla prima categoria: quella dei filosofi. infatti, l'anima aurea è propria dei filosofi, quella argentea dei guerrieri e quella bronzea degli artigiani-contadini.
Uno stato, inoltre per Platone deve essere piccolo in modo tale da poter essere meglio controllato.
Per Platone l’aristocrazia è cosa giusta se nn sfocia nella timocrazia (capi corrotti), uno stato retto dall’oligarchia (ovvero pochi ricchi) e così la popolazione si ribella e si può arrivare alla democrazia che però è instabile e pericolosa.

ARTE
Arte è criticata essendo mimesi, copia imperfetta di un mondo sensibile già sbagliato.

Critica le commedie, le tragedie e nega la poesia. L’unica forma che accetta è la poesia corale (morale e rigida).
Secondo Platone l’unica idea colta che ognuno di noi ricorda è il bello, e una bella opera d’arte può aiutare a farci ricordare l'idea di bello e di bene attraverso il processo mnemonico.

AMORE PLATONICO

Dice che Eros è un semidio, figlio di Penia e Poros. Nel Simposio la figura di Eros è più volte affiancata a quella di Socrate, il maestro di Platone, entrambi infatti sono mossi dal desiderio di conoscere dal desiderio del bello (ero è deiderio di bellezza).

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