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Platone - Repubblica

Schema del contenuto della Repubblica.

LIBRO PRIMO

I. Prologo drammaturgico [327 A - 328 D]

l. L'incontro di Socrate con Polemarco [327 A - 328 B]
2. L'incontro di Socrate col vecchio Cefalo [328 B - D]

II. Il discorso fra Cefalo e Socrate sul tema della vecchiaia [328 D - 331 C]

l. Se la vecchiaia sia un male [328 D - E]
2. Il pregio della vecchiaia sta nella pace dei sensi che procura [3 " A-D]
3. La ricchezza è causa necessaria, ma non sufficiente di una buona vecchiaia [329 D - 330 D] 4.11 pregio della ricchezza sta nel poter rimediare alle ingiustizie commesse [330 D - 331 C]

III. Intervento di Polemarco e passaggio al tema della giustizia [331 C- 336]

l. La domanda di Socrate: qual è la definizione della giustizia? [331 D]
2. Prima risposta: giustizia è restituire il dovuto [331 D - 332 C]
3. Seconda risposta: giustizia è beneficare gli amici e nuocere ai nemici [332 C - 334 B]

4. Terza risposta: il giusto è beneficare l'amico buono e nuocere al nemico malvagio [334 C - 335 B] 5. Conclusioni di Socrate: il giusto non può nuocere a nessuno [335' 336 B]

IV. Intervento di Trasimaco. La giustizia è il vantaggio del più forte [336 B . 354c]

l. Trasimaco pretende una nuova impostazione del problema della giustizia [336 B - 337 D]
2. Socrate costringe Trasimaco a pronunciarsi sulla giustizia [337 338 C]
3. La tesi di Trasimaco: il giusto è l'interesse del più forte [338 C 339 B]
4. Socrate evidenzia le assurdità contenute nell'affermazione di Trasimaco [339 B - 340 C]
5. Precisazione di Trasimaco: il giusto è l'utile del più forte, quando agisce nel suo vero interesse [340 C - 341 C]
6. Confutazione di Socrate: ogni arte soccorre l'oggetto di cui è arte è ciò in cui è debole [341 C ]
7. Socrate capovolge la tesi di Trasimaco: il vero governante è chi c l'utile del più debole [342 C 343 8. Per Trasimaco sono i fatti a dimostrare che l'ingiusto ha più successo del giusto [343 A- 343 E]
9. Radicalizzazione della tesi di Trasimaco: l'assoluta ingiustizia del tiranno corrisponde alla perfetta felicità [343 E - 344 E]
10. Il totale dissenso di Socrate: il vero politico cerca il vantaggio degli altri e non il proprio[344 E Il. Il guadagno non rientra nei fini specifici di nessuna arte e tanto meno della politica [345 E - 347 12. I vantaggi che offre la politica non interessano l'onesto [347 A - E]
13. Per Socrate la vita dell'ingiusto non è migliore di quella del giusto [347 E - 348 E]

14. Il radicale utilitarismo di Trasimaco riduce la giustizia ad una forma di stupidità e il vizio in saggezza [348 E - 349 E]
15. Confutazione della tesi che l'ingiustizia è un bene [349 E - 350 C]
16. Prova dell'inefficacia dell'ingiustizia: perfino i criminali devono ispirarsi a criteri di giustizia [350 C - 351 D] 17. L'ingiustizia toglie armonia e coordinazione e quindi impedisce ogni azione efficace [351 D - 352 E]
18. Ribaltamento delle tesi di Trasimaco: il giusto è più sapiente, virtuoso e concludente dell'ingiusto [352 E- D]
19. Solo un'anima giusta è nel pieno delle sue facoltà e può assicurare una vita beata [352 D - 354 A] 20. Autocritica di Socrate: non si doveva trattare dei caratteri del giusto prima di averne colto l'essenza [354 A- C]

LIBRO SECONDO

I. L’opinione comune sulla giustizia [357 A - 367 E]

1. I beni desiderabili solo per se [357 E - C]
2. I beni desiderabili per se e per gli effetti che procurano [357 C]
3. I beni apprezzabili solo per i loro effetti [357 C - 358 A]
4. La giustizia si trova fra i beni del secondo tipo e non del terzo come credono i più [358 A - E]
5. Glaucone si fa difensore dell'ingiustizia, per sollecitare le risposte di Socrate [358 E - E]
6. I più ritengono la giustizia un compromesso fra l'utile del debole e del forte [358 E - 360 E]
7. L'uomo perfettamente giusto e totalmente ingiusto a confronto [360 E - 361 D]
8. La tragica sorte del giusto e la fortuna dell'ingiusto [361 D - 362 D]
9. La gente non apprezza la virtù in quanto tale, ma la buona fama che da essa deriva [362 D - 363E] 10. La facilità del vizio e la possibilità di eludere la punizione divina rendono appetibile la vita del malvagio [363 E - 365 A]

11. I motivi per cui la cultura dell'ingiustizia è dominante fra i giovani [365 A - 366 E]
I2. Il discredito in cui si trova la giustizia dipende dalla mancanza di una adeguata difesa [366 E - 13. La giustizia va difesa per se e per gli effetti che ha nell'animo [366 D-367E]

II. Il discorso di Socrate sulla giustizia politica e sulla sua origine [367 E- 370 C]

l. Si deve partire dalla giustizia politica, in quanto amplificazione della giustizia dell'anima [367369 2. Il fatto che nessun uomo sia autosufficiente, ha determinato l'origine dello Stato [369 A- D]
3. La divisione del lavoro garantisce la soddisfazione dei bisogni primari e il rispetto delle inclinazioni naturali [369 D - 370 C]

III. La classe degli artigiani contadini e commercianti [370 C- 374A]

1. La formazione della classe dei contadini, degli artigiani e dei mercanti [370 C - 371 B]
2. L 'istituzione della classe dei mercanti al minuto e dei salariati [31 B - E]
3. La frugalità dei cittadini in una società dai sani costumi [371 E 372 D]
4. Dalla ricerca del lusso si origina una Città sproporzionata e mal al [372 D - 374 A]

IV. La classe dei Custodi e i suoi modelli etici e religiosi [374 A - 383 C]

1. I Custodi devono avere caratteri in se opposti: mitezza con i concittadini, aggressività coi nemici [374 A - 375 E]
2. L'attitudine filosofica dei Custodi sta nel distinguere gli amici dai nemici solo sulla base della conoscenza [375 E- 376 C]
3. La presenza della musica e della poesia nell'educazione dei Custodi [376 C - 377 A]
4. Necessità di un controllo sui modelli fantastici proposti ai fanciullli in ragione del loro valore educativo [377 A- D]

5. Il carattere decettivo della mitologia poetica e la necessità di emendarla secondo un criterio morale [377 D - 378 E]
6. I poeti dovranno attribuire agli dèi solo caratteri moralmente positivi [378 E - 379 B]
7. Dio è buono ed è causa di soli beni, altra è la causa dei mali [37' 380 D]
8. Gli dèi non possono voler cambiare la loro forma e natura [380 381 E]
9. Gli dèi non possono ingannarci, mostrando false immagini di se E - 382 E]
10. I poeti devono attribuire agli dèi semplicità, sincerità e immutabilità [382 E - 383 C]

LIBRO TERZO

I. L 'educazione dei Custodi: il valore dei racconti poetici [386 A - 392 C]

l. I miti sull'aldilà influenzano l'atteggiamento dei Custodi di fronte alla morte e in guerra [386 A 387 2. Bisogna promuovere una mitologia che sdrammatizzi la morte ed inciti a comportamenti seri e virili [387 B - 389 B]
4. La sincerità, la temperanza e l'obbedienza sono le virtù che vanno poste a modello nei miti [389 4. Esempi di comportamenti negativi attribuiti dai poeti agli dèi e proposti come modelli di vita [389 E - 391 C]
5. L'indegna condotta attribuita agli dèi finisce per legittimare i comportamenti immorali degli uomini [391 C - 392 A]
6. I modelli di comportamento proposti dai poeti vanno giudicati col criterio della giustizia [392 AC]

II. L’aspetto formale della poesia e l'educazione dei Custodi [392 C- 398 B]

1. Superiorità della narrazione diretta sulla forma poetica imitativa e mista [392 C - 394 E]
2. I generi di poesia imitativo-drammaturgico, narrativo-ditirambico e il genere misto, tipico dell'epica [394 E - 394 D]

3. Casi in cui bisogna escludere l'imitazione dall'educazione dei Custodi [394 D - 396 C]
4. Anche l'imitazione ha effetti positivi quando spinge ad immedesimarsi in ruoli moralmente validi [396 C - 398 E]

III. Il canto e la melodia nell'educazione dei Custodi [398 B - 403 C]

1. Il recitato, l'armonia, il ritmo e i criteri che determinano la scelta dell'armonia [398 E - 399 E]
2. I criteri di scelta dei ritmi poetici [399 E - 401 D]
3. Il vero musico è colui che sa riconoscere l'armonia in tutte le sue realizzazioni [401 D - 402 E]
4. Il coronamento della musica è l'amore del bello [402 E - 403 C]

IV. L'educazione ginnico-musicale dei Custodi [403 C- 412 B]

1. L'alimentazione e il regime di vita più idonei ai guerrieri [403 C i 404 E]
2. La ginnastica, come la musica, deve essere improntata ad austerità [404 E- 405 A]
3. La litigiosità e le malattie da eccesso di cibo sono sintomi di ignoranza e di decadenza morale [405 A - 4(X) A]
4. L 'eccessiva attenzione alla malattia non prolunga la vita, ma la malattia stessa con gravi danni per la società [ 4 (X) A - 407 C]
5. La medicina deve curare solo quei casi in cui il ricupero di efficienza sarà totale [407 C - 408 D] 6. Come devono essere il medico e il giudice nello Stato ideale [408 D 410 E]
7. L 'equilibrio dell'anima nasce da una giusta proporzione di educazione ginnica e musicale [410 E - 411 E]
8. Il vero musico Š colui che ha l'anima armoniosa [411 E - 412 E]

V. Funzioni e doveri dei Custodi [412 B - 417 B]

1. I capi dei Custodi devono dimostrare fedeltà allo Stato anche nel dolore e nelle tentazioni dei piaceri [412 E - 413 C]
2. I capi dei Custodi dovranno superare prove di resistenza alla fatica, al dolore e al piacere [413C
3. I Custodi sono ad un tempo difensori dai nemici e guardiani della pubblica moralità [414 E - D] 4. Rappresentazione mitica dell'origine comune e delle differenze specifiche dei cittadini [414 D 415 5. Le abitazioni e il sistema di vita dei Custodi [415 D - 416 D]
6. La comunione dei beni dei Custodi impedisce ogni prevaricazione ai danni degli altri cittadini [416 D - 417 E]

LIBRO QUARTO

I. L 'educazione dei Custodi in rapporto all'interesse generale dello Stato [419 A -427 B]

1. Lo scopo del legislatore consiste nel realizzare il bene comune e non il benessere di alcuni [419A. 2. Le differenze economiche impediscono l'armonico sviluppo dello Stato e ne allentano la difesa [421 C. 422 E]
3. L 'unità è il contrassegno della Città giusta; la disunione di quella ingiusta [422 E - 423 B]
4. Il criterio della massima unità possibile va applicato ai vari aspetti dello Stato e della educazione [423 B . 424 B]
5. Il ruolo centrale dell'educazione e la necessità di mantenerla immutata nel tempo [424 B .425 C] 6. La mancanza di un principio ispiratore introduce precarietà nelle leggi e malcostume fra i cittadini [425 C - 427 B]

II. Il progetto dello Stato ideale verificato alla luce delle virtù [427 B .434 D]

1. Le regole del culto come fondamento della legislazione [427 B .428 A]
2. La sapienza dello Stato dipende dalla scienza dei suoi Custodi [428 A 429 A]
3. In che senso uno Stato debba ritenersi coraggioso [429 A - 430 C]
4. Perchè uno Stato sia temperante deve essere superiore a se stesso [430C-431D]
5. La temperanza garantisce l'armonia e l'accordo fra i cittadini [431 D.432 B]
6. Uno Stato è giusto quando ciascuno realizza le sue naturali predisposizioni [432 B .434 D]

III. La strutturale analogia fra anima e Stato [434 D. 445 E]

1. Il confronto fra la dimensione psicologica e politica della giustizia [434 D. 436 A]
2. Ogni atto psichico coinvolge tutta l'anima o solo una sua specifica facoltà? [436 A. 437 B]
3. L'esistenza di impulsi opposti presuppone che nell'anima ci siano facoltà diverse [437 B - 439 B] 4. Le pulsioni antagoniste dell'anima provano l'esistenza della facoltà razionale, irascibile e concupiscibile [439 B - 440 A]
5. L 'anima irascibile è naturale alleata di quella razionale [440 A 441 C]
6. La strutturale analogia fra la giustizia nell'uomo e nella Città [441 C .442 B]
7. Si ha giustizia quando le parti dell'anima e le classi dello Stato svolgono l'opera che è loro propria [442 B .443 B]
8. La giustizia e l'ingiustizia sono forze unificanti e disgreganti la società e l'anima umana [443 B444 9. La giustizia consiste anche nel dare il potere alla parte che merita, tanto nell'anima quanto nello Stato [444 C- E]
10. Accenno alla tipologia dello Stato corrotto e ai vizi corrispondenti [444 E- 445 E]

LIBRO QUINTO

I. La comunione delle donne nella classe dei Custodi [449 A - 461 C]

l. L'invito rivolto a Socrate a non eludere questo problema [449 A - 451C]
2. Le funzioni e l'educazione delle donne dei Custodi saranno simili a quelle degli uomini[451 C 452 3. Donne e uomini, essendo per natura diversi, come potrebbero assolvere i medesimi compiti? [452 E- 453 E]
4. In che senso la natura dell'uomo e quella della donna sono diverse [453 E - 455 A]
5. Le capacità delle donne sono diverse da quelle degli uomini non per natura, ma per quantità[455 6. Le donne dovranno avere la medesima educazione ginnico-musicale degli uomini [456 H - 457 C] 7. La comunione delle donne dei Custodi comporta notevoli vantaggi alla collettività [457 C - 458 D 8. Le astuzie del legislatore per mantenere pura la razza dei Custodi [458 D - 460 H]
9. La scelta degli individui e del tempo migliore per l'accoppiamento [460 H - 461 C]

II. La comunione dei figli e la sua utilità per 10 Stato [461 C- 464 n]

l. Per lo Stato il sommo bene è l'unità, il sommo male la disunione [462 A-E]
2. L 'avere genitori e figli in comune affratella i cittadini ed assicura la massima coesione allo Stato [462 E - 464 H]

III. La comunione dei beni e i vantaggi che procura allo Stato [464 n - 466 E]

l. Il non aver nulla in uso privato toglie alimento ad ogni contesa [464 H - 465 H]
2. La pace e la serenità dei Custodi [465 H - 466 E]

IV. Dovere supremo dei Custodi è quello di provvedere alla difesa [466 E. 471 C]

l. Il dovere della difesa e l'educazione dei bambini alla guerra [ 466 E - 468 A]
2. Il coraggio in guerra è sommo criterio di distinzione fra i Custodi [468 A - E]
3. La venerazione dovuta agli eroi morti in guerra [468 E - 469 H]
4. Il codice d'onore di un soldato in guerra [469 H - 470 H]
5. La casa, i beni e la libertà dei Greci vanno rispettati anche in guerra [470H-471 C]

V. In che modo e in che limiti è attuabile la costituzione proposta [471 C- 473 C]

l. La costituzione finora elaborata ha un valore ideale ed esemplare [471 C-472H]
2. Nessun legislatore potrebbe realizzare pienamente l'ideale di giustizia proposto [472 H - E]
3. Il legislatore deve realizzare per quanto è possibile il modello ideale di Stato [472 E- 473 C]

VI. La figura del filosofo-reggitore dello Stato [473 C- 480 A]

1. Che cosa significa essere filosofi [473 C - 474 C]
2. Filosofo è colui che ama contemplare la verità nella sua interezza [474 C - 475 E]
3. Filosofo è l'amante della Bellezza in se e non delle sue apparenze [475 E - 476 D]
4. Solo il filosofo ha vera conoscenza, perchè solo l'oggetto a cui egli si rivolge ha vero essere [476 5. La differenza fra la scienza dei filosofi e l'opinione sta nel diverso valore ontologico dei rispettivi oggetti [477 A - 478 A]
6. Scienza, opinione e ignoranza si riferiscono, rispettivamente, al vero essere, all'opinabile e al non essere [478 A - E]
7. L 'opinione si rivolge ad una realtà intermedia fra l'essere e il non essere [478 E - 479 D]
8. 11 filosofo è colui che ama l'essere in tutte le sue forme [479 D - 480 A]

LIBRO SESTO

I. I caratteri peculiari del filosofo reggitore dello Stato [484 A - 487 E]

1. 11 filosofo ha sempre l'essere immutabile come punto di riferimento [484 A - 485 B]
2. 11 filosofo ama la verità e realizza in se le maggiori virtù [485 B 486 C]
3. Al filosofo competono anche notevoli doti intellettuali [486 C - 487 A]
4. L 'obiezione di Adimanto: i filosofi sono ritenuti dai più inidonei al comando [487 A - E]


II. Le cause della degenerazione della filosofia [487 E- 496 A]

1. Ne il vero ne il falso filosofo sono popolari, l'uno per il suo rigore morale e l'altro per la sua immoralità [487 E - 489 D]
2. Non la filosofia è responsabile della indegnità dei politici, ma numerose cause ad essa estranee [489 D - 490 E]
3. Il sofista corrompe i giovani filosofi, esponendoli ai condizionamenti della folla [490 E - 492 D] 4. 1I sapere del sofista si riduce alla capacità di sfruttare a proprio vantaggio gli umori della folla [492 D - 494 B]
5. La corruzione del filosofo deriva anche dalle sue stesse doti, quando queste sono occasione di superbia [494 B - 495 B]
6. Il discredito della filosofia dipende da coloro che la praticano senza esserne degni [495 B - 496 A]

II. Il rapporto ideale tra filosofia e potere [ 496 A - 502 C]

1. Tanto lo Stato ha bisogno di buoni filosofi, quanto i filosofi hanno bisogno di un buono Stato [496 A - 497 A]
2. Nessuna delle costituzioni vigenti traduce l'ideale politico del filosofo [497A-D]
3. L'educazione alla filosofia deve essere graduale e proporzionata [497 D - 498 C]
4. Bisogna che i filosofi prendano il potere, o che gli uomini di potere divengano filosofi
5. Il filosofo comunica allo Stato l'ordine ideale che contempla [499 A 500 D] 6. Il vero filosofo si pone come esempio per gli altri cittadini [500 D 502 B]

IV. L 'Idea del Bene è il fondamento dello Stato ideale [502 C- 509 D ]

1. Le doti intellettuali che il filosofo deve possedere [502 C - 503 E]
2. La conoscenza massima su cui devono cimentarsi i filosofi è l'Idea del Bene [503 E - 505 B]
3. Il nocciolo del problema consiste nel fornire una adeguata definizione del Bene [505 B- D]
4. La necessità di andare a fondo nella conoscenza del Bene [505 D 506 D]
5. Socrate non dice che cosa sia il Bene, ma a che cosa assomiglia [506 D 507 D]
6. Il Bene è simile al sole che rende visibili le cose e veggenti gli uomini [507 D - 508 C]
7. Il Bene è superiore alla Verità, alla scienza e allo stesso Essere[508 C - 509 D]


V. I vari tipi di conoscenza espressi nella metafora della retta [509 D- 511 D]

1. I gradi della conoscenza [509 D - 510 C]
2. La differenza fra conoscenza matematica e dialettica e la superiorità di quest'ultima [510 C - 511D

LIBRO SETTIMO

I. Il mito della caverna e il suo significato filosofico e morale [514 A - 521 C]

1. La condizione dei prigionieri nella caverna rappresenta la conoscenza delle realtà sensibili [514 2. La conversione verso la luce e la visione delle realtà intelligibili [515 C - 516 A]
3. La visione del mondo fuori dalla caverna culmina nella contemplazione del sole [516 A - C]
4. La difficoltà di adattamento e i rischi che corre chi rientra nella caverna [516C -517 A]
5. Il significato complessivo del mito: l'Idea del Bene è principio ontologico, gnoseologico e normativo [517 A- D]
6. Il disagio dei filosofi nella vita politica, spiegato alla luce del mito della caverna [517 D - 518 B] 7. L 'educazione della intelligenza è una conversione all'Idea del Bene [518 B - 519 B]
8. Il filosofo deve tornare nella caverna per aiutare gli altri a liberarsi [519 B - 520 A]
9. Il filosofo terrà il comando per senso del dovere e per riconoscenza verso lo Stato che lo ha educato [520 A - 521 C]

II. L'importanza della matematica nell'educazione del filosofo [521 C- 527 D]

1. Insufficienza della ginnastica e della musica per la formazione del filosofo [521 C - 522 B]
2. La matematica nel suo aspetto pratico è utile alla guerra e in quello teorico alla fIlosofia [522 523
3. La contraddittorietà del sensibile stimola la ragione a stabilire se l'oggetto percepito sia uno o molteplice [523 A - 524 D]
4. La matematica, evidenziando l'opposizione uno-molti, apre la mente , alla contemplazione dei Principi .[524 D - 525 ~]
5. La matematica e mezzo di elevazione e conversione alla sfera del puro intelligibile [525 B - 526C] 6. Anche la geometria, accanto ad un aspetto pratico, ne ha uno teorico che apre al mondo delle essenze [526 C - 527 B]
7. La geometria, in quanto ha per oggetto esseri che sempre sono è disciplina filosofica [527 B - D]

III, Il valore delle scienze astronomiche nella educazione del filosofo [527 E- :531 C]

1. Utilità pratica e teorica della stereometria e astronomia [527 E 528 E]
2. L 'astronomia mostra il migliore esempio di armonia universale [528 E - 530 A]
3. L 'astronomia, come la geometria, è orientata alla contemplazione delle realtà soprasensibili [530
4. Anche la scienza dell'armonia è puro studio di rapporti intelligibili [530D-531C]

IV. La dialettica come coronamento dell'educazione del filosofo [531 C- 535 A]

1. Le scienze trattate sono una preparazione alla dialettica [531 C - 532 D]
2. Solo la dialettica raggiunge la conoscenza del vero essere [532 D - 533 C]
3. Ricapitolazione dei tipi di conoscenza e riaffermazione della superiorità della dialettica [533 C - 535 A]

V, L 'educazione del dialettico [535 A - 541 B]

1. I requisiti intellettuali e morali del dialettico [535 A - 536 B]
2. Le discipline propedeutiche alla dialettica vanno insegnate in gioventù, in forma di gioco [536 B 3. Dopo un periodo di educazione ginnica,1'apprendista filosofo dovrà dar prova di capacità sintetiche [537 B - E]
4. Un uso incauto della dialettica può distruggere nel giovane ogni fiducia nei valori della tradizione [537 E - 539 A]
5. E’ necessario che alla dialettica si giunga in età matura [539 B - D]
6. Al periodo di studio della dialettica seguono quindici anni di pratica nell'amministrazione dello Stato [539 D - 540 A]
7. Solo a cinquant'anni il filosofo potrà mettersi a realizzare 1o Stato ideale [540 A - 541 B]

LIBRO OTTAVO

I. Gli Stati storicamente realizzati dipendono dai caratteri dei loro cittadini [543 A - 545 C]

1. Ricapitolazione dei temi trattati e specificazione dei vari generi di costituzione esistenti543A545
2. Premesse metodologiche allo studio delle forme politiche e l'ordine in cui vanno trattate [545 AC

II. Lo Stato timocratico e il tipo d'uomo che gli corrisponde [545 C. 550 C]

1. La degenerazione dell'aristocrazia in timocrazia dipende dal mancato rispetto dei cicli di fertilità dei Custodi [545 C. 546 D]
2. Il decadere dei Custodi porta al predominio di una oligarchia militare aggressiva e avida [546 D. 3. Il confronto col cittadino dello Stato ideale evidenzia il carattere misto di bene e di male della timocrazia [548 C. 549 C]
4. Come l'influenza dei genitori e della gente può generare in un giovane smodata ambizione [549

III. Lo Stato oligarchico e il tipo d'uomo che gli corrisponde [550 C- 555 B]

1. Come 1o Stato timocratico si trasforma in oligarchico [550 C. 551 A]
2. Nella oligarchia il comando non tocca a chi è virtuoso e competente, ma a chi è ricco [551 A. D] 3. L 'antagonismo fra ricchi e poveri rompe l'unità dello Stato e 1o indebolisce [551 D. E]
4. Le disuguaglianze sociali e l'assenza di valori creano miseria e criminalità [551 E. 553 A]
5. Le caratteristiche dell'uomo oligarchico [553 A. 554 A]
6. La strutturale analogia fra 1o Stato oligarchico e il suo cittadino [554 A-555B]

IV. Lo Stato democratico e il tipo d'uomo che gli corrisponde [555 B .562 A]

1. La pratica dell'usura, rovinando molti giovani, determina un clima di instabilità politica [555 B - 2. La democrazia si realizza quando i poveri prevalgono sui ricchi [556 B - 557 A]
3. Individualismo, anarchia e sfrenata libertà sono i tratti tipici dell'uomo democratico [557 A -558C] 4. Nell'uomo democratico prevalgono i desideri non necessari [558 C 559 D]
5. In assenza di educazione l'anima diviene teatro di opposte passioni che soppiantano ogni virtù[559 D - 561 A]
6. L'anima dell'uomo democratico è volubile e priva di equilibrio [561 A - 562 A]

V. Lo Stato tirannico e il tipo d'uomo che gli corrisponde [562 A. 569 C]

1.1l confondere la libertà con la licenza porta all'anarchia [562 A - 562 E]
2. L'anarchia porta al rifiuto del principio di autorità [562 E - 563 E]
3. Come una società troppo libera cada fatalmente nella più dura servitù [563 E - 564 C]
4. L ‘avidità induce i politici disonesti a perseguitare i ricchi per rubare i loro beni [564 C. 565 D]
5. Il politico senza scrupoli sobilla il popolo e si macchia di ogni genere di crimine [565 D. 566 B] 6. Come il tiranno da paladino del popolo diventi oppressore spietato [566 B - C]
7. Il tiranno usa le divisioni interne e le guerre per rafforzare il suo potere [566 D. 567 B]
8. Il tiranno è costretto a liberarsi di ogni saggio oppositore e a circondarsi di gente sempre più vile [567 B - 568 D]
9. Il popolo è ad un tempo artefice e vittima della tirannia [568 D - 569 CI

LIBRO NONO

Il carattere e il sistema di vita del tiranno [571 A - 580 D]

I. Esistono desideri irrefrenabili che si scatenano nel sonno in assenza di inibizioni [571 A - 572 B] 2. Nelle democrazie le cattive compagnie inducono i giovani a piaceri e amori intemperanti [572 B - 3. Gli amori licenziosi rendono il giovane tiranno nei confronti dei genitori [573 C - 574 D]
4. Quando il desiderio ha rotto gli argini spinge l'anima verso ogni sorta di delitto [574 D - 575 A] 5. Gradualmente il vizio privato assume rilevanza sociale e prepara la tirannia [575 A- E]
6. Il tiranno non conosce amicizia ne libertà [575 E - 576 D]
7. Fra l'anima del tiranno e lo Stato tirannico esiste una perfetta simmetria [576 D - 577 C]
8. La soggezione della parte migliore alla peggiore caratterizza tanto l'anima che lo Stato tirannico [577 C - 578 C]
9. La paura è il sentimento dominante di chi riesce a imporsi come tiranno [578 C - 579 D]
10. Il tiranno non gode di alcuna libertà e di tutti gli uomini è il più infelice [579 D - 580 D]

II. Il dominio della parte migliore sulla peggiore è fonte di felicità [ 580 D - 592 B]

1.La ricchezza, l'onore e il sapere sono le aspirazioni proprie delle tre parti dell'anima [580 D -581 E] 2. Il filosofo, in quanto ha esperienza di tutti i tipi di piacere, è il solo capace di ben giudicare su di essi [581 E - 582 E]
3. Il piacere che prova il filosofo è il più soave [582 E - 583 B]
4. Nella valutazione dei piaceri è difficile sottrarsi al relativismo [583 B o 585 A]
5. Le realtà che hanno più essere e verità procurano un godimento più perfetto [585 A - 586 A]
6. Solo la ragione coglie verità stabili, e solo essa procura un vero piacere [586 A - 587 B]
7. Rappresentazione matematica della differenza fra il piacere del tiranno e quello degli altri tipi d'uomo [587 B - 588 A]
8. Rappresentazione metaforica dell'anima umana per confutare la tesi della felicità del malvagio [588 B - 589 B]
9. La virtù si realizza col predominio della parte migliore dell'anima su tutte le altre [589 B - 590 C] 10. La sottomissione alla parte razionale dell'anima corrisponde alla soggezione alla legge [590C591 11. Il successo conseguito a scapito della virtù procura un danno irreparabile all'anima [591 A- E] 12. Esiste una Città interiore a cui il filosofo principalmente si rivolge [591 E - 592 B]

LIBRO DECIMO

I. La condanna dell’arte e le sue motivazioni filosofiche [ 595 A - 608 C]

1. Il carattere imitativo dell'arte [595 A - 596 C]
2. Il Demiurgo come sommo artefice e i caratteri della sua opera [596 C 597 D]
3. Le opere del pittore non sono altro che copie di copie del vero essere [597 D - 598 D]
4. Socrate valuta la competenza di Omero in campo militare, politico, etico e pedagogico [598 D - 5. Omero e i suoi imitatori non si intendono della verità, ma delle apparenze [600 E - 601 C]
6. Se chi usa di un oggetto ha scienza di esso e il costruttore ne ha retta opinione, l'imitatore non lo conosce affatto [601 C - 602 C]
7. La pittura fa leva sulla parte arazionale dell'anima [602 C - 603 B]
8. I poeti sbagliano ad esaltare gli aspetti emotivi ed istintivi dell'uomo [603 B- 605 A]
9. La poesia manca di verità, si rivolge alla parte peggiore dell'anima e corrompe i buoni [605 A- 10. In che modo la tragedia, la commedia e la poesia corrompono la personalità degli uomini [606 11. La poesia è antagonista della filosofia, della ragione e della legge [606 E - 608 C]

II. La felicità del virtuoso si colloca nella dimensione del/'eterno [608 C- 614 A]

1. Dimostrazione dell'immortalità dell'anima a partire dal concetto di male specifico [608 C - 610 A] 2. L 'anima non può essere uccisa ne dal suo male specifico, il vizio, ne da altro, e dunque è immortale [610 A - 611 A]
3. Per conoscere l'anima bisogna esaminarla quando è libera dal corpo, nella sua tangenza col divino [611 A - 612 A]
4. La prima ricompensa della giustizia è l'amore degli dèi e la possibilità di farsi simili a loro [612 5. Al giusto non mancheranno ricompense umane [613 B - 614 A]

III. II mito di Er: il potere della filosofia va oltre la morte [ 614 A - 621 D ]

1. Il mito di Er come rappresentazione dei destini escatologici del buono e del malvagio [614 A -615 2. Le colpe inespiabili dei tiranni [615 C - 616 B]
3. Il fuso della Necessità e le tre Parche [616 E - 617 D]
4. La responsabilità individuale nella scelta del paradigma di vita [617 D 618 E]
5. La filosofia e la virtù guidano l'anima nella scelta del modello di vita [618 E - 619 E]
6. L 'inesperienza dei mali espone al rischio di una cattiva scelta della vita [619E-D]
7. L 'esperienza delle vite precedenti determina la scelta dei modelli di vita [619 D - 620 D]
8. La fissazione del destino scelto e la reincarnazione delle anime [620 D - 621 E]
9. Siccome l'anima è immortale, se sarà virtuosa, godrà di un'eterna felicità [621 E- D]

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