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I Pitagorici

La scuola pitagorica nasce a Crotone, ricca colonia della Magna Grecia. Il problema affrontato è quello della ricerca dell’archè che assume un carattere quantitativo. Per i pitagorici ciò che accomuna tutte le cose è il fatto che tutte sono riconducibili a rapporti numerici: la musica stessa è un’armonia dettata da relazioni matematiche e persino l’anima viene considerata come risultato dell’armonica composizione delle parti del corpo.
Anche Pitagora, come Anassimandro considera il mondo come teatro della lotta tra contrari: in questo caso di una lotta che diventa unità e armonia in quanto le coppie di contrari convivono. Pitagora riconduce la lotta tra i contraria a quella tra Limite e Illimitato, dalla quale scaturisce la natura dei numeri pari e dei numeri dispari, infatti, andando a spazializzare un numero pari questo non incontrerà ostacoli quindi rappresenta l’illimitato. Al contrario, spazializzando un numero dispari questo incontrerà un ostacolo (dato dall’unità di resto della divisione per 2) e rappresenterà quindi il limite. Da qui nasce la perfezione dei numeri dispari e l’imperfezione dei pari. Inoltre i numeri dispari formano dei quadrati e i pari dei rettangoli. Esiste però un numero che non è né pari, né dispari, il numero 1, che viene chiamato parimpari in quanto se aggiunto a un numero pari lo rende dispari, se aggiunto a un numero dispari lo rende pari.

Il limite è considerato quindi ordine, bene, perfezione e l’illimitato è considerato imperfezione, incompiuto, male e disordine.
I pitagorici individuano 10 coppie di opposti: limite/illimitato, dispari/pari, unità/molteplicità, destra/sinistra, maschio/femmina, quiete/movimento, retta/curva, luce/tenebra, bene/male, quadrato/rettangolo.
Questo dualismo caratterizza anche la concezione dell’uomo, che richiama la tradizione dionisica e orfica: l’uomo è considerato come composto tra due elementi eterogenei e in contrasto: anima e corpo: l’anima deve liberarsi dal legame col corpo durante la vita tramite la purificazione. Il corpo è sede dei sensi e quindi conosce solo il particolare, l’anima è sede della ragione e conosce l’universale. I pitagorici sostenevano la metempsicosi: l’anima essendo immortale torna ad incarnarsi seguendo il destino che si è costruita durante la vita precedente. Nel caso in cui l’anima si sia purificata completamente potrà uscire dal ciclo di reincarnazioni.
Per conoscere razionalmente bisogna liberarsi dai sensi e dalle passioni. Per i pitagorici tutti i numeri sono interi e le frazioni sono soltanto rapporti tra numeri interi. Quando si scoprì che esistono numeri che non sono esprimibili con rapporti numerici sono considerati incommensurabili.

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