Parmenide e la Scuola Eleatica

Con l’eleatismo, fiorito nella Magna Grecia, si giunge alla ricerca di un Essere unico, eterno ed immutabile, di fronte a cui il mondo è solo apparenza.
Il fondatore della scuola eleatica è Parmenide che espose il suo pensiero in un’opera, Intorno alla natura. Nel proemio di questo poema egli immagina di essere trasportato con un carro trainato da focose cavalle, in compagnia delle figlie del sole, al cospetto di una Dea, che gli rivela la Verità. Secondo questo filosofo dinanzi all’uomo si aprono principalmente due strade:
1. quella giusta della verità, basata sulla ragione, che porta a conoscere l’Essere vero
2. quella fallace dell'opinione, che porta alla conoscenza solo dell’apparenza.

La ragione secondo Parmenide ci dice dunque che l’essere è e non può non essere e che il non essere non è e non può essere.
Da questo pensiero chiave della sua dottrina il filosofo di Elea da degli aggettivi all’Essere:
* vero
* ingenerato
* eterno
* immutabile
* immobile
* omogeneo
* unico
* finito

e non può essere diversamente in quanto altrimenti ci sarebbe l’implicazione del non-essere. Ma a parte questo Essere assoluto il mondo in cui viviamo,con sequenzialmente,in quanto implica il non essere, è solo apparenza ed illusione; a questo punto alle due strade che si pongono dinanzi all’uomo se ne aggiunge una terza, quella dell’opinione plausibile, basata sulla contrapposizione tra buio e luce.

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