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Parmenide - L'opera sulla natura del non essere e dell'essere e i suoi discepoli

Nel poema si parla di via della ragione (che è la via della verità) e di via dell’opinione (che è la via dell’ignoranza). Nel Proemio Parmenide immagina di essere invitato a salire su un carro volante in compagnia delle figlie del sole, di salire al cielo finché non arriva al cospetto della dea della giustizia, Dike. Questa ascesa al cielo ha un significato simbolico: per arrivare a capire la verità è necessario staccarsi da questo mondo. Dike gli mostra una porta da cui si dipanano due vie: la via della verità (quella più difficile, ma giusta) e la via dell’opinione (la più semplice e quella più scelta dalla gente che pensa che il non essere esista). La posizione di Parmenide è radicale e provocatoria e venne subito criticato dai suoi contemporanei. Alla sua morte però verrà difeso strenuamente dai suoi discepoli, soprattutto da Zenone da Elea. Zenone elaborò circa 40 paradossi per scardinare la doxa, cioè l’opinione comune che il non essere esista. Vuole dimostrare che se il movimento esiste come dicono gli avversari di Parmenide, allora s’incappa in conseguenze assurde. Un celebre paradosso dice che il movimento non esiste perché, se la realtà è infinitamente divisibile, si può andare da A a B, ma per andare da A a B si può trovare il punto intermedio C, poi trovare il punto intermedio D tra A e C fino all’infinito. Quindi da A è impossibile arrivare a B perché bisognerebbe percorrere infiniti segmenti di lunghezza sempre minore. Un altro paradosso vede una gara di velocità tra Achille e una tartaruga: Achille dà alla tartaruga un vantaggio iniziale e non la raggiungerà mai perché quando Achille raggiungerà la posizione della tartaruga, nel frattempo questa avrà percorso un altro tratto di strada e perciò rimarrà sempre una distanza tra i due. Parmenide ed Eraclito hanno una visione comune perché entrambi ritengono il popolo vittima delle illusioni della realtà, ma sono tra loro opposti perché per Eraclito il divenire e il molteplice sono forme fondamentali della realtà, mentre per Parmenide tutto è fisso e immutabile. L’errore di Parmenide fu quello di considerare il verbo essere con un senso univoco, mentre invece il verbo essere ha tanti utilizzi. Si dice che Zenone sia stato catturato da un tiranno che voleva estorcergli il nome di coloro che tramavano contro di lui e per non parlare Zenone si è morsicato la lingua e se l’è ingoiata.

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