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Alla sua morte, avvenuta nel 337, Costantino lasciò l'impero ai tre figli. Tra questi si sviluppò fin dal primo momento una lotta senza esclusione di colpi, che alla fine lascia in vita il solo Costanzo secondo, imperatore unico da 350 361. L'ultimo discendente di Costantino, Giuliano, esercita infine per breve tempo il sommo potere tre 361 363. fatale la spedizione in grande stile organizzata contro i persiani: morì all'inizio della guerra e l'improvvisa scomparsa dell' imperatore determinò il fallimento della spedizione. Sotto i successori di Giuliano, la strategia Romana in oriente si limitò alla costante ricerca di una tregua sempre precaria con l'impero persiano, ma le terre perdute non furono mai più riconquistate. Gli unni iniziarono verso metà degli anni 70 a spostarsi verso occidente premendo sulle tribù germanica dei visigoti. Imperatore d'oriente valente non aveva scelta impero non era in condizioni di impedire le tribù germaniche l'accesso dei propri territori e nel 378 i romani subire ad Adrianopoli in Tracia una sconfitta tremenda nella quale lo stesso imperatore perse la vita. Da Adrianopoli l imperatore d'oriente Teodosio accordo nel 382 i permessi di insediarsi nel territorio della tracia. Questi visigoti venivano considerati federati, cioè stranieri regolarmente residenti sul suolo Romano. Il sistema dalla federazione infatti rappresentava un'arma a doppio taglio, perché populi accolti nei confini erano inevitabilmente portati ad alzare il prezzo della loro neutralità la loro collaborazione. Nel quarto secolo si formò in oriente una classe dirigente etnicamente mista Romano germanica. Nel 383 tutto il territorio dell'impero passò nelle mani del re Teodosio che nel 395 morie l'impero si divise all'Occidente a Onorio e l'oriente ad Arcadio.
l'imperatore Giuliano che era di fede cristiana la rifiutò e questa ripresa del politeismo da parte di Giuliano non era isolata, ma si inseriva in quella tendenza più ampia della cultura del tempo che va sotto il nome di neo paganesimo. I cristiani però definirono Giuliano apostata ovvero traditore. Sotto i successori di Giuliano la scelta del potere politico a favore del cristianesimo s'irrigidì, mentre la nuova religione guadagnava altri consensi fra gli strati elevati della popolazione urbana. Il processo raggiunse il culmine con Teodosio: con l'editto di Tessalonica nel 380, subito dopo la sua ascesa al trono d'oriente, egli proclamò infatti cristianesimo unica religione riconosciuta all'interno dell'impero. Ci furono delle misure punitive che colpivano tanto gli eretici quanto soprattutto i pagani. Nei decenni successivi, lo spazio di manovra della chiesa, almeno Occidente, si ampliò ulteriormente. Nella crisi è poi nel crollo del potere politico, la Chiesa, con il suo Papa, i suoi vescovi, la capillare presenza sul territorio, rimase di fatto l'unica istituzione in grado di assicurare l'ordine, l'assistenza ale classi povere in alcuni casi persino la difesa militare delle città. Il potere politico difendo l'emanazione di quello della Chiesa. Dopo la morte di Giorgio dell'impero d'oriente la scelta dell'integrazione con i germani fu sconfessata è prevalsa la linea intransigente di chi voleva la loro espulsione dall'esercito da tutti posti di potere. Nel 401 gruppi di visigoti guidati da Alarico lasciarono la loro riserva in Tracia e penetrarono in territorio italico. Di fronte alla nuova minaccia, Onorio trasferì la corte imperiale a Ravenna. In questa prima fasela pressione dei visigoti fu contenuta grazie all'abilità di Stilicone. Per proteggere l'Italia, però, Stilicone dovette sguarnire altri fronti come quello Renano con il risultato di abbandonare la Gallia a nuove invasioni di popolazione germani e nel 408 silicone fu liquidato nel illusori suicida di poter fare a meno del generale barbaro. Alarico non incontrò allora più ostacoli, nel 410 pose l'assedio a Roma, mentre Onorio rimase barricato a Ravenna. Roma fu espugnata.il sacco di Roma da parte di visigoti ebbe un impatto scioccante. Ma in quegli anni terribili era l'intero Occidente che si sbriciolava, mentre una dopo l'altra tutte le province cadevano nelle mani del invasori germanici. Così, le 406 -407, i vandali e altre stirpi germaniche avevano fondato il confine nel Reno penetrando in gallia e di lì in Spagna.nello stesso anno fu la volta della Britannia. Quest'isola lontana era stata persa riconquistata molte volte dai romani, dall'epoca di Cesare in poi. Intorno al 430 gruppi di vandali al comando di Genserico passarono lo stretto di Gibilterra invadendo territori romani d'Africa. L'attacco dei vandali i fu però devastante: già nel 439 a cadere mani vandali fu Cartagine, che da alcuni decenni era stata la città più colta dell'Occidente. A metà del quinto secolo gli unni ebberoo sotto il loro sovrano Attila una spinta espansionistica che riportò ad aggredire da prima la Gallia, poi, nel 452, direttamente l'Italia. Nel 455 vandali di Genserico approdarono sulle coste del Lazio, risalirono il Tevere e attaccarono Roma. I vent'anni che seguirono il secondo saccheggio di Roma furono lo stadio terminale della lunga agonia che travagliava l'Occidente. Nessuno imperatore fu grado di opporsi modo efficace le truppe germaniche che ormai si muovevano indisturbate attraverso la penisola, e spesso, per la verità, la difendevano da altri invasioni, sostituendosi al centro ufficiale esercito che ormai non esisteva più. Nel 475 proclamò l'imperatore giovanissimo figlio Romolo sopra levato spregiativamente Augustolo, letteralmente il piccolo Augusto: dopo pochi mesi di governo l'imperatore era stato deposto da Odoacre che preferì rimandare le insegne imperiali a Costantinopoli, all'imperatore Zenone, sottomettendo implicitamente la autorità a quella dell'unico potere credibile sopravvissuto al collasso dell'Occidente e accontentandosi del titolo di re, che valeva sonaglio che la popolazione non romana. Era l'anno 476.

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