Tradizionalmente si dice che la filosofia occidentale nasca nel VI secolo in Grecia. Ciò non vuol dire che nel resto dell'occidente gli uomini non si siano mai avvicinati ad un pensiero filosofico, ma il popolo ellenico ha la priorità in ciò in quanto:
1 per la prima volta fa un'indagine critica sulla filosofia;
2 per la prima volta mette per iscritto il ragionamento filosofico;
3 perchè la filosofia è eredità, conseguenza immediata di tutta la cultura ellenica.
La filosofia occidentale è profondamente diversa da quella orientale, già esistente.
Infatti quest'ultima era uno strumento della religione, per questo motivo era strettamente legata alla casta sacerdotale, sua unica conoscitrice.
La filosofia occidentale è al contrario un'esaltazione della libertà, in quanto afferma che la filosofia appartenga a tutti gli esseri dotati di razionalità, ovvero a tutti gli uomini. Essa si pone lo scopo, tramite il pensiero di raggiungere la verità.

Si sviluppa proprio nel VI secolo a causa di motivazioni culturali, sociali e politiche. Nelle civiltà pre-greche infatti prevalevano governi di tipo monarchico, dove ovviamente l'ambiente era statico: non c'era possibilità di cambiamento, non vi era veicolazione del pensiero e quindi la filosofia non aveva modo di svilupparsi.
Nella Grecia del VI secolo a.C. il governo era frazionato in un'organizzazione basata sulle città-stato (poleis), largamente autonome. La società era estremamente dinamica, tanto che si formò un ceto plutocratico, ovvero un ceto molto danaroso grazie ai favorevoli commerci marittimi, il quale arrivò a pretendere gli stessi privilegi dell'aristocrazia. Queste due classi si scontrarono a lungo, fino a raggiungere il loro equilibrio con l'isonomia, ovvero l'uguaglianza della legge. L'isonomia portò inevitabilmente alla democrazia; tutti quindi collaboravano e prendevano parte alle decisioni pubbliche, garantendo così uno scambio costante del pensiero, base necessaria per la nascita e lo sviluppo della filosofia.
Per questo stesso principio la filosofia si poté sviluppare in città come Atene e le colonie dell'Asia Minore e non a Sparta. L'ambiente spartano era infatti estremamente statico, intransigente ed incentrato esclusivamente sulla vita militare. Le colonie videro per prime la filosofia, addirittura prima di Atene, in quanto vertevano in condizioni di agiatezza economica, dove gli scambi commerciali erano attivi e proficui e dove le istituzioni erano libere.
Atene divenne poi il cuore della filosofia ellenica, ma soltanto dopo le guerre persiane, ovvero dopo aver conquistato il potere ed aver raggiunto un solido equilibrio.

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