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Filosofia dalle origini a Socrate

La filosofia del saper agire, anziché come ricerca metafisica, mostra le differenza fra Socrate e le filosofie precedenti.
Filosofia dalle origini a Socrate

L’obbiettivo degli studi dei filosofi precedenti a Socrate, era quello della ricerca dell’archè, e lo studio della natura.
Incominciando dalla scuola di Mileto, con il suo fondatore, Talete, arrivando fino a Eraclito, i filosofi ricercarono il principio del tutto.
Talete lo trova nell’acqua, Anassimandro nell’àpeiron (principio infinito e indeterminato), Anassimene nell’aria (pneuma), Pitagora con i suoi seguaci, nei numeri, con la loro natura, pari (limitati, perché infiniti) e dispari (illimitati, perché finiti), infine Eraclito, con il suo fuoco perpetuo (inteso ocme sostanza in continuo mutamento).
Tra il V e il IV sec. a.C. emerge un gruppo di uomini che tramite compenso, “vendevano” il loro sapere: erano i sofisti. I sofisti si concentrarono sulla politica, le leggi, la religione, la lingua, divenendo così i filosofi dell’uomo e della città. Questo spostamento si spiega, con la sfiducia nella ricerca naturalistica, che aveva ormai battuto tutte le strade, e in relazione al mutato contesto storico – politico dell’Atene del V secolo.
Da questi filosofi emerge la figura di Socrate. Il filosofo della celebre affermazione “so di non sapere” (per Socrate il saggio è colui che sa di non sapere), egli, come sua madre aiutava a far nascere nuovi uomini in qualità di levatrice, aiutava attraverso la maieutica a far nascere nel discepolo nuove idee, a far partorire la verità. Infatti il vero scopo dell’insegnamento di Socrate era quello di creare uomini non schematizzati, massificati, bensì persone di ampio respiro culturale e, con idee personali;
E l’ironia , che è quell’insieme di domande, interrogativi, provocazioni paradossali di cui Socrate si serviva per distruggere la presunzione del discepolo.
Ciononostante, fu condannato, accusato di corrompere i giovani.

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