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Le filosofie del lontano Oriente

Le culture del lontano oriente vengono spesso classificate come religioni, ma ad esempio il Confucianesimo e il Buddhismo sono dottrine in cui è possibile riscontrare delle vere e proprie filosofie fiorite nel periodo storico coincidente allo sviluppo della civiltà greca e romana.
Si possono individuare quattro principali pensieri filosofici e religiosi:
1. Induismo
2. Buddhismo
3. Confucianesimo
4. Taoismo

I testi relativi ad ogni dottrina hanno molteplici interpretazioni dovute ai commenti dei vari discepoli e dalla ricchezza del linguaggio usato.

1. Induismo
L’Induismo, dottrina nata nel XVI secolo a.C., è più un modo di vivere e di pensare che una religione organizzata, che offre modelli etici e comportamentali.
L’induismo non conosce dogmi, ma da importanza al giusto agire, al giusto rito.

Uno dei riti fondamentali è quello mattutino,in cui ci si rivolge al sole nascente,pronunciano una formula mistica,il mantra, di grande potenza e forza aperta dalla sillaba ‘OM’, simbolo della conoscenza e della forza spirituale.
I testi sacri dell’Induismo sono molti:
* Veda, sono i più antichi, formati da quattro raccolte composte nell’arco di diversi anni.
* Upanishad, fungono da estensione ad ognuno dei quattro Veda
* Brahmana, studia e critica i testi relativi ai Bramani,gli appartenenti alla casta piu elevata.
La società indiana è ancora oggi divisa in caste, alle quali si appartiene per nascita senza alcuna possibilità di sfuggire alle severe norme di una concezione gerarchica. Un ruolo di assoluta preminenza è attribuito ai membri delle tre caste superiori ai quali è riservato anche lo studio dei Veda: quella dei sacerdoti(brahmani), dei guerrieri(ksatriya), e dei lavoratori qualificati(vaisya) che riservano una condizione di totale sottomissione a chi appartiene alle caste inferiori, da quelle considerate servili (sudra) fino a quelle disprezzate chiamate intoccabili(candala).
I più importanti déi della religione sono tre, quelli della Trimurti o triade divina:
* Brahma, il creatore;
* Vishnu, il preservatore, colui che si prende cura dell’universo e che talvolta si rincarna per restaurare la giustizia e salvare il genere umano;
* Shiva, il distruttore e rigeneratore del mondo,colui che porta a compimento il cerchio della vita.
Secondo la religione Induista in ogni uomo è presente una scintilla di Brahman, dell’assoluto, ed è l’Atman, lo spirito.
Il mondo di cui abbiamo esperienza è un’illusone (Maya),che confonde la mente dell’uomo. Per ricongiungersi al Brahman l’uomo deve sottrarsi al ciclo della reincarnazione. Ciò che vincola l’uomo a questo ciclo è il karma,l’agire. La condizione in cui un individuo nasce nella vita successiva dipende dalle azioni che ha compiuto in quella precedente. L’azione può essere buona o cattiva e quindi reincarnarsi in una casta inferiore o superiore. Solo chi è veramente saggio e puro si libera dalla legge del karma ed egli, pur continuando a vivere si libera dalla schiavitù del corpo e dai desideri. Nella ricerca della liberazione l’uomo è aiutato dalla preghiera,consistente nella recitazione dei mantra.

2. Buddhismo
La religione buddhista fu fondata in India da Shiddhatra Gauthama, detto Buddha , vissuto nell’India settentrionale verso la metà del VI secolo a.C.
Il padre, che voleva destinarlo ad una carriera di guerriero e capo clan, cercò di formarlo a tale compito tenendolo segregato dal mondo. Ma un giorno Siddharta, uscito di nascosto dal padre, incontrò la sofferenza: prima un vecchio, poi un ammalato, infine un morto che stava per essere cremato. Profondamente colpito, da quel momento rinunciò ad una vita ricca e priva di preoccupazioni,persino a sua moglie e a suo figlio, per dedicarsi alla ricerca sul perchè del dolore nel mondo. Un giorno, fermandosi a meditare sotto un fico ricevette l’illuminazione e diventò così Buddha, “ il Risvegliato”.
Buddha individua quattro “verità fondamentali”:
* Nel mondo c’è dolore,

* È pertanto necessario scoprirne la causa
* Onde potere eliminarlo
* Attraverso un metodo adeguato

Esaurito il karma accumulato nelle vite precedenti, il buddhista esce finalmente dall’esistenza ed entra nel Nirvana, uno stato di quiete assoluta, in cui si estinguono sia il piacere che il dolore. Di questo stato si sono date diverse interpretazioni, da totale annichilimento a condizione di beatitudine.
Secondo la religione buddhista la personalità è un fluire perenne di elementi in continuo moto determinati dalla legge del karma. Solo con il Nirvana gli elementi cessano ogni moto e viene meno anche il karma. Il Buddhismo, a differenza delle altre religioni, non ha un Dio, infatti la salvezza, l’uomo, la può raggiungere con le proprie forze. Nonostante lasci poco spazio al misticismo, mirando alla liberazione e alla salvezza dell’uomo, il Buddhismo è una religione.
Nel corso dei secoli molti monaci e interpreti buddisti hanno continuato a elaborate e modificare il messaggio di Buddha.
Dopo la morte di Buddha si manifestarono tendenze contrapposte che portarono al costituirsi di due scuole o “partiti” principali:
* Piccolo Veicolo: pone al centro del buddhismo una piccola minoranza di monaci che rifiutano il mondo e vogliono conservare il messaggio del fondatore nella sua purezza, secondo la ‘dottrina degli antenati’.
* Grande Veicolo: corrisponde al periodo in cui il Buddhismo è diventato una religione di massa desiderosa di svilupparsi ulteriormente e riformulare l’insegnamento buddista.
In Giappone il Buddhismo ha assunto la forma Zen (meditazione). Lo zen è un silenzioso concentrarsi nella contemplazione per vedere bene dentro di noi, liberandoci dalle passioni, fino a raggiungere uno stato “vuoto” da ciò che occupa il nostro spirito. La convinzione delle Zen è che il Nirvana si possa raggiungere nella vita.

3. Confucianesimo
Con il Taoismo e il buddhismo, il Confucianesimo è considerato una delle tre religioni della Cina.
Durante il VI secolo a.C. si apre in Cina l’epoca dell’umanesimo cinese, così detto per l’importanza attribuita all’uomo e alla sua razionalità rispetto agli dei. Il maggior esponente dell’umanesimo cinese fu Confucio, o Maestro K’ung.
Confucio apparteneva ad una famiglia aristocratica di modeste condizioni economiche. In seguito a calunnie fu costretto ad abbandonare la città e a girare come esule per 12 anni. Potè rientrare nella sua città quando aveva già settanta anni e si dedicò all’insegnamento e alla revisione della cultura tradizionale.
Il confucianesimo si presenta come un sistema per creare un ordine dove possano esistere e funzionare rapporti civili. Confucio è un moralista ed un educatore: il suo insegnamento mira a formare un tipo d’uomo saggio, istruito, virtuoso, in grado di divenire a sua volta la guida per il vivere moderato.
Egli ritiene che si debba aspirare ad un rapporto armonico con la natura e con gli uomini. Nei rapporti umani si devono praticare la bontà, la dedizione, la gentilezza, la lealtà, la benevolenza, cioè lo Ren (virtù dell’umanità). Come norma fondamentale dell’agire Confucio pone la reciprocità , il reciproco rispetto, la reciproca tolleranza. Confucio propone l’idea del saggio. Saggio è colui che può raggiungere lo stato del costante mezzo, non provando collera o gioia, né tristezza o piacere, e che, quando prova queste emozioni, non supera il “giusto limite” trovando così l’armonia.

Il punto di riferimento dell’insegnamento morale è il Tao(regola), inteso come legge universale che presiede e ordina il mondo. Tale legge, a sua volta regolata dalle due forze primordiali Yin(femmina) e Yang(maschio) è la base dell’armonia di ogni essere.

4. Taoimso

Il Taoismo è una formazione particolare della religione nazionale cinese che si realizza presumibilmente intorno al V secolo a.C. in concorrenza con il Confucianesimo.
E’ possibile differenziale l’orientamento confuciano da quello Taoista. Il Confucianesimo pone la salvezza individuale in una restaurazione dell’impero, mentre il Taoismo pretende di rigenerare individuo è società svincolandoli dall’ordine imperiale e vincolandoli all’ordine cosmico, o al principio cosmico chiamato Tao.
La concorrenza al Confucianesimo si esplica a vari livelli: si contrappone a Confucio un maestro fondatore delle stesso prestigio, Lao-Tse, a una letteratura confuciana si oppone un canone taoista , all’esaltazione confuciana della cultura si oppone l’esaltazione della natura, o di una condizione naturale più adeguata al Tao.
Un concetto chiave del Taoismo è quello della trasformazione e del mutamento di tutte le cose. Esso si collega all’idea dell’opposizione e della complementarietà di Yin e Yang. Il saggio Taoista si sforza di mantenere un equilibrio dinamico tra il bene e il male, consapevole del fatto che nessuno dei due può essere ignorato, cancellato o rimosso. Il pensiero cinese tende quindi a non sposare mai le posizioni estreme. La polarità dello Yin e dello Yang si ritrova ovunque.

L’Occidente guarda ad Oriente

Solo a partire dal XIX secolo si è verificato un incontro tra la cultura occidentale e quella del lontano oriente. Precedentemente si parlò di rapporto tra le due culture nel momento della nascita della filosofia greca, per esempio la dottrina della metempsicosi di Pitagora. Vi è poi l’incontro tra civiltà ellenistica e il Buddhismo che ha portato alcuni imperatori indiani a utilizzare artisti greci e romani. In generale l’occidente è venuto a identificarsi sempre più con la razionalità tecnica e scientifica, modello sconvolto dai tragici eventi del XX secolo che ha portato una nuova attenzione verso la civiltà orientale.
L’Occidente guarda a Oriente perché trova nella sua saggezza e nelle sue religioni qualcosa che non ha mai avuto nel proprio patrimonio culturale. La cultura occidentale è segnata da contrapposizioni, conflitti e contraddizioni; l’Oriente sembra avere molto forte la concezione di una unità armonica di tutta la realtà. La cultura occidentale mostra dei limiti, perché si parla di società dei consumi ricca di prodotti e povera di spiritualità.
Anche la Chiesa Cristiana nel tempo ha cambiato il suo atteggiamento verso le religioni dell’Oriente: prima pensava di espandere la propria cultura, poi è passata ad un comportamento più rispettoso nei confronti delle altre religioni.

Rapporto tra Buddha e Gesù Cristo
La via della salvezza Buddista e Cristiana sono molto simili.
Gautama Buddha come Gesù Predica e non si serve di una lingua incomprensibile, ma della lingua comune. Si appella alla ragione e alla conoscenza dell’uomo attraverso brevi racconti e parabole tratti dalla vita di tutti i giorni; riconosce nell’avidità, nel potere e nell’accecamento le grandi tentazioni dell’uomo; ha la sua cerchia di discepoli; si presenta come maestro; rivolge un messaggio importante che prevede un cambiamento di pensiero degli uomini; non vuole dare spiegazioni del mondo; non richiede particolari presupposti intellettuali per giungere alla salvezza: l’uomo deve saper ascoltare.

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