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La scuola filosofica cristiana - Le origini

Mentre Plotino compiva le proprie riflessioni, a Roma si diffondeva il cristianesimo. Il cristianesimo, in quanto religione, si fondava su una serie di credenze legate a una rivelazione. La religione differisce dalla filosofia perché fa uso non solo di ragione, ma anche di strumenti irrazionali che si presentano come atto di fede garantito da una rivelazione. Il cristianesimo nacque dall’ebraismo, anche se portò delle novità importanti. Rispetto all’ebraismo, il Dio cristiano non è legato a un popolo particolare, ma estende il proprio messaggio d’amore a tutti gli uomini di buona volontà. Inoltre non è un Dio vendicatore e punitivo, quanto un Dio che ama. Nel cristianesimo, Dio crea la realtà dal nulla perché ama e ha un progetto da realizzare che ha come protagonista l’uomo. Dio ama ogni uomo e ha un progetto per ogni sua creatura. Il cristianesimo predicava che la vita terrena era poco importante perché il vero mondo è l’aldilà. Il cristianesimo, man mano che ebbe successo, si creò un proprio sistema interno e cercò di darsi una dottrina comune. In secondo luogo, il cristianesimo si confrontò con le altre religioni e nacque l’esigenza di dare una veste razionale alla religione per cercare di convincere anche i non-credenti. I cristiani sono convinti che la propria religione sia la verità, l'unica strada verso la salvezza dell'anima e la conoscenza del reale: ci si impone di non pensare accettando l'idea di Dio, senza poi porsi altre domande sull'inizio del mondo, senza altre domande in materia di metafisica. Per dare un impianto razionale al cristianesimo, si ricorse alla filosofia greca e soprattutto allo stoicismo, a Platone e ad Aristotele.

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