Genius 5605 punti

Il senso del tempo nella filosofia

Con i paradossi di Zenone, la filosofia tentò di dare una giustificazione al significato di " tempo ".Differentemente dal suo maestro Parmenide, che diede un qualche ruolo al tempo seppur non determinato ( lui sosteneva che esistesse il concetto di eternità, ma non il concetto di tempo, appartenente alla "doxa" l'opinione di chi non conosce realmente ), per Zenone il tempo è un entità che ricorre molto spesso nei suoi celebri paradossi, soprattutto in quello di Achille e la tartaruga: Zenone voleva sostenere come il tempo fosse un entità inferiore rispetto alla logica. Infatti sosteneva che anche se Achille fosse stato molto più veloce della tartaruga non l'avrebbe mai potuta raggiungere se essa fosse partita da un punto differente rispetto ad Achille, in ogni qualsiasi caso, perchè mentre Achille percorre la sua strada la tartaruga si sposta e pur se si avvicina a essa, non vi potrà mai giungere.

Anche per Platone il tempo rappresentò un importante argomento da trattare. Contrariamente a Zenone, egli si avvicinò alla concezione di Parmenide del tempo, come entità "ex tempum" : famosa è la definizione che ne diede; il tempo è "l'immagine mobile dell'eternità".
Per Aristotele, invece, è la misura del movimento secondo il "prima" e il "poi", per cui lo spazio è strettamente necessario per definire il tempo. Solo Dio è motore immobile, eterno e immateriale.
Aristotele parlò anche lui del tempo e lo definì come il “senso del divenire secondo il prima e il poi”. Aristotele, pertanto, usa il tempo come l'elemento che definisce ciò che è divino e ciò che è materiale : il tempo passa per le entità materiali, ma non per quelle divine poichè sono soggette all'unicità dell'incorruttibilità.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email