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Presocratici

Talete:
Talete(sec. VII-VI a.C.) pensava che il principio di tutte le cose fosse l'acqua. Pensava cioè che tutte le cose derivassero e fossero in sostanza costituite di acqua. Quest'idea può essergli stata suggerita da due ordini di ragioni:
1. Una ragione di tipo storico, cioè la constatazione che le grandi civiltà sono sorte vicino all'acqua: sulle rive del Nilo, fra quelle del Tigri e dell Eufrate, sulle coste del Mediterraneo.
2. im'altra ragione deriva dall'osservazione che l'acqua è elemento indispensabile agli esseri viventi e che anche le cose solide contengono acqua.

Anassimene:
Anassimene(586 ca-528 a.C.) riteneva invece che il principio di tutte le cose, fosse l'aria. E anche lui aveva i suoi buoni motivi: l'aria circonda tutto, l'aria inspirata ed espirata è l'essenza della vita stessa. La differenza fra un animale vivo e un animale morto sta nel fatto che il primo respira è il secondo no.

Anassimandro:
Talete e Anassimene individuano il principio in due elementi chiaramente naturali, ma con Anassimandro (610 ca-547 ca a.C.) si compie un ulteriore passo verso l'astrazione. Per Anassimandro il principio è l'àpeiron, un termine che significa contemporaneamente "infinito", "indefinito" e "illimitato". come ha osservato Nietzsche (1844-1900), Anassimandro può essere giunto a identificare il principio con l'indetermianto perchè se fosse determianto sarebbe un elemento particolare, per esempio o acqua o aria, o qualunque altro elemento,e quindi sarebbe difficile ricavare da esso le proprietà di tutti gli elementi. Siccome dal principio derivano tutti gli elementi, esso deve avere la possibilità di divenire tutti gli elementi.

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