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Gorgia

Gorgia da Lentini nacque in Sicilia nel 485 a.C circa e morì a 109 anni a Larissa, in Tessaglia. Le sue opere più importanti sono "Sul non essere o sulla natura" e "L'encomio di Elena".
Le sue teorie principali sono:
-Nulla esiste;
-Se qualcosa esistesse, non è conoscibile dall'uomo;
-Se anche è conoscibile, è incomunicabile agli altri.
La prima tesi può essere interpretata in tal modo: Il Nulla corrisponde alla Natura e al principio ricercato dai presofisti, oppure Gorgia potrebbe riferirsi a una realtà assoluta conosciuta come "Dio", per cui si assisterebbe a una professione di ateismo. La seconda tesi afferma che anche se una tale struttura esistesse, essa non può essere conosciuta dall'uomo a causa delle limitazioni logiche della mente e perchè la reale struttura della realtà in cui viviamo è deformata dalle nostre percezioni.

Quindi l'essere umano non può né affermare né negare l'esistenza di Dio (agnosticismo e scetticismo), non può parlare dell'essere e della struttura del reale distruggendo così ogni possibile metafisica, teologia e cosmologia. Questa sua affermazione, inoltre sgancia i pensieri e le parole dalla verità e le priva di ogni valore, per cui l'unico elemento importante diventa la potenza del linguaggio, capace di dominare e manipolare gli stati d'animo. La terza tesi afferma che, anche se conoscessimo il principio che governa il nostro universo, non potremmo spiegarlo agli altri poiché il linguaggio non è in grado di esprimerlo. Le tesi elaborate dal filosofo sottolineano la fragilità e la nullità umana e secondo lui non siamo noi che comandiamo le nostre azioni, ma esse sono guidate dalle menzogne, dalla passione e da un destino ignoto. Questa tesi scagionerebbe l'uomo da qualunque colpa commessa e questi più che essere un carnefice non è altro che un essere innocente e vittima del destino.

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