Daniele di Daniele
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Dove nasce la filosofia?

Esistono due correnti di pensiero: c’è chi sostiene che la filosofia sia nata in Grecia, chi in oriente.
Gli orientalisti, a sostegno della loro tesi, affermano che in oriente si sono sviluppate, prima della filosofia greca, alcune delle più importanti esperienze filosofico-religiose dell’umanità (induismo, buddhismo, taoismo, confucianesimo, ecc...). La filosofia orientale concepisce la conoscenza in funzione della salvezza (liberazione) dell’uomo, consistente nel passaggio dal piano del samara (realtà dubbia e ingannevole che ci circonda) al piano del nirvana (ricongiungimento con la realtà primordiale ed assoluta), la filosofia è così intesa come via della salvezza e il filosofo come l’illuminato. Nelle civiltà pre-greche erano operanti non solo invenzioni tecniche, ma anche ricerche di medicina e chirurgia, astronomia e matematica; inoltre, tra l’ellade e l’oriente esistevano rapporti commerciali favoriti dall’attività marinara dei greci.

Al contrario, gli occidentalisti sostengono che la tesi di una derivazione orientale della filosofia greca non si trova in nessun autore dell’età classica; l’idea di una derivazione orientalistica del pensare greco si diffuse solo in epoca ellenistica, quando grandi forze nazionalistiche, culturali e religiose avevano interesse a riconnettere la tradizione greca a quella orientale. In realtà è quasi certo che i primi filosofi greci non abbiano avuto notizie circa dottrine dell’estremo oriente, e anche se si presume la derivazione orientale di qualche dottrina della Grecia antica, ciò non implica anche l’origine orientale della filosofia greca in blocco, anzi, l’originalità del pensare greco emerge proprio in antitesi alla cultura dell’oriente.
Confrontiamo ora le principali caratteristiche del sapere greco e di quello orientale:
-Il sapere orientale
* Problemi di natura esistenziale;
* problemi di tipo religioso e tradizionalistico (privilegio di una casta sacerdotale e dipendente da un’autorità ritenuta immodificabile);
* atmosfera mitica;
* scopi pratici e religiosi (studi e ricerche ai fini pratici e materiali);
* sapienza (forma di pensiero che mira alla salvezza di noi stessi);
* ricerca della salvezza;
* oggetto: il soprannaturale.
-Il sapere greco
* Conoscenza della natura e dell’essere in generale
* libera indagine critica e razionale;
* unica guida la ragione;
* indirizzo teorico dettato dal desiderio di conoscere i perché delle cose (esigenza di una soluzione razionale, distinta da ogni credenza);
* oggetto: mondo come insieme di tutti gli enti

Condizioni che hanno favorito la nascita della filosofia

Le condizioni politiche, sociali, economiche e sociali presenti in Grecia non si manifestavano nei popoli del vicino e lontano oriente. Anche le civiltà pre-greche non avevano le condizioni adatte, infatti erano a carattere autoritario e tradizionalista; vi era una continua successione fra monarchie e repubbliche aristocratiche e non esisteva uno stato unico, ma numerose città-stato, mentre nella Grecia del V-IV secolo a.C. lo sviluppo delle polis non si arresta allo stadio del predominio delle aristocrazie oligarchiche, ma si orienta verso forme di direzione democratica dello stato.
La causa non è ancora oggi certa, però si pensa che sia la formazione di un ceto plutocratico fondato sul commercio e su una fonte di ricchezza agraria, contrariamente all’aristocrazia che aveva una fonte di ricchezza mobiliare. Si instaurò così una lotta contro la vecchia aristocrazia e si ottennero l’isonomia (eguali diritti politici fra i ceti) e l’autocostituzione della polis, che era quindi una comunità di uomini liberi che decidono autonomamente (attraverso dibattiti) su questioni di interesse generale. La nuova mentalità che era nata non seguiva così solo le tradizioni, ma cerca anche delle motivazioni che convincano realmente. Nasce in questo modo la filosofia.
Ma a questo punto ci si potrebbe chiedere perché non sia nata a Sparta e perché prima nelle colonie: la risposta è semplice, infatti a Sparta c’era una società autoritaristica e militare, quindi conservatrice, mentre nelle colonie la società era mista e fondata sui traffici, e le condizioni erano quindi più adatte a favorire la formazione di una società più elastica.

I presocratici (o presofisti)

I presocratici sono dei pensatori che si sono principalmente occupati del problema della natura e della realtà. Essi fioriscono dal VI secolo a.C. e si distinguono in numerose scuole e tendenze:

* gli Ionici di Mileto: Talete, Anassimandro, Anassimene;
* i Pitagorici: Pitagora e seguaci;
* gli Eraclitei: Eraclito e seguaci;
* gli Eleati: Parmenide e seguaci;
* I Fisici Posteriori: Empedocle, Anassagora, Democrito.

Il problema dominante della filosofia presocratica è quello cosmologico (relativo al cosmo o all’universo) e ontologico (relativo all’essere o alla realtà in generale).

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