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CHE COS’è LA FILOSOFIA?

“Filosofia”deriva dal greco e significa “amore della sapienza”.
Per filosofia s’intende:
- realtà
- pensiero umano e sviluppo(punto di partenza della filosofia)
- opinione sui problemi esistenziali
- sapere e studio della natura delle cose
La filosofia è dunque una ricerca che studia il totale del reale, del principio della totalità attraverso la ragione. Il fine della filosofia è quello del conoscere astratto, quindi non legato a finalità pratica.
La filosofia nasce quando la natura si preoccupa di spiegare quando la realtà appare all’uomo come qualcosa di unico. La ricerca filosofica parte sempre dall’esperienza dell’uomo (l’esperienza ha un orizzonte che comprende tutto ciò che ci appare).
Attraverso quale metodo si spiega la filosofia?
Il metodo può essere: (razionale o critico)
- spiegazione logica
- ricerca di un metodo fa riferimento alla ragione
- ricerca razionale
- affrontare il pensiero con libertà

*è una spiegazione logica, ricerca razionale, fondata sullo stupore (il “perché”), cioè che ci conduce a una spiegazione logica senza contraddirsi.

Differenza fra filosofia e scienza:
E’ una diversità introdotta da Aristotele.
Filosofia (globale) risponde alla domanda sulla totalità
Scienza (settoriale) risponde alla domanda sulle cause di un settore della realtà.
La nascita della filosofia:
La filosofia nasce da:
- mito
- religione
Il termine “mito” deriva dal greco “mythos”, dove nella Grecia classica significa “racconto” relativo agli dei. Mito e filosofia à simili, perché ricercano entrambi il “perché” delle cose e investigano sull’origine del tutto.

I SETTE SAVI:
Erano dei saggi, ovvero coloro che si comportavano in modo equidistante dagli esterni. Il sapere non nasce improvvisamente, ma ha i suoi antecedenti storici.

LA SCUOLA IONICA:
Nasce nell’attuale Turchia. La scuola filosofica di Mileto è la prima. I pensatori della scuola si caratterizzano per la comune intuizione che pone a fondamento dei fenomeni, molteplici, la necessaria esistenza di un’arché (ovvero di un principio primo da ui tuto si origina).

ARCHE':
Significa “essere primo” sia in ordine di tempo che sul piano del valore. Per arché si intende il principio-fondamento da cui tutto si è originato (primo ad usarla per indicare l’apeiron fu Anassimandro).

TALETE:
Fu uno dei sette savi, ha origini fenicie, con una personalità poliedrica. I suoi lunghi viaggi lo hanno portato fino in Egitto dove ha appreso la geometria. Per lui la filosofia è la ricerca di tutto ciò che di identico esiste a fondamento della diversità.
Archè acqua, sostrato primordiale dal quale derivano gli elementi dell’aria, fuoco e terra.
Talete affermò anche che Dio è la mente del mondo e che il tutto è animato e insieme è pieno di divinità: ilozoismo

ANASSIMANDRO:
Fu discepolo di Talete e maestro di Pitagora. Sostiene che Talete non sa spiegare la natura di tutto. Per Anasimandro tutto si origina dall’apeiron, che è un archè in-definito, in-finito e divino.
L'apiron non è un elemento sensibile e osservabile come l’acqua (=Talete) e non coincide con nessuno dei quattro elementi naturali.

ANASSIMENE:
Fu discepolo di Anassimandro e di Parmenide. Fu uno dei fondatori dell’astronomia antica: a lui va il merito di aver scoperto per primo che la luna riceve luce dal sole e di aver spiegato il modo in cui si eclissa.
Archè, per Anassimene, è l’aria (pneuma), poiché essa è il principio di tutte le cose, l'aria intesa in questo senso è indefinita (“l’aria è infinita per grandezza, ma definita nelle sue qualità”, l’aria è dio…con movimento eterno)

SCUOLA PITAGORICA, (PITAGORA):
Pitagora, nacque intorno al 570 a C. nell’isola di Samo, fondò a Crotone una comunità filosofico – religiosa e morì nel 490 a C. a Metaponto.

La scuola pitagorica era tripartita in:
1 Discepoli
2 Novizi
3 Iniziati

Pitagora sosteneva che l’anima è immortale.
I pitagorici facevano una vita di comunità fondata su regole e su attività di purificazione. Il desiderio è un movimento dell’anima e un impulso e una tendenza a soddisfare i bisogni o a cercare alcune sensazioni o a trovarsi in una determinata disposizione dei sensi.
Pitagora apprezzava più di ogni altra cosa lo studio dei numeri.
Archè è il numero, una realtà numerica.
Le cose hanno origine grazie all’opposizione tra: la Monade e la Diade
Attraverso la pratica di scienze geometriche e matematiche si ha la Purificazione

ERACLITO:
Nato a Ionia,a Efeso, verso il 540 a C., si tenne in disparte dalla vita politica della sua città. Per lui nulla sussiste in modo stabile, tutto fluisce, tutto cambia e si trasforma continuamente (panta rei). Il cosmo nella sua armoniosa unità sussiste in virtù dei contrari che, nella loro reciproca tensione permettono l’esistere del tutto. Il centro filosofico del pensiero di Eraclito non si trova nell’analisi del divenire, perché questo rappresenta il segno della legge che presiede all’ordine del tutto, l’armonia dei contrari e l’unità degli opposti.
Logòs per Eraclito à indica la “ragione” dell’uomo, perché è proprio dell’anima un lògos che accresce se stesso”.
Logòs à è nell’universo, per Eraclito si identifica con Dio (Ragione Universale).

Archè Per Eraclito è il fuoco: tutto ciò che esiste nasce dalle trasformazioni del fuoco (inteso come elemento soggetto al continuo divenire, ma che rimane sempre il medesimo). Per Eraclito, il fuoco, sembrava rappresentare la dottrina dell’armonia dei contrari; esso è vita, ma nello stesso tempo ha la forza di distruggere, esso cambia sempre forma (la fiamma asume sempre forme diverse) pur rimanendo sempre il medesimo.

SENOFANE:
Nato a Colofone, fu costretto a lasciare la città a causa della guerra e visse senza dimora in giro per il sud d’Italia. A lui è attribuita la fondazione della scuola di Elea (Campania) che vede l' “essere” come un'unità priva di molteplicità.

IL PENSIERO ELEATICO:
I filosofi di Elea non indagano il modo in cui le cose del mondo fisico si presentano all’osservazione, ma vogliono cogliere la natura dell’essere esaminandone la nozione sul piano “logos”. Con questi filosofi viene tematizzata la questione su “che cos’è l’essere?”, di quali caratteristiche competono all’essere in quanto “essere”.
REALTà
Apparenza(doxa) Pensiero (accreditare ciò che appare (l’essere non può non essere ed è causa
All’uomo immediatamente immutabile che spiega il livello della
à il divenire) realtà)

PARMENIDE:
Nato a Elea, discepolo di Senofane, di famiglia aristocratica, promulgò valide leggi.
Egli sostiene che “l’essere” è ed è impossibile che non sia, mentre il “non essere” non è ed è impossibile che sia. “L’essere” infatti, è la sola cosa che si può pensare ed esprimere. Ammettendo che l’unico verbo sia “è”, Parmenide giunge a negare la realtà del divenire, la dòxa. L’essere non “diviene” perché se divenisse:
1- L’essere deriverebbe dal non essere ma ciò è impensabile dato che il non essere non è.
2- L’essere deriverebbe dall’essere, ma anche questo è impensabile à ciò che è già non nasce.
L’essere è à uno, eterno, e immutabile!!

ZENONE:
Nato a Elea alla fine del VI secolo, fu discepolo di Parmenide. Difese in modo indiretto le dottrine del maestro. Il metodo di Zenone prende le mosse dall’opinione di quanto ammettono come reale, l’esistenza del molteplice per giungere poi a dimostrare come l’accettazione di una tale premessa, porti ad affermare una contraddizione. à Dimostrazione per assurdo.
Nella difesa di Parmenide, Zenone elaborò anche 4 argomenti a favore dell’immobilità dell’essere (detti anche paradossi):
1- dicotomia,inesistenza del movimento per la ragione che il mosso deve giungere prima alla metà che non al termine.
2- Achille e la tartaruga, il più lento non sarà mai raggiunto nella corsa dal più veloce (secondo il punto 1).
3- la freccia, una freccia in moto, in realtà sta ferma, poiché il tempo è composto da istanti
4- le masse nello stadio

MELISSO:
Nato a Samo nel 485 a.C, avversario di Pericle, fu discepolo di Parmenide, rilevante fu la funzione contro Atene.
- Il solo pensiero razionale fu in grado di cogliere le vere determinazioni dell’essere;
Egli giunse a un’elaborazione della dottrina Parmenidiea, il quale acquista rispetto alle determinazioni precedenti due nuovi attributi:
1- infinità
2- incorporeità
- L’essere nella sua pienezza non può possedere limite alcuno, ogni limite è opposizione e ogni opposizione è un’ammissione dell’esperienza del non essere
- L’essere è infinito, perché se fosse finito sarebbe limitato da sé e ciò che è limitato non può abbracciare la totalità.
- L’essere è eterno
- L’essere è infinito e uno, perché se fossero due non potrebbero essere infiniti, ma l’uno avrebbe limite dall’altro e quindi è incorporeo; se avesse spessore non sarebbe più “uno” ma uno-infinito.

PLURALISTI:
Il pensiero greco, è orientato alla ricerca di una sintesi tra le esigenze per la quale la realtà è molteplice e in continuo divenire, e le istanze, per la quale l’essere è uno e immobile.
Il non essere relativo:
Il nascere e perire degli esseri, sé intesi in senso assoluto, cioè come passaggio dal non essere all’essere e viceversa, non appaiono in modalità pienamente intelligibili: vanno invece interpretati in senso relativo, come processi di aggregazione e dissoluzione di elementi primari . Così se i filosofi pluralisti(per aver posto più principi a fondamento di ogni realtà) giunsero a stabilire, quale condizione necessaria del Tutto, l’esistenza di “elementi primi” dotati gli stessi attributi dell’essere elatico, non per questo furono in grado di determinare con la stessa necessità la specifica natura di queste “sostanze originarie” e di svelarne in modo univoco l’intima essenza.

EMPEDOCLE:
secondo Empedocle l’infinita varietà del Tutto nasce dalla multiforme unione di 4 sostanze originarie che, in se stesse eterne e immutabili, nell’unirsi e nel separarsi tra loro determinarono il formarsi e il corrompersi delle cose. Per spiegare il periodico costituirsi e distruggersi del cosmo è però necessario ammettere anche l’eterna tensione tra le due forze contrapposte dell’amore e dell’odio. L’anima a causa di una colpa commessa in cielo, si è alienata dall’unità originaria e, si è vincolata alla dura condizione di perfezione. La conoscenza è resa possibile dal rapporto tra stanze di natura affine, per cui l’uomo conosce il mondo a lui esterno in quanto risulta composto da questi stessi elementi dalla cui mescolanza è nato il cosmo.

ANASSAGORA:
L’inconciliabilità tra la verità dell’essere come appare nel lògos e le esigenze della dòxa di Parmenide in Anassagora sono composte postulando l’esistenza di infiniti elementi originari distinti tra loro, i semi. Questi, dotati delle perfezioni dell’essere Parmenideo e divisibili nella loro sostanza contengono al loro interno particelle simili nelle quali esistono i semi del tutto. I semi esistono da tutta l’eternità, ma in origine si ha un miscuglio, indistinto in cui “tutto e in tutto”. Da questo stato a quello a cui su assiste alla manifestazione delle singole realtà, si deve al Noùs, principio trascendente di natura sottilissima e intelligenza ordinatrice per opera del quale dal chàos primitivo si sono formati i mondi.

LA SCUOLA ATOMISTICA: LEUCIPPO E DEMOCRITO
Leucippo è il fondatore della scuola, Democrito è un discepolo di Leucippo, nato in Tracia e vissuto fino all’età di 29 anni. Democrito fece molti viaggi prima in Egitto dove apprese la geometria dai sacerdoti, poi in Persia dove conobbe i Magi e infine in India dove conobbe i sapienti indiani.
La filosofia di Democrito, parte dall’esigenza di spiegare la totalità delle cose in virtù di pochi elementi semplici che siano in grado di unire le acquisizioni teoriche della scuola eleatica. Con quanto è comunemente detto dal mondo dei sensi. Tutto si spiega attraverso 3 principi del cosmo:
- atomo
- movimento
- vuoto

Egli ritiene che la materia di ciò che è eterno consiste in piccole sostanze infinite di numero contenute in uno spazio infinito: Gli atomi. Gli atomi quindi, per potersi aggregare e separare, devono potersi muovere e perciò deve esistere il vuoto.
Archè: essere(pieno) e il non essere(vuoto)
Secondo Democrito l’anima dell’uomo non possiede alcuna differenza qualitativa rispetto al corpo (anche l'anima è costituita da atomi sottili e sferici). Giunge quindi a dire che esistono due conoscenze:
- pura (quella dei sensi)
- compatta (quella dell’intelletto)

LOGOS: significa “ parola”, e siccome la parola è rivelazione del pensiero.
Il lògos è l’intermedio tra Dio e il mondo.

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