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L'origine del termine

II termine "etica" entra nel lessico filosofico con Aristotele, il quale fa derivare il sostantivo ethos, nel senso di "costume etico", e il corrispondente aggettivo ethik6s (al femminile, ethiké) dalla parola ethos, "abitudine".

Etica e morale

Secondo la terminologia filosofica contemporanea, il termine "morale" designa, in generale, il complesso dei valori e delle regole condivisi ai quali individui e gruppi fanno riferimento quando scelgono tra condotte diverse e quando formulano norme di carattere generale cui debbono ispirarsi le scelte di comportamento. L'etica è invece la teoria filosofica che ha come oggetto questi valori e queste regole.

Etica descrittiva e normativa

Le teorie etiche, da un lato, si propongono la descrizione delle regole e dei valori che orientano di fatto la condotta morale di determinati individui o gruppi. Dall'altro, si interrogano intorno alla loro legittimità razionale e mirano a fornire indicazioni di carattere normativo in-torno ai criteri cui dovrebbe attenersi la condotta umana.

Benché sia possibile distinguere teorie etiche prevalentemente descrittive da teorie etiche in cui più forte è la spinta a una definizione normativa dei criteri dell'agire umano, nella riflessione filosofica sulla morale i due aspetti si trovano per lo più strettamente interconnessi.

Etiche eudaimonistiche e deontologiche

Le teorie filosofiche sulla condotta umana sono distinte anche in base alla risposta che esse forniscono all'interrogativo di fondo riguardante l'agire morale: «Perché si deve agire moralmente?». Le risposte ricorrenti si riducono sostanzialmente a due.

La prima è: «Perché solo agendo moralmente si consegue la felicità» (in greco, eudaimonfa - per questo motivo parliamo di etiche eudaimonistiche). Questa risposta è caratteristica di tutte le teorie etiche anti-che, anche se ciascuna di esse intende la felicità in modo differente.

Come sappiamo, secondo Aristotele, per esempio, la felicità consiste nell'esercizio al più alto livello delle facoltà proprie dell'uomo.

La seconda risposta è: «Perché agire moralmente è un dovere» (in greco, to déon, e per questo motivo parliamo di etiche deontologiche).

Questa risposta è caratteristica della filosofia moderna e verrà formulata con particolare rigore da Immanuel Kant (1724-1804) nella Critica della ragion pratica.

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