Daniele di Daniele
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Eraclito in sintesi

Filosofo greco nato ad Efeso in Asia Minore all’inizio del v secolo a.C. Eraclito ebbe rapporti molto stretti con la scuola ionica, tanto che esserne considerato, da alcuni storici, il prosecutore di tale scuola, pur distaccandosene per la sua mentalità più di metafisico che di scienziato (disprezzo per la polimathia a favore di un’intuizione unitaria dell’universale). Scrisse un opera sulla alla natura della quale ci restano alcuni frammenti in uno stile oscuro e suggestivo. Anche Eraclito cerca di determinare l’archè cioè il principio primo del cosmo e lo identifica nel fuoco (inteso come elemento in continuo mutamento), da cui tutto proviene e da cui tutto ritorna; ma lui insiste soprattutto nell’affermazione del divenire universale. La realtà è un flusso perenne; tutto scorre;non ci si può bagnare due volte nello stesso fiume o meglio non si può toccare più di due volte una sostanza nello stesso stato; la fissità e la stabilità sono mera apparenza. Il fuoco Eracliteo può essere interpretato come espressione o come simbolo di questa mobilità e dinamismo. D’altra parte, tale fluire non è scevro da urti e contrasti: anzi la legge di esso è l’opposizione dei contrari (vita o morte, vecchio o giovane, sveglio e dormiente ecc.) che si escludono e si implicano ad un tempo, conferendo un ritmo agitato e drammatico alla vicenda cosmica e umana. La lotta dice Eraclito è la regola del mondo, e la guerra è comune generatrice e signora di tutte le cose animate ed inanimate. Ad Omero che aveva auspicato la sparizione della discordia fra gli dei e gli uomini, Eraclito risponde che se il suo desiderio fosse esaudito, tutto cadrebbe in una “stagnazione mortale”. Il conflitto è la molla dello sviluppo, condizione stessa della vita. In Eraclito Hegel vide un precursore della concezione dialettica della realtà.

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