pexolo di pexolo
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Epimenide


È considerato una figura di trapasso dalla cultura sapienziale alla cultura filosofica. Vissuto a Creta, in un luogo di contatto tra il mondo orientale e quello occidentale, tra la fine del VII e il VI secolo a.C. Sono incerti i dati sulla sua vita e in alcuni casi mitici, come nel caso della lunghezza della vita stessa (si dice, secondo la testimonianza di Senofane, che visse 154 anni e che, una volta, dormì 57 anni di seguito ed, una volta risvegliatosi, raccontasse fatti di interesse personale: la storiografia moderna ha messo il lungo sonno in relazione con alcune pratiche di incubazione di tipo orientale, compiute per ottenere sogni divinatori dai morti o dagli dèi; significativo il contatto con la cultura orientale: la religiosità di Creta, che non chiedeva gli dèi in un olimpo, era il terreno in cui il divino si confondeva con gli umani, in epifanìe umani ed animali. Anche se non tutti gli antichi credettero nel lungo sonno, è diffusa la convinzione di un lungo periodo trascorso da Epimenide in un luogo appartato, questo ancora a qualificare la straordinarietà della sua figura). La figura di Epimenide è legata alla sua venuta ad Atene, nel periodo delle riforme soloniane, in una missione purificatrice con chiaro senso politico, anche se ammantata di significati religiosi. Egli è uno dei Sette Sapienti, che si fa espressione di un sapere critico della tradizione.

Dilemma del mentitore

“Uno dei Cretesi, proprio un loro profeta (Epimenide), disse: Cretesi: sempre mentitori, cattive bestie, sono ventre, e pigri!”. Il dilemma è molto attuale, dal punto di vista economico e matematico (come fondamento della teoria dei giochi, quella per cui in un paradigma economico come il capitalismo contemporaneo, è difficile trovare un punto di incontro laddove manca una dimensione previa quale la fiducia. Per l’economia civile diviene più interessante questa “x” che non il prodotto, cioè il valore relazionare, che l’economia moderna da Smith in poi ha dimenticato).

“Profeta di cose passate” (Aristotele)

Se, in genere, il profeta anticipa le cose, Epimenide può essere considerato l’iniziatore della filosofia perché ha saputo spiegare gli eventi dopo che sono accaduti, trovandone l’essenza (il lògos), la loro ragione. È una figura di trapasso indicativa del cambiamento di atteggiamento del mondo greco, che ricerca nel passato di un evento l’argomentazione razionale in grado di spiegarlo (e non nel futuro, in senso tradizionalmente finalistico).

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