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EPICURO

Per Epicuro la fisica e la logica sono puri strumenti dell’etica, mezzi per il conseguimento di un fine. La filosofia è un QUADRIFARMACO poiché intende:
1) liberare gli uomini dal timore degli dèi, mostrando che essi non patiscono nulla: imperturbati, beati e indistruttibili, vivono al di là delle tempeste del mondo e non subiscono né arrecano affanni. Gli dèe vivono negli spazi tra un mondo e l’altro (INTERMUNDIA) separati dal mondo degli uomini.
2) liberare gli uomini dal timore della morte, portando a riconoscere che essa non esiste quando siamo in vita ed esiste solo quando non ci siamo più; la paura della morte si accompagna soprattutto al timore del “dopo”, per il timore del giudizio degli dèi e per le pene che ne potrebbero derivare. La morte è considerata come il + terribile dei mali, ma in realtà non è nulla per noi; non solo il corpo, ma anche l’anima è un aggregato atomico destinato a dissolversi.
3) dimostrare che il dolore è breve e provvisorio; il dolore fisico, soprattutto quello provocato dalle malattie, è un’altra delle fonti di paura dell’uomo. Epicuro distingue le malattie di breve durata, che terminano o con il ripristino della salute o con la morte; e quelle croniche, che durano molto a lungo.
4) dimostrare quale piacere sia da perseguire: il saggio tra i piaceri che la vita riserva, sa quello che rende felici.

ETICA DEL PIACERE

Epicuro è considerato come il “filosofo del piacere” e il massimo rappresentante dell’edonismo. Egli vede spesso nei bambini, oltre che negli dèi, il modello del vero piacere e considera la filosofia una ricerca del piacere secondo la ragione. Il piacere che il filosofo deve ricercare è l’assenza di dolore (aponia) e assenza di turbamento (atarassia).
Il piacere è tutto ciò che esclude un male; il filosofo sopprime tutto ciò che in lui potrebbe portare al male, allontana tutto quello che potrebbe nuocerlo, farlo soffrire e impensierire. Per Epicuro il piacere è tale solo se “in riposo”; i piaceri in movimento provocano, infatti, un’eccitazione violenta negli uomini. Vero piacere è quello stabile: esso è accessibile a tutti poiché sorge quando sono soddisfatti i bisogni naturali e necessari legati alla salute del corpo e alla tranquillità dell’anima. Anche i bisogni naturali ma non necessari vanno tenuti sotto controllo perché possono privare gli uomini dell’equilibrio interiore ed essere causa di affanno. I desideri ed i bisogni non naturali e non necessari sono effimeri e dannosi perché causa di comportamenti insensati, di aspirazioni impossibili.

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