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L’epicureismo

Epicuro nasce a Samo nel 341. Cominciò ad occuparsi della filosofia a 14 anni. Fu discepolo di Platone e successivamente di Democrito che in seguitò criticò. Si reco ad Atene a 18 anni .A 32 divenne maestro e fondò ad Atene una scuola detta “Kepos” il giardino; la scuola si trovava fuori dalla città, in mezzo alla natura. La scuola era aperta a tutti, anche alle donne. I suoi seguaci erano detto i filosofi del giardino; essi rispettavano molto Epicuro e lo vedevano quasi come un dio. L’autorità di Epicuro sui suoi discepoli era grandissima tanto che essi dicevano “Comportati come se Epicuro ti vedesse”.
Epicureo fu autore di numerosi scritti ma a noi rimangono soltanto tre lettere conservateci da Diogene Laerzio: la prima diretta a Erodoto che parla di fisica, la secondo a Meneceo che parla di etica e la terza a Pgitocle tratta di questioni meteorologiche. Il più notevole tra i discepoli di epicureo fu Metrodoro di Lampasso i cui scritti sono di contenuto polemico. Tuttavia nessuno dei discepoli apportò un contributo originale alla dottrina epicurea in quanto Epicureo esigeva la stretta osservanza dei suoi insegnamenti. Filodemo è il discepolo che ci ha restituito più frammenti riguardanti problemi dal punto di vista epicureo. Lucrezio ci ha lasciato nel suo De rerum natura un esposizione fedele dell’epicureismo. I sei libri dell’opera incompiuta si dividono in 3 parti di 2 libri. I primi due trattano di metafisica, dei principi della realtà, della materia, dello spazio e della costituzione dei corpi sensibili. Il terzo e il quarto libro dell’uomo. Il quinto e il sesto dell’universo e dei più importanti fenomeni fisici. L’opera fu edita e riordinata da Cicerone dopo la morte di Lucrezio. Lucrezio vede in Epicureo colui che ha liberato gli uomini dal timore del soprannaturale e della morte, per questo lo esalta come un Dio e lo ritiene il fondatore della vera sapienza.
Epicuro vede nella filosofia la via per raggiungere la felicità, intesa come liberazione dal dolore. Epicuro volle fornire all’uomo un quadruplice farmaco, il quadrifarmaco per:
1. Liberare gli uomini dal timore degli dei, dimostrando che essi non si occupano delle faccende umane
2. liberare gli uomini dall’angoscia della morte, dimostrando che quando ci siamo lei non c’è e quando c’è noi non ci siamo
3. dimostrare che il piacere è facilmente raggiungibile
4. dimostrare che il dolore se è breve è sopportabile, se è acuto è passeggero o porta alla morte
Epicureo chiamò canonica la logica poiché la considerò un canone, una regola per orientare l’uomo verso la felicità. Il criterio della verità è costituito dalle sensazioni, dalle anticipazioni e dalle emozioni. La sensazione è prodotta dall’uomo dal flusso degli atomi, che si staccano dalla superficie delle cose e producono immagini da cui derivano le sensazioni. Dalla combinazione di due immagini derivano le rappresentazioni fantastiche. Dalle sensazioni ripetute e conservate nella memoria derivano i concetti che Epicuro chiama anticipazioni. I concetti servono ad anticipare le sensazioni future. Ogni sensazione è vera ed evidente e di conseguenza anche i concetti lo sono. Il terzo criterio è l’emozione, cioè il piacere o il dolore. L’opinione è vera solo se è confermata dalla testimonianza dei sensi. Attraverso il ragionamento si può estendere la conoscenza a cosa che sono nascoste alla sensazione.
La fisica di Epicureo ha lo scopo di escludere ogni causa soprannaturale e liberare dagli uomini il timore degli dei. La fisica deve essere materialista per escludere la presenza dell’anima o principio sovrannaturale, e meccanicistica ovvero avvalersi del movimento dei corpi escludendo qualsiasi finalismo. Epicureo dice che tutto ciò che esiste è corpo perché solo il corpo può subire o agire. D’incorporeo c’è solo il vuoto che permette il movimento. La morte e la nascita sono la disgregazione e l’aggregazione dei corpi. Ogni corpo è composto di corpuscoli invisibili, atomi, che si muovono nel vuoto. Gli atomi hanno forme diverse ma non sono infiniti. Essi cadono perpendicolarmente e si scontrano tra di loro a causa di deviazioni casuali. Questa deviazione è stata chiamata da Lucrezio clinamen. Epicuro ammette l’esistenza della divinità in quanto l’uomo ha l’immagine della divinità. Gli dei hanno forma umana che è perfetta e abitano gli spazi tra mondo e mondo. Epicureo spiega attraverso il male perché gli dei non si interessano dell’uomo: se il dio può e vuole estinguere il male perché non lo fa? Epicureo risponde dicendo che gli dei non si interessano delle faccende umane.
Epicuro dice che l’anima è composta da atomi rotondi e piccoli che avvolgono il corpo. Alla morte gli atomi dell’anima si separano e ogni possibilità di sensazione cessa.
La felicità dell’uomo consiste nel piacere. Ma vi sono 2 specie di piacere: stabile che consiste nella privazione del dolore, il piacere stabile è la il culmine del piacere ed è diviso nell’atarassia ovvero l’assenza di turbamento nell’anima e aponia ovvero l’assenza di dolore fisico. Esiste anche il piacere in movimento che è proprio la gioia, la felicità.
Esistono dei bisogni che si dividono in naturali e necessari come il mangiare, in naturali non necessari come l’abbuffarsi e quelli non naturali come il lusso. Solo quelli naturali necessari vanno accontentati. Gli uomini saggi riescono ad accontentare i bisogni necessari e raggiungono l’atarassia e l’aponia. Per Epicuro il piacere sensibile ha lo stesso valore del piacere spirituale. L’amicizia è il valore più grande per il raggiungimento della felicità, l’amicizia è nata dall’utile ma è un bene a sé. Epicuro esalta la saggezza che preferisce accompagnata alla fortuna. Epicuro elogia la solidarietà e la generosità e dice che è meglio fare il bene piuttosto che riceverlo. Il consiglio di epicuro è quello di non occuparsi di politica e di “Vivere nascosto” poiché l’ambizione della politica è turbamento e non fa raggiungere l’atarassia.

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