Empedocle

La filosofia dei fisici pluralisti è una sorta di sintesi tra l’eraclitismo e l’eleatismo, del primo essi accettano l’idea del divenire incessante delle cose, mentre del secondo prendono il concetto dell’eternità ed immutabilità dell’Essere vero. I filosofi pluralisti distinguono genialmente tra composti ed elementi, i primi mutevoli e i secondi no. Questi elementi eterni unendosi tra loro danno origine a ciò che per noi è la nascita.

Empedocle
Nato ad Agrigento, oltre ad essere filosofo fu anche uomo politico. Egli presenta la sua dottrina come dominatrice delle forze naturali e perfino utile per risvegliare i defunti. Raccolse i propri principi in due opere scritte in versi, le uniche due oltre quelle Parmenide, Sulla Natura e Purificazioni. Egli è ben consapevole dei limiti della conoscenza umana, infatti, l’uomo conosce solo ciò in cui si imbatte durante una vita che non è vita, per riuscire a vedere le cose con chiarezza e capire il significato profondo delle cose deve servirsi dell’intelletto. Ritiene inoltre che le cose non nascano e non periscano; gli elementi sono quattro:

1. fuoco
2. aria
3. acqua
4. terra;parla
Tali elementi sono le “quattro radici delle cose” che sono animate da due forza differenti che rispettivamente uniscono e disuniscono le cose: l’Amore e la Contesa, forze cosmiche, la cui azione si avvicenda determinando il ciclo cosmico. Se ci fosse infatti una fase eterna in cui dominasse solo l’Amore, detta poi Sfero, il mondo non esisterebbe; ecco dunque che entra in gioco la Contesa, in un alternarsi continuo con l’Amore.
Infine il principio fondamentale della conoscenza umana è che il simile conosce il simile.

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