Antois di Antois
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Ellenismo

L’ellenismo va dal 323 a.C. (anno della morte di Carlo Magno, smembramento del suo impero e formazione dei regni ellenistici di Siria, Egitto e Macedonia) al 30 a.C. (anno della conquista dell’Egitto). Tutte le polis perdono il loro potere politico: alcune di loro conservano una certa indipendenza, ma l’asse del potere economico e politico si sposta dalla Grecia ai regni orientali, ovvero in Siria (dinastia del Tolomei), in Egitto (dinastia dei Seleucidi) e in Macedonia (che comprendeva Tracia e Grecia). I protagonisti di questi flussi migratori erano coloro che si spostavano in queste zone e lavoravano in qualità di schiavi nelle organizzazioni politiche che non avevano nulla a che vedere con le polis greche, che si reggevano su una democrazia assembleare. Nei regni orientali ellenistici il sovrano ha un potere assoluto, pressoché divino, e di conseguenza si verifica quel progressivo processo di espropriazione della democrazia.

Il carattere dei regimi orientali è simile a quello della teocrazia, in cui il sovrano rappresenta il Dio sulla Terra e quindi vi è un distacco abissale tra sovrano e sudditi.
Viene attuata una feroce politica di tassazione nei confronti dei ceti più umili della società per finanziare le guerre. Con la nascita dei tre regni orientali si assiste ad uno spostamento di persone greche in Siria e in Egitto, per cui le più importanti città quali Alessandria d’Egitto (famosa per la sua biblioteca, nei pressi della quale viene fondato un museo, e questa favorisce l’interesse per una serie di discipline che si allontanano dall’ambito filosofico e si avvicinano a quello scientifico, botanico e zoologico) si connotano come dei centri multietnici, multiculturali e internazionali. In età ellenistica si afferma anche la “dossografia” (opinione, scrittura), che è quella tendenza a raccogliere e sistemare le opinioni dei vari filosofi. Altre novità del periodo ellenistico sono legate al divorzio tra filosofia e scienza, poiché quest’ultima si connota come un sapere autonomo, dotato di proprie regole e strumenti di ricerca. Personaggi simbolici di questo periodo sono Archimede di Siracusa (che fu il teorico del p greco e dell’idrostatica), Erone di Alessandria (creatore di molti congegni meccanici), Euclide (che diede origine alla geometria euclidea) e Aristarco di Samo (astrologo che rielaborò e diede una forma più compiuta alla geometria di Euclide).

La filosofia ellenistica

Durante l’ellenismo si afferma una filosofia dipendente dalle condizioni politiche: l’uomo greco non è più l’uomo fondato e strutturato della polis, a cui questa dava un canone rispetto all’agire e al sapere, ma si verifica una perdita di tutti quei valori su cui l’uomo si era basato e una perdita di fiducia nella vita pubblica e nella possibilità della politica: il risultato di tutto ciò è la sfiducia e il ripiegamento dell’uomo su sé stesso e soltanto nella propria anima l’uomo può trovare le tracce di una realtà dotata di senso. Le grandi scuole di pensiero analizzano l’interiorità dell’anima e ad ogni condizione di angoscia deve corrispondere una filosofia intesa come “terapia dell’anima”. Le scuole ellenistiche ricalcano il liceo aristotelico e l’accademia platonica, dove si svolge una trasmissione di nozioni di tipo frontale; ma, mentre in queste scuole le lezioni non venivano scritte, ma semplicemente appuntate dagli alunni, in quelle ellenistiche si cerca di far in modo che il maestro abbia un’autorità massima per i discepoli e le lezioni vengono scritte e trattate in forma organica. Da qui deriva la tendenza organica, sistematica e dogmatica (perché l’autorità del maestro era assoluta) propria delle scuole ellenistiche. Le scuole ellenistiche sono tre: “Il Giardino” di Epicuro, lo “Stoicismo” e lo “Scetticismo” di Pirrone.

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