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Elementi fondanti della filosofia

La religione greca non aveva libri sacri e i sacerdoti in Grecia non avevano un potere paragonabile a quello dei sacerdoti nelle altre civiltà. I Greci avevano quindi più spazio per poter formare una propria interpretazione personale. Non avendo un libro sacro né una casta sacerdotale, ma solo dei racconti mitici e una fede politeistica, presso i Greci si poté sviluppare il libero pensiero e la riflessione personale.

Nel VI secolo a.C. la filosofia nacque nelle colonie greche dell’Asia Minore, dell’Italia Meridionale (Turchia, Siria, Magna Grecia,…) e solo successivamente giungerà nella Grecia vera e propria. Nelle colonie infatti c’era più libertà; erano città nuove abitate spesso da persone fuggite dalla propria patria perché perseguitati e desiderosi di libertà e pace. La libertà è il terreno fertile per la formazione e lo sviluppo della filosofia perché quando si è liberi ognuno può pensare a quello che vuole. A Sparta, polis militare e autoritaria, non c’è libertà e quindi non esiste alcun tipo di filosofia. Al contrario, ad Atene la filosofia ha modo di espandersi e raggiungere livelli elevati grazie alla libertà di pensiero. Il grande nemico della filosofia è il potere politico autoritario con le sue visioni intolleranti.

La Grecia era un crocevia di traffici e commerci provenienti da tutto il Mar Mediterraneo. Nel VI secolo, molte poleis greche si stanno orientando verso il commercio marittimo e aprono contatti con diversi popoli provenienti da Europa, Asia e Africa. Grazie ai commerci i Greci compiono scambi non solo legati al mercato ma anche di tipo culturale e hanno modo di osservare tante differenze di usanze, culture e tradizioni che permettono loro di aprire la propria mente. Non a caso le principali città in cui si sviluppa la filosofia sono le città costiere (Mileto, Atene,…). La stessa frammentazione della Grecia in poleis permette di vedere, spostandosi di pochi chilometri, tante differenze di usanze, di costumi e di leggi, che contribuisce a creare nei Greci uno spirito critico, il quale sta alla base della filosofia occidentale.

Nei Greci c’era già la tendenza a cercare di spiegare, seguendo un filo logico, i misteri dell’esistenza. Infatti avevano inventato numerosi miti legati alla questione delle origini del mondo, del dolore umano, della morte,… I miti però non soddisfacevano completamente i Greci perché erano ancora troppo legati alla fede religiosa e così il loro desiderio di spingersi oltre al mito e al racconto fantastico favorì lo sviluppo della filosofia.

In un regime democratico, tutti i cittadini maschi possono studiare la filosofia, devono partecipare alle assemblee pubbliche, possono essere eletti a sorte per rivestire cariche pubbliche e sono chiamati a esprimere il loro parere per le questioni più importanti. Ci si rende conto, partecipando alla vita democratica, che le regole e le leggi vengono stabilite dagli uomini e non dalle divinità. Le donne erano escluse dallo studio della filosofia perché si pensava che l’intelligenza femminile fosse un’intelligenza malvagia e maliziosa. Le uniche donne che a volte potevano essere autorizzate a conoscere la filosofia erano le intrattenitrici che dovevano intervenire durante i banchetti e stimolare le discussioni.

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