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Definizioni filosofia

Filosofia: deriva dal greco, ‘Philein’ Che significa ‘amare’ e ‘Sophia’ che significa ‘sapere’; significa quindi ‘amore per il sapere’. La filosofia è una forma di indagine razionale. Le dottrine filosofiche sono prodotto di chi le elabora ed esse possono essere discusse e eventualmente sostituite con altre più convincenti.

Dualismo: la definizione letterale è ‘due principi che si contrappongono’. Per Platone esistono due dualismi: anima e corpo,mondo sensibile e realtà. Egli afferma che l’unione tra anima e corpo ha un fondamento ontologico. Infatti, l’anima è l’elemento ideale, sovrasensibile dell’essere, mentre il corpo è l’elemento terrestre,sensibile, corruttibile. Al dualismo ontologico tra realtà sensibile ed intelligente corrisponde quindi un dualismo antropologico tra anima e corpo.

Arché: in greco significa ‘principio’. I primi filosofi iniziano a interrogarsi sull’origine razionale del mondo. Per Talete per esempio l’archè è l’acqua perché il nutrimento di tutte le cose è umida, i semi di tutte le cose hanno natura umida e perché l’acqua è il principio naturale di tutte le cose umide.
Per Anassimandro,invece, l’archè non può essere uno degli elementi fondamentali ma deve essere qualcosa di infinito, illimitato: l’apeiron. L’apeiron non è un elemento e non si identifica con nessuna cosa, è una natura infinita.
Anassimene identifica l’aria come principio del mondo. L’aria è infatti una sostanza mobile, infinitamente estesa e capace di espandersi ovunque.
Eraclito indica invece il fuoco come principio di tutte le cose. Il fuoco è un elemento vivo, in continuo movimento, capace di distruggere e trasformare ogni cosa, questo elemento spiega bene la teoria eraclitea del cosmo come realtà in continua trasformazione.

Necessità: questo termine, o meglio l’aggettivo ‘necessario’, è stato usato da Parmenide per definire una delle caratteristiche principali dell’essere. Infatti, l’essere è necessario in quanto è e non può essere diverso da ciò che è. E’ l’opposto di ‘possibile’.

Possibilità: questo termine, anzi l’aggettivo ‘possibile’, è stato usato da Parmenide per definire una delle principali caratteristiche del non essere. Il non essere è possibile in quanto non è e può essere diverso da ciò che è. E’ l’opposto da necessario.

Maieutica: maieutica è il nome di un momento del dialogo socratico riportatoci da Platone. Il momento costruttivo-positivo della maieutica segue quello critica-negativo dell’ironia. La maieutica conduce l’interlocutore ad acquisire coscienza della verità che egli inconsciamente porta in sé.

Relativismo: questo termine identifica in generale ogni termine che non ammette verità assolute nel campo della conoscenza o principi immutabili in campo morale.
I sofisti sono i primi a utilizzare questo termine e a seguire questa filosofia. Ci sono diversi tipi di relativismo. Il relativismo etico è l’opinione secondo cui non c’è un bene assoluto, ma il bene dipende dal punto di vista di ciascuno. Il relativismo gnoseologico invece è riferito alla conoscenza, per i sofisti, infatti, non esiste una sola verità ma ne esistono molte, contrariamente a Socrate, per il quale esiste una sola verità, ovvero ‘vera per tutti’.

Demiurgo: per Platone il Demiurgo è il divino creatore dell’universo. A differenza del Dio biblico però non ‘crea’ dal nulla ma mette ordine intelligibile a una materia preesistente. Platone dice che l’intelligenza del Demiurgo ‘persuade la materia’.

Iperuranio: nel ‘Fedro’ Platone descrive l’iperuranio come il mondo delle idee al di sopra del cielo. Secondo Platone infatti l’anima, una volta morto il corpo, saliva nell’iperuranio, dove vi erano le idee e poi riscendeva per rincararsi in un altro corpo.

Idea: nell’antichità di Platone era considerata un’entità perfetta e immutabile di carattere divino e che quindi non era generato dall’intelletto. Il concetto di idea è stato introdotto da Platone, secondo il quale tutto ciò che appartiene al mondo delle idee, immutabili, eterne e perfette. Le idee di Platone vivono in un mondo a parte, detto iperuranio.

Intellettualismo etico: la filosofia di Socrate si basava, sui cosiddetti ‘paradossi socratici’, ovvero che il bene era la conoscenza, il male l’ignoranza, e chi conosceva il bene non poteva commettere il male. Questi suoi dogmi sono stati definiti intellettualismi etici. Socrate intendeva die che la conoscenza ha un orientamento pratico ed esistenziale. Socrate intende che la filosofia è quasi uno stile di vita e che col ragionamento si può giungere a trovare la giusta strada.

Ironia: in generale l’atteggiamento che consiste nel dare un’importanza assai minore del giusto. L’ironia socratica è la sottovalutazione che Socrate fa di se stesso e degli interlocutori con cui discute.

Metempsicosi: credenza nella trasmigrazione dell’anima da un corpo all’altro in esistenze che si succedono nel tempo. Il termine significa ‘passaggio dell’anima’. La metempsicosi è un elemento essenziale dell’insegnamento Pitagorico. In Platone se ne trovano due diverse di interpretazioni, come destino dell’anima per eccessivo attaccamento alla corporalità e come prospettiva propria di tutte le anime che, terminato il ciclo ultraterreno, devono tornare ad incarnarsi.

Ontologica: significa ‘studio dell’essere’. E’ uno sviluppo della filosofia avuta grazie a Parmenide ed alo studio dell’essere. L’essere è, secondo Parmenide, tutto ciò che esiste e tutto ciò che è. Al contrario il non-essere non è, cioè non esiste e non solo: è impensabile e indicibile. L’essere ha caratteristiche precise: è uno, immutabile, necessario, finito, immobile, ingenerato, imperituro ed eterno. Platone però corregge Parmenide, compiendone un parricidio: egli introduce il non-essere nel senso di essere diversamente.

Divenire: divenire è una parola di origine latina che proviene dal verbo ‘divenire’, ‘provenire da’. Termine centrale della filosofia eraclitea. Eraclito dice infatti che l’essenza della realtà è determinata dalla lotta continua dei contrari e dall’armonia che esso produce. La realtà è dunque costituita dal continuo divenire delle cose.

Reminiscenza: secondo Platone la conoscenza significa ricordare ed esporre questa teoria attraverso il racconto dello schiavo. Lo schiavo non è istruito ma riesce a dimostrare il teorema di Pitagora. Benché dapprima egli si lasci ingannare dalle apparenze a poco a poco, stimolato da Socrate, riesce a risolvere il problema. Dall’episodio si ricava che ognuno ha dentro di se la conoscenza che proviene da vite precedenti(metempsicosi). Alla morte del corpo infatti quanto più un’anima soggiorna nell’iperuranio, tante più verità possiede.

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