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Il bisogno di filosofia

L’ellenismo è la diffusone della cultura greca al di fuori dei confini geografici greci, nonostante ciò Atene rimane il centro speculativo e geografico della filosofia. La filosofia deve rispecchiare le esigenze del tempo, quindi fornire una visione unitaria e complessiva del mondo e un “supplemento d’animo”. Si può quindi parlare di una canalizzazione della filosofia; Si assiste ad una spoliticizzazione della filosofia, gli interrogativi principali sono di tipo esistenziale e il filosofo aiuta l’uomo comune a Guarire i mali della vita , tanto che i filosofi ellenistici spesso fanno riferimento al mondo medico, instaurando con il pubblico un rapporto “terapeuta-paziente”.
Il filosofo quindi si pone l’obiettivo di condurre l’uomo alla salvezza personale ponendo la filosofia come via e mezzo per raggiungere la felicità.

Le diverse scuole di pensiero che nascono in questo periodo (III-II sec. a.C.) si riducono spesso a sette religiose, caratterizzate dal culto del fondatore e che spesso si rivelano poco aperte alla discussione con il pensiero delle alre scuole, definite in qualità di avversarie, tendenti sia all’orientalismo che al cosmopolitismo. Si orientalizza infatti anche la mentalità ellenica, lo scopo della ricerca è trovare la via della salvezza, si sviluppa anche l’aspirazione al cosmopolitismo tra i popoli. La filosofia del periodo ellenistico è riconducibile a tre grandi scuole di pensiero:
Stoicismo, Epicureismo e Scetticismo. L’obiettivo che si propongono queste tre dottrine è infatti lo stesso: garantire la tranquillità spirituale, attraverso l’ideale del “saggio indifferente ai motivi inumani della vita”. 7
L’eclettismo è il punto di incontro tra i tre indirizzi di pensiero del periodo. La Grecia era infatti diventata provincia dell’impero romano, la filosofia quindi entrò in contatto con questa nuova cultura e gradualmente se ne adattò.

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