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ASTRONOMIA GRECA

EGIZIANI E BABILONESI

L’astronomia è una delle prime discipline a svilupparsi come scienza. I babilonesi, in Mesopotamia, avevano accumulato una mole imponente di osservazioni e di calcoli; fra i risultati più importanti ricordiamo:
a) Il calcolo delle variazioni della durata del giorno e della notte nelle diverse stagioni;
b) Lo studio del movimento attuale del sole e della luna: sole e luna hanno posizioni diverse rispetto alla Terra durante l’anno;
c) L’invenzione dell’orologio solare ovvero della meridiana.
Lo sviluppo dell’astronomia babilonese ed egiziana era stato determinato da esigenze pratiche: osservazioni accurate degli astri avevano consentito di scandire meglio il tempo e di orientarsi grazie alla guida delle stelle all’interno di immensi spazi privi di punti di riferimento quali le zone desertiche e i mari.

I greci presero come riferimento i babilonesi e gli egiziani per la maggior parte delle nozioni astronomiche delle quali disponevano. Nel corso dei secoli,tuttavia, gli astronomi greci perfezionarono le conoscenze apprese. Per esempio, l’orologio solare elaborato dai babilonesi fu reso con Anassimandro di Mileto nel VI sec a.C. più preciso e più facilmente utilizzabile; nel V secolo a.C. l’astronomo greco Metone confermò il calcolo della durata dell’anno in 365 giorni solari, già stimato dagli egiziani. Tuttavia non si deve pensare che gli astronomi greci si limitassero solo a rielaborare il sapere astronomico ereditato da egiziani e babilonesi.
Per i greci, infatti, lo studio dei corpi celesti non è soltanto legato ad esigenze di carattere pratico come il sapersi orientare nei deserti o lungo i mari grazie alla conoscenza delle stelle; fin dalle origini gli studiosi greci non si limitarono a osservare i fenomeni celesti e a descriverne gli aspetti di maggior rilievo pratico, ma si interrogarono sulla natura degli astri, ossia sui materiali che li costituiscono e si sforzarono di spiegarne i movimenti formulando ipotesi sulle cause che li determinano.

ASTRONOMIA IONICA E PITAGORICA

Sia l’astronomia ionica elaborata da pensatori della Ionia quali Talete, Anassimandro ed Anassimene, sia quella pitagorica, il cui principale esponente fu Filolao, escludono ogni netta separazione tra mondo celeste, quello degli astri, e mondo terrestre, quello in cui vive l’uomo. Mondo terrestre e mondo celeste hanno avuto la stessa origine nel senso che entrambi derivano da elementi naturali come l’acqua per Talete e l’aria per Anassimene, mentre per Anassimandro dall’apeiron si sono generati il freddo dal quale ha avuto origine l’aria, l’acqua e la terra e il caldo che ha dato origine alla sfera del fuoco dalla quale si sono formati il sole, la luna e gli astri. Inoltre mondo terrestre e mondo celeste presentano un’identica costituzione materiale in quanto formati dagli stessi elementi naturali come l’acqua, l’aria, la terra e il fuoco.

Per quanto riguarda l’astronomia ionica, Talete sostenne che la Terra è piatta e galleggia sull’acqua la quale le fa da fondamento; Anassimandro affermava che la Terra era di forma cilindrica, sospesa sul cosmo per una sorta si equilibrio di forze e che occupasse il centro dell’universo circondata da vari cerchi dove si trovavano la luna, il sole e le stelle; Anassimene invece pensava che la Terra, piatta e di forma circolare, poggiasse sull’aria e che gli astri, anch’essi piatti, di forma circolare e costituiti di fuoco, fossero in movimento nell’aria. Talete, Anassimandro e Anassimene concordavano nel ritenere la Terra immobile al centro dell’universo.
I pitagorici sostennero per primi la sfericità della Terra e dei corpi celesti. A ciò essi furono condotti dalla credenza secondo la quale la sfera è la più perfetta tra i solidi perché avendo tutti i punti equidistanti dal centro è l’immagine stessa dell’armonia; per i pitagorici il cosmo è ordine e armonia perché fondato sui numeri e la matematica è una scienza precisa.

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