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La vita di Aristotele


Aristotele è stato un discepolo di Platone. Ha passato la sua infanzia alla corte di Filippo il Macedone (pertanto non visse ad Atene come Socrate e Platone) perchè il padre era il medico personale del sovrano e lui viveva a corte insieme alla sua famiglia. Certamente quest’esperienza particolare ha ispirato non poco la sua indole e personalità. Aristotele è definito anche lo Stagirita poiché nacque a Stagita. Quando il padre conclude il periodo lavorativo presso la corte, si trasferì per un certo periodo ad Atene con la famiglia, ma per un periodo abbastanza breve, ma successivamente venne chiamato dal sovrano Filippo il Macedone perché lo identifica come “istitutore del figlio Alessandro il Macedone, cioè di Alessandro Magno”. Non abbiamo documenti che testimoniano il loro rapporto, però se certamente se si occupò per molti anni della sua formazione e non c’è mai stato bisogno di chiamare qualcun altro, è chiaro che molto forte fu la sua influenza su Alessandro. Quindi Aristotele può essere considerato un grande personaggio sotto sue aspetti: uno sul campo filosofico (ma anche scientifico) e da un altro politico-militare. Accompagnerà Alessandro fino al momento in cui salirà al trono e Aristotele lascia la corte e torna ad Atena dove fonda una scuola, chiamata Liceo (il nome deriva dal fatto che Aristotele acquistò dei palazzi in cui fonda la scuola vicino al tempio Apollo Licio). In realtà gli atenei, chiameranno la scuola di Aristotele Peripatetica (il nome deriva dal fatto che essendo molto ampia la scuola, lui amava passeggiare e tenere conversazioni filosofiche, teologiche, scientifiche, artistiche (che a differenza di Platone, lui amava l’arte e ne considerava la sua intima essenza) insieme ai suoi discepoli.
Aristotele frequentò la scuola di Platone per circa vent’anni (dal momento in cui tornò ad Atene aveva circa trentanove anni e da quel momento frequentò la scuola di Platone), fino a quando muore Platone, anche se la scuola continua, lui non si riconosce nella linea che stava prendendo l’accademia Platonica perché stavano prendendo il sopravvento dei discepoli che seguivano una direzione che non era in linea con i suoi principi, pertanto scelse di abbandonare e di fondare la sua scuola: il liceo per l’appunto. Fu un discepolo di Platano molto attivo che molto spesso apriva discussioni per discutere, confutare, filosofare, d’altronde lo scopo principale della filosofia è la ricerca inesauribile del sapere che ha bisogno di essere rivisto, rivalutato, essere riproposto. Per tanto tempo questo è stato indizio di discordia con il maestro, ma soprattutto le opere che ha scritto dopo sono state considerate un’altra prova di allontanamento dal maestro. In realtà la critica non sono della stessa opinione perché i veri discepoli sono quelli che sviluppano ulteriormente la linea che voleva il maestro e quell’atteggiamento di Aristotele non era altro che un desiderio di confronto continuo tanto che Platone lo apprezzava tantissimo. Era quindi il discepolo più fedele. In tarda età dovette abbandonare Atene e si dovette trasferire altrove poiché essendo molto legato ad Alessandro era mal visto dai detrattori di Alessandro.

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