gaiabox di gaiabox
Ominide 3546 punti

Il saggio e il sapiente, Pericle e Socrate

In campo morale contano molto l'esempio e il modello delle persone da tutti ritenute più eccellenti: a loro bisogna ispirarsi per diventare virtuosi. Aristotele propone come modello di persona dotata in sommo grado della virtù della saggezza (phr6nimos) un grande politico come Pericle: è al modello da lui personificato che deve guardare ogni cittadino, se vuole partecipare virtuosamente alla vita della città e amministrare bene la propria casa e la propria famiglia. Di altra natura è la virtù della sapienza; come esempi di sapienti (sophoi) Aristotele indica due filosofi teoretici, quali Talete e Anassagora, ma anche un filosofo morale come Socrate, che aveva dedicato la sua vita alla ricerca intorno alla virtù senza per questo mai impegnarsi direttamente nella gestione politica di Atene.

La vita felice del saggio e del sapiente

Phr6nesis e Sophia, saggezza e sapienza, definiscono dunque due modalità ben distinte di vita felice, entrambe contrassegnate dall'esercizio della virtù. La saggezza sia che si esplichi nella vita politica, sia che si eserciti nella gestione del patrimonio familiare, sia, infine, che si applichi a regolare la vita del singolo individuo — è alla portata di tutti i cittadini o, meglio, di quei cittadini che, disponendo pienamente della ragione, sono effettivamente in grado di farsene guidare.

La sapienza invece è la virtù propria del filosofo che dedica la sua esistenza alla conoscenza. La vita teoretica del filosofo (bios theoretik6s) è, per Aristotele, la vita in assoluto più degna e portatrice della massima felicità: essa infatti è l'esplicarsi virtuoso dell'attività propria della ragione teoretica, la facoltà più elevata dell'uomo, la parte dell'anima per la quale egli è assimilabile a un dio.

Registrati via email