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Le quattro cause

Aristotele, si pone la seguente domanda: Perché le cose nascono, crescono e muoiono? Egli identifica a tal proposito quattro cause:
1. Causa materiale: è data dalla materia con la quale è costituito quel corpo (per esempio il legno di cui è fatto il mobile);
2. Causa efficiente: è data da chi dà forma a questa materia informe (per esempio, l’artigiano che costruisce il mobile);
3. Causa formale: è la forma che assume quell’ente (per esempio, la forma del mobile);
4. Causa finale: è lo scopo per cui si costruisce quella cosa.
Aristotele, ha una visione teleologica del mondo: in natura vi è un ordine finalistico e necessario. Di ciò si occupa la Teleologia: di quali sono le finalità del corpo. Infatti, per il filosofo, ogni forza che esiste nel mondo ha un suo scopo da raggiungere. Quando si dice che tutto nella vita ha un fine, questo fine ha un accezione positiva. Non possiamo avere un fine che abbia come scopo la nostra distruzione, quindi tutto ciò che esiste e che cambia, esiste e cambia per qualcosa di positivo.

Qualche critico ha detto, “ma se tutto ha un fine, se ci muoviamo perché dobbiamo raggiungere uno scopo, allora dove sta la libertà dell’uomo?”. Aristotele risponde che la libertà dell’uomo è imprescindibile, essa esiste. Toccherà poi all’uomo scegliere un indirizzo o l’altro, il bene o il male. Vediamo, adesso, quale struttura assume l’universo aristotelico: si presenta compatto e ordinato e in esso ogni cambiamento ha una causa e uno scopo specifico. È fatto di due sfere ruotanti: quella interna della terra, che è sferica e immobile e in cui le cose si succedono con un processo di generazione e corruzione, e quella esterna degli astri e delle stelle (cinquantacinque sfere eteree), dove non vi è né generazione, né corruzione.

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