sc1512 di sc1512
Ominide 5764 punti

Politica di Aristotele

Aristotele, a differenza di Platone, non fu interessato pienamente all’attività Politica per due motivi: innanzitutto egli visse in un epoca in cui la Polis stava attraversando un periodo di profonda crisi, e poi, pur essendo Greco, non era Ateniese, e ciò significava che non avrebbe potuto aspirare ad una carriera politica ad Atene, dove era considerato cittadino straniero.
Nonostante ciò, egli scrisse due testi trattanti di Politica: “La Politica” e “La Politeia” (o “Costituzione degli Ateniesi”).
Platone era partito dall’ideale della Repubblica, dove tutti si conformano ed egli cercò per tutta la sua vita Uomini Politici per formare il suo ideale di Repubblica.
Invece Aristotele prima analizzò tutte le Forme di Governo esistenti, poi le catalogò in base alle sue Categorie, cercando di individuarne una migliore di tutte.
Secondo la sua idea di Politica, la Schiavitù non deve essere condannata, poiché alcune persone nascono già schiave (già dominate), e le Donne non devono stare a capo di un movimento politico perché non hanno in sé l’indole al comando (per il resto, sempre secondo Aristotele, sono sullo stesso piano dei Maschi).

Il Filosofo, invece, in Politica deve operare giustamente, per permettere la Giustizia Distributiva: dare il giusto nel modo giusto.

L’Etica di Aristotele

Aristotele scrisse due importanti testi per quanto riguarda l’Etica: l’”Etica Eudemia” e l’”Etica Nicomachea”, secondo la quale il Piacere Supremo è la Sapienza.
L’Etica per Aristotele può essere intesa come l’Arte della Perfezione, nella quale occorre usare il giusto mezzo per raggiungere la propria realizzazione; questa visione è simile a quella della Chiesa, secondo la quale la massima realizzazione è il raggiungimento del Parsadiso.

Secondo l’Intellettualismo Etico di Aristotele il fine corrisponde al Bene; per l’Uomo il Bene corrisponde alla Felicità e la Felicità corrisponde alla soddisfazione del Daimon (dell’Anima).
Di conseguenza ne deriva il fatto che è l’Anima ciò che permette all’Uomo di vivere.

Aristotele distingue due tipi d’Intelletto grazie al quale l’Uomo può riconoscere le cose:
_l’Intelletto Passivo, che recepisce il Fenomeno;
_l’Intelletto Attivo, che comprende/rielabora ciò che viene recepito.
Secondo la visione della Chiesa, l’Intelletto Attivo è individuabile in Dio


Aristotele e le Arti

Aristotele scrisse alcuni trattati sulle Arti, come la Poesia o la Poietica, dove dimostra la loro utilità.
I Poeti, e anche altri Artisti, sono considerati da Aristotele persone importanti, poiché con le loro opere ricreano Situazioni Paradigmatiche.
Da ciò per Aristotele risulta che l’Arte è purificazione, medicina e sollievo, perché con Arti come, ad esempio, la Tragedia, esorcizzano il Dolore dell’Animo Umano e lo portano allo scoperto trovandone la causa.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email