Daniele di Daniele
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Aristotele - Il massimo esperto di pippe mentali della storia dell'umanità

Un uomo, un perché, un filosofo, una garanzia, un insegnante, un pensatore, un logico, un pioniere, un genio, un pipparolo (ammazza che ammucchiata!).

1) La vita

Aristotele nacque nel 384 a.C. a Stagira, una piccola città della penisola calcidica. Il padre era medico presso la corte macedone, quindi riuscì a raccomandare il figlio per quasi tutta la sua vita: il giovane Aristotele (o Aristecca, come lo chiamavano simpaticamente i suoi amici), pur avendo una media da suicidio, riuscì sempre a cavarsela senza perdere neanche un anno. Alla maturità fu promosso con il massimo dei voti (grazie soprattutto alla riforma del ministro Berlingueropolos, anch'esso in cura presso il padre di Aristotele, che favoriva quelli il cui nome iniziava per ARISTOTEL-. Assieme al futuro filosofo fu favorito anche un giovane di nome Aristotelgianocastrolittico, ma gli esaminatori decisero che il nome era troppo improbabile per essere vero e subito dopo avergli dato il diploma lo picchiarono a sangue e lo decapitarono per falso in atto pubblico).
A 17 anni Aristotele si trasferì ad Atene insieme ad un gruppo di picciotti che gli aveva regalato il padre per studiare nell'Accademia, la celebre scuola del grande Platone. Fu da tutti lodato per la sua capacità di ragionare e le sue doti; inoltre adottò un metodo di studio innovativo: anziché ascoltare solamente ciò che dicevano gli altri filosofi, leggeva direttamente i testi filosofici e traeva da là spunti per la discussione. Grazie alla sua cultura e alla sua intelligenza (pare avesse un QI pari a 10) partecipò anche a molte competizioni dell'epoca, come "La Ruota del Fato", "Chi Vuol Essere un Senatore?" e "Samarcanda", dove fu campione per due anni di fila. Celebri anche i suoi interventi a "Uomini e Schiavi" di Maria Filippopulis.
Divenuto celebre in tutta Europa, Aristotele poté permettersi di girare la Grecia. Lasciata Atene, visitò molte località famose e fondò anche un'agenzia turistica rimasta celebre (la Aristour). Dopo questa stagione di successi, il filosofo (già perché intanto aveva pure scritto molte opere di filosofia) sentitosi appagato, sparì dalla circolazione per un po'. Ogni tanto lo si vide per le strade di Tebe in compagnia di gente come Noel Gallagher o Robbie Williams. Una vita di trionfi annegò così nell'alcool e nella droga. Infine si trasferì a Calcide, in Eubea, dove tristemente (?) scomparve nel 322, riuscendo a far incazzare numerosi camionisti spartani per aver fatto il pirla col motorino.
2) Le differenze tra Aristotele e Platone

Aristotele fu allievo di Platone. Si oppose vivamente fin da giovane ad alcuni aspetti della filosofia del maestro, ad esempio la dottrina delle idee. Ecco un elenco schematico delle principali differenze fra la filosofia di Aristotele e quella di Platone.
* Aristotele si oppone alla teoria delle idee di Platone e di conseguenza studia la natura in modo scientifico.
Aristotele: "Maestro, mi è venuta un'idea..."
Platone: "Coglione, le idee non ti possono venire, stanno nell'iperuranio, sono incolore, insapore, inodore, facilmente infiammabili, gastroresistenti, tenere fuori dalla portata dei bambini..."
A: "Ma maestro, io sono io, sono qui, non sono da nessun'altra parte..."
P: "Lo vedi che sei un pirla, non capisci una mazza (uno dei picciotti che accompagnano Aristotele si infila una mano nella giacca) volevo dire cerca di capire. Quello che vedi non è altro che un'immagine imperfetta dell'idea."
A: "Ma se tutto è un'immagine imperfetta di un'idea... no non è possibile, è una cazzata! Niente può essere più perfetto di me." (fa segno ad uno dei picciotti che tira fuori un bloc-notes e prende appunti).
* Aristotele si oppone all'intellettualismo etico di Platone e Socrate (famoso il seguente dialogo):
P: "Secondo l'intellettualismo etico, una ricerca del bene motiva ad una vita buona... bla bla..."
A: "Maestro, ma cos'è il bene?"
P: (preso in controtempo, pensa: Porca puttana è ancora il figlio della mammasantissima. Quello ti sputtana sempre, devo stare attento) "Il bene? Il bene è... (diventa pallido) Il bene... lo dovresti sapere ragazzo. Ripassa, ripassa."
A: "No, maestro, sul libro non c'è."
LA CLASSE: "Sì, sto libro fa schifo, lo cambiamo? Non ti dice niente bla bla bla..."
P: (nel tentativo di prendere tempo) "Silenzio per favore, silenzio!"
A: "Se io non so cos'è il bene come faccio a vivere una vita buona?"
P: (grondante sudore) "Ehm... ma lo sanno tutti cos'è il bene..."
A: "E cos'è il bene, maestro?"
P: (sfoglia a razzo le pagine del "Socrate - Edizioni Bignami") "Il bene... Il bene è la qualità del buono... (trema e balbetta. Si rende conto di essere nei guai e che la sua reputazione è in grave pericolo)"
A: "Ma maestro, la frase non ha senso."
P: "Scusate, devo andare in bagno. (corre a velocità supersonica fuori dall'Accademia, esce da Atene e si dirige verso Delfi. Arrivato, entra nel tempio dell'Oracolo e prende a calci tutti quelli che gli stanno davanti. Poi si rivolge all'Oracolo, con gli occhi fuori dalle orbite e il volto paonazzo) Che **** è il beneeeeee?!!"
ORACOLO: "Larga la foglia, stretta la via, dammi un milione che ti dico la mia…"
P: "****! (scappa via e torna velocissimo ad Atene)"
A: "Allora maestro, può togliermi questo dubbio?"
P: "(in debito d'ossigeno, rosso come un peperone, coperto di erbacce, con un vistoso livido sulla tibia sinistra e non avendo ancora smaltito la strizza, fruga nel salvadanaio semivuoto dell'Accademia) Capitalisti di merda!!"
A: "Che vuol dire capitalisti, maestro?" (pur avendo 18 anni è solo un ragazzino, tutto quello che fa è fare domande stronze)
P: "Capitalisti... (intuizione felice) ecco è proprio questa la risposta. Se vivi nella CEE, in America o in Giappone, i Capitalisti sono il Bene e i Comunisti sono il Male. Se invece vivi nella CSI, in Cina, o giù di lì, è il contrario. Se vivi in Svizzera sei uno che ha capito tutto e sei superiore a queste distinzioni. Comunque queste cose dovete capirle con calma, le faremo con Marx (la classe è di nuovo in ordine. Platone ha riguadagnato la calma. Ora siede davanti a quei coglioncini bello e sapiente come un dio e tutti i pargoli lo guardano ammirando la sua "cultura". Ahh che gran figo che sono sembra dire)"
A: "Ma allora se so cos'è il bene perché dovrei cercarlo?"
P: "(il battito aumenta. L'adrenalina risale) se cerchi il bene... se cerchi il bene, sei motivato ad una vita buona."
A: "Ma se so cos'è, perché dovrei cercarlo? Anzi, io non lo voglio. Preferisco vivere una vita di stupri e delitti, almeno un po' mi diverto. (la campanella suona. Platone tira un sospiro di sollievo. I ragazzini ora penseranno solo a uscire coi motorini e andare in sala giochi, cancellando qualsiasi ricordo di questa conversazione. La sordida questione è chiusa.)".
3) Le scienza aristoteliche

A differenza del suo maestro, Aristotele divise le diverse scienze secondo il seguente schema:
* Scienze pratiche: guidano l'azione
o Etica: definisce la felicità e mostra come conseguirla (Kamasutra docet)
o Politica: studia le istituzioni che concorrono alla felicità dei cittadini (lo stereo, la Playstation, il motorino, la TV al plasma, il computer, il cellulare ecc.)
* Scienze teoretiche: guidano la contemplazione
o Filosofia prima: si divide in ontologia (lo studio dell'ente e dei principi fondamentali, in altre parole lo studio delle regole del giuoco del calcio) e teologia (lo studio degli enti divini: Ronaldo, Batistuta, Vieri, Recoba, Totti, Fiore, Beckham, Rivaldo, Pirlo, Owen ecc.)
o Matematica: questa la conosciamo tutti, la solitachepalledimate.
o Fisica: simile alla matematica, solo piena di carretti, palline, sciatori, ecc.ecc.
4) Il sillogismo

Aristotele è uno dei più grandi logici dell'umanità (basti pensare a come a messo in difficoltà un genio del calibro di Platone, vedi par. 2). Il grande filosofo ci ha lasciato un metodo di dimostrazione scientifica assolutamente geniale: il sillogismo.
Il sillogismo può essere ricondotto a questo schema: si parte da due premesse vere per giungere ad una conclusione vera. Esempio:
Premesse
1. Tutti gli uomini sono mortali
2. Aristotele è un uomo
dunque Conclusione
3. Aristotele è mortale
Anche se Aristotele avrebbe avuto le sue obiezioni a questa conclusione, specie negli anni della giovinezza, il ragionamento è questo. Questo metodo è rimasto celebre ed è ancora applicabile. Un esempio moderno:
Premesse 1. Tutti i calciatori di Serie A sanno giocare a calcio
2. Filippo Inzaghi gioca in Serie A
dunquen Conclusione
3. Filippo Inzaghi sa giocare a calcio

Veramente mi sto accorgendo che alcuni sillogismi sono un po'... come dire... poco aggiornati. Inzaghi sapeva giocare a calcio quando stava nell'Atalanta, peccato che adesso abbia perso un po' l'abilità, figuriamoci che è la prima punta dell'Italia agli Europei (questo articolo è stato scritto nel 2000 N.d.R.)... ma questo è un altro discorso. È interessante comunque sperimentare vari tipi di sillogismi per arrivare alle conclusioni. Immaginate Aristotele e Platone in una calda giornata d'estate...

A: "A giugno fa caldo; oggi è il 27 giugno; oggi fa caldo."
P: "Chi dice la verità ha ragione; hai detto la verità; hai ragione."
A: "Quando si sta stesi al sole si suda; noi stiamo stesi al sole; stiamo sudando."
P: "Quando si suda senza deodorante si puzza; tu sudi e non ti sei deodorato; puzzi."
A: "Quando mi si dice che puzzo mi incavolo; mi hai detto che puzzo; vaffanculo."
P: "Chi sta al sole senza protezione si brucia; tu stai al sole senza protezione; stai andando a fuoco."
A: "Devo farmi una bella abbronzatura; sto bruciando; AHHH AIUTO PORCA PUTTANAAA! STO ANDANDO A FUOCO!! (si rotola disperatamente sul prato con la schiena in fiamme. Il tempestivo intervento di un picciotto lo salva; ormai il suo corpo è deturpato ma poco gliene frega tanto coi soldi del pater si può fare più plastiche di Cher e Michael Jackson messi insieme.)"

Si potrebbe andare avanti per ore, ma credo che basti così.

5) Le quattro cause, atto e potenza

Aristotele si sforzò di spiegare la struttura di ogni cosa. Egli divise ogni oggetto in quattro "cause":
* Causa formale: la forma dell'oggetto.
* Causa materiale: il materiale di cui è fatto l'oggetto.
* Causa motrice: ciò che determina l'inizio del cambiamento (?)
* Causa finale: ciò per cui si verifica il cambiamento (ma quale?)
Queste espressioni oggi sono un po' disusate, ma al tempo di Aristotele si usavano moltissimo nel linguaggio comune; per esempio si diceva "Causa finale di una contrazione sfinterica" per dire "pezzo di m..." e così via. Giuro.
Aristotele introduce anche i concetti di atto e potenza. Detto molto semplicemente, l'atto è ciò che è, mentre la potenza è ciò che potrebbe essere. Alcuni esempi pratici:
Questa cosa...è potenza di...ed è atto di...
BambinoUomoSpermatozoo
Uomo CadavereBambino
Cadavere ZombieUomo
ZombieResident Evil 3Cadavere

E così via. È interessante notare come ogni cosa in natura sia legata da rapporti di atto e potenza: un bambino è potenza di un uomo che darà la vita ad un altro bambino fino all'infinito. Ma allora sorge spontanea una domanda: viene prima l'atto o la potenza? O meglio: è nato prima l'uovo o la gallina??
Aristotele dice che viene prima l'atto (la gallina) perché se non si sa di che cosa si è potenza, non si può essere potenza. Ecco un altro dialogo rimasto celebre, quello di Aristotele con sua madre:

A: Mamma, viene prima l'uovo o la gallina?
Mrs A: (credendo che il figlio abbia fatto una delle sue pesanti battute, ridacchia sommessamente).
A: Mamma per favore, sii seria ogni tanto. Lascia stare le tue futili questioni a rivolgimi la tua insignificante attenzione. Viene prima the egg o prima the hen?
M: Cos'è questo linguaggio? Ti ho detto di stare alla larga da quei barbari bretoni!
A: Modera il tono, non sai a chi ti stai rivolgendo? Il concetto di barbaro è soggettivo, e comunque sono cazzi miei. Allora?
M: Beh... è un paradosso, non si può spiegare...
A: Non si può spiegare oppure non lo puoi spiegare? Ammetti i tuoi limiti, mammina.
M: Beh, la gallina fa le uova, che poi diventano galline...
A: Finalmente un argomento interessante. Va' avanti. (prende appunti)
M: ...che poi fanno altre uova, che diventeranno altre galline, come gli esseri umani (si accorge di aver toccato un argomento tabù. Si rivolge mentalmente a Zeus e gli chiede Ti prego grande Zeus fa che non mi ponga quella domanda o sarò fottuta ma al Grande Padre piacciono le situazioni spinose)
A: Adesso che ci penso, come nascono i bambini? (Dall'alto dell'Olimpo Zeus si fa una bella risata pensando Adesso sono cazzi tuoi bella)
M: (deglutisce) Allora...

Il seguito del dialogo è andato perduto, comunque da altri scritti sappiamo che Aristotele concepì l'esistenza di un "primo motore immobile" che risolse la questione. Ne parleremo nel prossimo paragrafo...

6) La cosmologia aristotelica e il primo motore immobile

Secondo Aristotele, cosa c'è al di fuori del pianeta Terra? Ovvio: c'è una galassia piena di altri pianeti, poi altre tre galassie, altri tre settori con altrettante galassie che però sono state distrutte in tempi remoti dal demone Majin-Buu, poi quattro Kaioh, un Kaiohshin e un Dai-Kaiohshin... no scusate, ho sbagliato foglietto... quello era Dragon Ball Z. Comunque l'idea di Aristotele è altrettanto fantasiosa: egli divide lo spazio in due. Lo spazio sublunare, cioè la Terra e tutto lo spazio a contatto con essa, e lo spazio sopralunare, cioè gli altri pianeti, le stelle, Vegeta, Namek, Yardrat, Metamor... scusate, qualcuno ha fatto un po' di casino con gli appunti qui.
In pratica nello spazio sublunare ci sono quattro elementi: fuoco, aria, terra e acqua, che tendono a quattro "luoghi naturali" cioè in alto (il fuoco), un po' meno in alto (l'aria), in basso (l'acqua), ancora più in basso (la terra), e sottoterra (la Roma). Lo spazio sopralunare invece è il luogo naturale di un altro elemento, l'Etere, che a Final Fantasy VIII (dove gli elementi sono ben 9, alla faccia tua, pirla) serve a ripristinare l'energia magica... Dovete scusarmi, questo paragrafo è un po' così.
Inoltre Aristotele concepisce l'esistenza di un "primo motore eterno immobile". È un'idea veramente geniale per giustificare il movimento, ora ve la spiego...
Il Primo Motore Immobile è esterno a tutto il creato, è immobile, perfetto ed è puro atto. Se avesse contatti con il mondo sarebbe potenza di qualcosa, quindi è impossibile. Non è quindi il motore che muove tutto, ma le altre sfere celesti che, aspirando alla sua perfezione ma non riuscendo a stare fermi, si muovono di moto circolare uniforme. In pratica è come se io vedo, che so, Naomi Campbell nuda ferma immobile e mi metto a girare…Boh, io non ho mai preteso di capire la filosofia, mi limito ad esporla...
Il Primo Motore Immobile può essere trovato all'indirizzo www.primomotoreimmobile.com. Sebbene sia il motore di ricerca perfetto, qualsiasi ricerca termina con questo messaggio:
"0 matches found; no contact with Internet possible."
La mia personale opinione è che, più che un'idea geniale per spiegare il movimento, sia un'idea geniale per creare un motore di ricerca di merda spacciandolo per una creazione rivoluzionaria... Comunque fate voi.

Bene! Questo è tutto. Aristotele è il più grande filosofo di tutti i tempi, quindi è impossibile racchiudere tutta la sua saggezza in una pagina.

Per saperne di più potete visitare il sito ufficiale di Aristotele: www.arista.fil oppure scrivergli un'e-mail a: aristo@tele.fil. Nota: Aristotele è molto impegnato ultimamente e quindi gli sarà difficile rispondere alle vostre e-mail. Per dir la verità l'ultima e-mail a cui ha risposto risale al 322 a.C., data della sua morte. Mi chiedo se ci sia qualche correlazione?

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