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Aristotele - Metafisica

La metafisica comprende la teologia e l'ontologia. L'ontologia studia l'essere in quanto accidente, categorie, vero, potenza e atto. Il suo studio portò a due problemi. Quello del divenire sosteneva che deve esistere qualcosa che permane nel cambiamento, e Aristotele lo risolse individuando questo elemento nella sostanza. Il problema della molteplicità invece sosteneva che deve esistere qualcosa che accomuna le cose simili. Per essere come accidente si intendono quelle caratteristiche che abbiamo solo in una determinata circostanza e che quindi non ci identificano per quello che siamo, ad esempio un vestito. L'essere come atto e potenza invece è spiegato dal fatto che biologicamente ogni cosa è atto rispetto al passato e potenza rispetto al futuro e questo processo tende a colmare una privazione. Ad esempio il seme è potenza di una pianta perché può generarla, e allo stesso tempo è atto di seme perché già lo è. Tutto questo meccanismo però potrebbe continuare a ritroso all'infinito se non si individua un qualcosa alla base di tutto che permane e non è potenza di nulla. Aristotele individua ciò nella divinità, che però non viene intesa come un dio religioso ma semplicemente come un atto puro, un motore immobile che crea il movimento ma resta fermo. Esso è composto di puro pensiero, la forma più pura delle cose, ed in quanto perfetto ed eterno pensa a se stesso per tutta l'eternità.

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