Ominide 492 punti

Aristotele - Conoscenza, intelletto e felicità

La conoscenza secondo Aristotele inizia sempre dai sensi, che sono potenza e diventano atto quando si percepisce una sensazione. Esistono anche dei sensibili comuni, ovvero delle caratteristiche che coinvolgono vari sensi. La conoscenza avviene per astrazione: l'intelletto estrae la forma comune a tutti ed attua un passaggio da potenza ad atto. Aristotele individua due tipi di intelletto: attivo e passivo. L'intelletto passivo è la capacità di conoscere, mentre quello attivo è la conoscenza effettiva ed è immortale, tuttavia il filosofo non precisa le caratteristiche di esso nei suoi scritti.
Secondo Aristotele la felicità è il fine delle scienze pratiche e la realizzazione della propria natura razionale. Essa deriva dall'etica e dalla politica. L'etica è la scienza dei principi che stanno alla base del comportamento umano e dei criteri per valutarne la bontà, mentre la politica garantisce la felicità di tutti i cittadini ed è quindi di maggiore importanza dato che dalla felicità collettiva deriva quella individuale. Secondo Aristotele esistono due livelli di felicità, quella portata dalle virtù dianoetiche e quella portata dalle virtù etiche. Le virtù dianoetiche riguardano la ragione e il pensiero, quelle etiche il controllo delle passioni mediante la ragione. Esse ricercano la medietà, ovvero il giusto mezzo tra due eccessi opposti. Ogni virtù è un modo di essere da acquisire con l'abitudine. Aristotele si differenzia da Platone perché rivaluta l'importanza delle passioni, purché controllate dalla ragione.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email