Il ricco mercato dell'antica Grecia

La maggiore occupazione in Grecia era la coltivazione della terra, ma nell’VIII-VII secolo a.C., in corrispondenza con una fase di sviluppo economico e di aumento della popolazione, molti Greci cominciarono a dedicarsi con sempre maggiore profitto a nuove forme di artigianato e di commercio.
Data la conformazione del territorio greco, composto anche da millecinquecento isole, molti Greci erano esperti costruttori di navi e marinai provetti. Grazie ai nuovi mercati aperti con la seconda colonizzazione divennero anche abili mercanti, capaci di attivare traffici su tutte le coste del Mediterraneo.
Le merci scambiate erano di ogni tipo, dai prodotti della terra ai manufatti: vasi, tessuti, oggetti preziosi, profumi. I Greci avevano fama di artigiani eccellenti, altamente specializzati in alcuni settori, e potevano quindi esportare i loro prodotti in un mercato molto vasto, oltre a soddisfare la domanda interna.

La lavorazione della ceramica fu senza dubbio una delle attività più importanti dell’artigianato greco: vasi, piatti, anfore di ogni genere venivano decorati nelle botteghe dei ceramisti e quindi inviati verso i luoghi più lontani delle coste mediterranee. Non bisogna dimenticare che nell’antichità i recipienti in ceramica erano fondamentali sia per il trasporto sia per la conservazione di ogni prodotto.
Diverse tecniche sono state sperimentate dai vasai greci e si sono succedute nel corso dei secoli. Intorno all’VIII secolo a.C. venne introdotta nella zona di Corinto la tecnica della ceramica a figure nere. La superficie del vaso, di argilla rossastra, veniva decorata con un impasto di acqua e argilla e arricchita di ossidi di ferro, da cui il colore nero. All’inizio le decorazioni erano di tipo geometrico, poi cominciarono ad essere dipinte figure di animali e, intorno al VII-VI secolo a.C., scene più elaborate che rappresentavano miti e personaggi leggendari. Nell’Atene del V secolo a.C. venne però inaugurata una nuova tecnica: quella della ceramica a figure rosse, che ben presto si diffuse anche in Magna Grecia.
La vernice nera è in questo caso usata per coprire la superficie del vaso, lasciando libere le figure che rimangono nel colore rosso dell’argilla.

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