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Anassagora di Clazomene 500 a.C. – 428 a.C.

* Con lui la filosofia si sposta ad Atene, dove opera per un trentennio. Egli scrisse un trattato intitolato “Sulla Natura”

* Si dichiara d’accordo sul fatto che il non-essere non è, quindi che nascita e morte non siano eventi reali e dovrebbero chiamarsi comporsi e dividersi, rispettivamente.

* Le cose derivano da dei SEMI (spèrmata) che sono qualitativamente ingenerabili ed immutabili, sono infiniti nel loro complesso e infiniti singolarmente poiché infinitamente divisibili, senza mai arrivare al nulla.

* Aristotele chiama questi semi Omeomerie, cioè parti qualitativamente uguali. Esse erano in origine una massa in cui nessuna se ne distingueva. Successivamente, un’Intelligenza (NUS) produsse il moviemento e le differenze fra le cose, a seconda del tipo di seme che prevale. Questa intelligenza non è però mescolata ad alcuna cosa, ma è sola in sé.

* Salva l’immobilità perché nulla viene né va nel nulla. Salva anche la dòxa parmenidea perché l’origine delle cose non muta!

* Si limita ad enunciare, a trovare delle costanti ma non spiega, nonostante ciò la teoria anassagorea risulta più convincente rispetto a quella di Empedocle

* Dice, a differenza di Empedocle, che è il simile a riconoscere il dissimile.

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