Alessandrini e Antiocheni

Fra IV eV secolo si registra un conflitto fra due scuole teologiche rivali: quella di Antiochia e quella di Alessandria d’Egitto.TaIe conflitto è soprattutto di natura cristologica e si articola, nel tempo, in varie fasi. La scuola antiochena è d’impronta razionalista e positiva, portata a rivendicare l’umanità completa di Cristo fino a compromettere quasi l’unità di soggetto con il divino (Diodoro). La scuola alessandrina è allegorista, portata a porre l’umanità di Cristo in secondo piano, fino al rischio del monofisismo. Alla scuola antiochena appartengono Diodoro (esiliato nel 372, richiamato nel 378); Teodoro di Mopsuestia, vescovo prima di Tarso (376) e poi di Mopsuestia (dal 392) e morto nel 428; Giovanni Crisostomo (345- 407); Giovanni di Antiochia, contemporaneo di Nestorio; Teodoreto di Ciro (vescovo nel 423). Alla scuola alessandrina appartengono i vescovi d’Alessandria Teofilo (399-412), Cirillo (412-444), Dioscoro (444-451). Al conflitto teologico si sovrappone quello di potere e prestigio fra le due sedi: ognuna cerca di insediare come vescovo a Costantinopoli un proprio uomo. Lo scontro si lascia periodizzare in due fasi. Una prima fase riguarda la figura di un predicatore del vescovo Flaviano di Antiochia, che si era particolarmente distinto: Giovanni detto il Crisostomo (345-407). L’imperatore Arcadio lo chiamò a vescovo di Costantinopoli nel 397; il popolo gli era favorevole, ma i suoi violenti attacchi contro il lusso e le persistenze di usi pagani, lo portarono a un conflitto con l’imperatrice Eudossia; questo favorì gli intrighi del vescovo Teofilo della sede episcopale di Alessandria interessata alla sua deposizione. Dopo complesse vicende, fu esiliato nel 404 e morì esule nel Ponto (407). Una seconda fase si articola a sua volta in due momenti: dapprima il conflitto su Nestorio; quindi quello su Eutiche e il monofisismo, che si sviluppa nella cosiddetta “questione dei tre capitoli”.

Registrati via email