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Maturità 2014: guida alla tesina

Se non sai da dove cominciare, ecco per te una guida ricca di consigli per riuscire a realizzare una tesina per la maturità

Daniele | Segui su Google+ - 04 novembre 2013 131 commenti
E io lo dico a Skuola.net
 come scrivere una tesina per l'esame di maturità

Ecco la guida definitiva che vi permetterà di costruire passo dopo passo la vostra tesina, a partire dalla scelta dell'argomento fino alla redazione del vostro lavoro. Per i "ganzi", ci sono anche dei consigli su come realizzare una presentazione multimediale del proprio lavoro. Cominciamo ora il cammino che vi porterà ad avere bella pronta una tesina per il vostro colloquio orale.

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La scelta dell'argomento
I consigli di base da seguire per la scelta dell'argomento si possono racchiudere in queste regole basilari:
•Ricordarsi che la scelta dell'argomento è una fase importante del lavoro che vi apprestate a compiere, perciò dedicategli il tempo necessario
•Non farsi influenzare troppo dal programma di studio
•Non mirare ad argomenti troppo ambiziosi
•Se possibile, individuare un argomento che contenga un punto controverso: sarà più interessante
•I temi originali e inusuali sono graditi, ma non oltre un certo limite
Nel momento in cui cominciano a fuoriuscire le prime idee, cominciate a verificarne la bontà tramite un confronto con amici e prof. Per avere un quadro completo della situazione, annotatevi i pro ed i contro che emergono in ogni vostra scelta.
Al di là del gradimento di un argomento da parte del "pubblico", il vostro giudizio dovrà indirizzarsi essenzialmente verso due aspetti: l'ampiezza dell'argomento e l'interdisciplinarità.

Quanto deve essere esteso l'argomento?
E' fondamentale operare una valutazione anche sull'estensione dell'argomento, per non ritrovarvi tra le mani una tesina impossibile da realizzare oppure fin troppo complessa di quanto richiesto. Nel contempo dovrete cercare di evitare il tranello di una tesina fatta tanto per fare. Ecco alcuni consigli per valutare questo aspetto:
•Argomento abbastanza esteso da individuare un tema interessante, abbastanza delimitato da poterlo dominare, infatti l’approfondimento che se ne farà non lo farà mai apparire più piccolo,ma sempre più esteso di quanto non si pensasse!
•Focalizzare per quanto possibile su temi ben delimitati per sperare di dire qualcosa di significativo e nuovo ai propri interlocutori.
•Nel caso di un argomento molto esteso lo si misuri con singoli autori, o specifici problemi,o un’area geografica ristretta, …
•Commisurare l’estensione alle esigenze del percorso di ricerca: argomenti che implichino una parte sperimentale esigono molto più tempo

L'interdisciplinarità
Come ben sapete, ad una buona tesina è richiesto integrare e coinvolgere quante più materie possibile. Sia perché il colloquio d'esame verte su tutte le materie dell'ultimo anno sia perché la multidisciplinarità darà completezza al vostro lavoro. Ricordate che quante più materie riuscirete a coinvolgere nella parte dell'orale dedicata al lavoro che presenterete, tanto più si ridurrà il rischio di domande extra o su argomenti inaspettati nella seconda fase del colloquio.
Esistono alcuni modelli per creare dei percorsi multidisciplinari:
•Esaminare gli effetti di un fenomeno da diversi punti di vista per ampliare un’analisi costi-benefici al fine di integrare o contestare acquisizioni di senso comune
•Gestire in modo integrato all’interno di un unico progetto di ricerca prospettive, tecniche e metodi provenienti da diverse discipline
•Assumere un problema generalmente studiato nell’ottica di una disciplina ed esaminarlo con i protocolli di un’altra disciplina a cui è normalmente estraneo (es. : dati i parametri interpretativi del “terrorismo” in storia,diritto e scienze politiche, chiedersi se gli strumenti dell’antropologia possano aiutare a capirlo meglio alla luce - per esempio. - del concetto di violenza simbolica, ecc. ecc. )
Comunque ricordatevi sempre:
•Di evitare forzature assurde per includere a tutti i costi tutte le materie nell’elaborazione della ricerca.
•Che la commissione valuterà non il numero di materie che avrete spinto a forza nella tesina, ma il modo più o meno congruente, logico, stimolante o addirittura elegante e sofisticato in cui saprete “gestire” l’approccio interdisciplinare.

Progettare...la tesina
Come ogni impresa che si rispetti, la realizzazione di una tesina ha bisogno di un progetto, nel quale vengano indicati i tempi di realizzazione della vostra opera. Perciò vi consigliamo di seguire un calendario, nel quale assegnare un tempo a ciascuna delle fasi di realizzazione della tesina:
1. Identificazione dell’argomento
2. Progetto
3. Ricerca
4. Scrittura
5. Verifica
6. Correzione ed editing definitivo
7. Prova presentazione
Per aiutarvi nella gestione del vostro tempo,scaricate qui il calendario della tesina. Qui troverete indicate le varie fasi della tesine, alle quali inizialmente dovrete assegnare una data di inizio e di fine attività. Man mano che svolgerete le varie fasi, segnatevi le date effettive, in maniera tale da capire se siete in linea o meno con le tempistiche del progetto originario.
Questo potrebbe determinante per non sprecare il vostro tempo, infatti per una buona tesi universitaria il minimo indispensabile è considerato 25 settimane “dedicate”, corrispondenti , grosso modo, a sei mesi.
Benché si tratti di una tesina i processi di sviluppo sono sostanzialmente i medesimi. Non considerate dunque uno scadenzario di sei mesi esagerato.
Bisogna ricordare che ciascuna delle fasi di cui sopra richiedono impegni diversi. La fase che richiede maggiore continuità di lavoro è quella di scrittura, le altre tollerano meglio periodi morti
Alcuni processi si sovrapporranno (progettazione e scrittura, per es., almeno in parte).
Per merito di Bill Gates e di Word, la parte di scrittura della tesina può richiedere più tempo del previsto (omogeneizzare la parte grafica, sistemare le illustrazioni, mettere in ordine i riferimenti bibliografici, curare eventuali appendici...)
Nella fase di gestione delle tempistiche, è opportuno distribuire i tempi dopo aver considerato
quali sono le cose che si possono fare contando soltanto su se stessi e sui propri mezzi e quali si possono fare richiedendo disponibilità di strumenti o strutture che non sono sempre a disposizione o devono essere procurate dall’esterno con tempi tecnici inevitabili. Se dunque si progetta di usare laboratori, attrezzature, accessi a postazioni Internet della scuola, libri o altri documenti che non sono immediatamente reperibili, informarsi sulle possibilità e dei tempi d’uso e/o preoccuparsi di prenotazioni, ordinazioni, e relativi tempi.
Bene, dopo aver stabilito le tempistiche della vostra tesine, è il caso di...cominciare a lavorare.

Le strategie di lettura
La lettura sarà un’operazione chiave durante l’intero corso della costruzione della tesina e sarà diversa a seconda delle esigenze. Sarà opportuno privilegiare funzionalmente alcuni tipi di lettura in rapporto alle diverse fasi del lavoro:
•fase della scelta dell’argomento
lettura skimming: esplorativa, flessibile. Si fanno ipotesi, pronti a cambiarle o ad abbandonarle; si sorvola piuttosto che soffermarsi ad approfondire; non si ha fretta di concentrarsi su di un problema o un aspetto particolare. Si curiosa negli “angoli” (note, incisi, alla ricerca di inviti quali: sarebbe interessante approfondire...)
•fase del progetto
lettura scanning: si ha bisogno di informazioni “quadro” di natura generale, ma orientate e precise. Si devono acquisire dati di base. Non si legge tutto, si estrapola quanto basta
•fase della ricerca
lettura intensiva: la lettura serve per rispondere alle domande che sono la ragion d’essere della tesina

Le strategie di scrittura
Bene, dopo tanto leggere, è ora di cominciare a scrivere per fissare le idee. Scrivere sin dall’inizio e continuare a scrivere lungo tutto il processo, come supporto alla ricerca e prima della stesura vera e propria, costituisce una strategia vincente. E’ necessario capire che il processo di scrittura è strettamente legato a quello di lettura e lo potenzia enormemente.
Più che appuntare passo passo ciò che si legge, serve :
•Definire per iscritto l’idea centrale di un testo e fare riassunti dei passi chiave che esprimono idee utili alla nostra tesi
•Catturare citazioni utili
•Fissare le nostre buone idee man mano che si presentano
•Scrivere sintetici commenti o reazioni su ciò che si legge alla luce del nostro specifico interesse
•Man mano che si consultano testi, potrebbe essere utile scriverne un elenco per creare una bibliografia in itenere.
La scrittura di supporto deve essere sintetica, schematica e personalizzata, in maniera tale da contenere tanti più concetti spendendo il minor tempo possibile.
Ogni volta che vi approcciate ad un testo, ricordatevi di chiedervi come si inserisce nel vostro progetto. Questo vi servirà ad avere sempre più chiaro, nella vostra mente, il percorso tematico che volete seguire e ad evitare di leggere o di scrivere cose inutili.

Il progetto
Dopo aver scelto l'argomento, è necessario dedicarsi alla fase del progetto, che vi aiuterà ad avere ben chiare le idee sulle successive fasi che dovrà attraversare il vostro lavoro.
Per prima cosa dovrete scegliere un titolo, ricordando che un buon titolo è una buona presentazione della tesina, per farlo è necessario:
•centrare il focus
•dare con pochissime parole-chiave il senso preciso della ricerca
Ad esempio se il tema scelto è l'emigrazione, si potrebbero scegliere dei titoli ad impatto tipo:
"L’emigrazione prima e dopo
: l’Italia degli emigrati e l’Italia degli immigrati
"
oppure
"Donne dei paesi in via di sviluppo ed emigrazione: un’opportunità di emancipazione o un’ulteriore segregazione?"
E' molto importante realizzare uno schema, una mappa concettuale, nella quale ordinare, in maniera sintetica e schematica, gli argomenti che si vogliono trattare, come in questo esempio.
La mappa concettuale è molto importante, perché rappresenta una sorta di indice nel quale sono rappresentati tutti i macroargomenti contenuti nella tesina ed i collegamenti che intercorrono fra di loro. Ricordatevi che questo schema sarà in movimento fino al momento della stesura definitiva:
•Rappresenterà, meglio di una rigida scaletta lineare o di un semplice indice, uno sfondo organizzatore che potrà essere modificato in progress
•Consentirà di concepire la tesina come divisa in compiti separati governabili (capitoli, forse, della stesura finale), piuttosto che come un blocco unico pesante e minaccioso che non si sa da che parte prendere...
•Contemporaneamente richiamerà alla necessità di valutare le interconnessioni funzionali tra le varie parti (i collegamenti, la cui tenuta va controllata passo per passo).
•Costituirà il punto di partenza più funzionale per un’eventuale elaborazione ipertestuale.

Ricerca del materiale
Ovviamente su Skuola.net... Scherzi a parte, se siete qui sarete dei navigatori incalliti, perciò sicuramente utilizzerete internet come strumento prediletto. Lasciatevi però servire alcuni consigli:
•non avvicinarsi ad Internet senza una o più domande con un obiettivo preciso e senza fissarsi un tempo massimo;
•tenere sempre presente che la scrittura su Internet è - per la natura del mezzo - generalmente più instabile e superficiale di quella mediata dal libro, soprattutto perché - non essendo protetto il diritto d’autore - nessun autore prestigioso pubblica in prima istanza su Internet.
In rapporto ad una tesina, valutare l’utilità di Internet soprattutto in termini di:
•possibilità di prima informazione su argomenti molto inusuali, specifici o lontanissimi dalla nostra cultura e quindi poco rappresentati nelle nostre biblioteche;
•possibilità di trovare il testo di un articolo già pubblicato su di una rivista non reperibile;
•possibilità di accesso a enormi giacimenti di opere letterarie o documenti storici full-text, spesso altrimenti irreperibili e in ogni caso manipolabili per analisi strutturali, citazioni, ecc.;
•accesso ad iconografia di tutti i tipi, da quella artistica a quella distribuita gratis dalla NASA;
•accesso alla stampa quotidiana mondiale;
•accesso ad informazione statistica rilevante ed aggiornata;
•accesso all’informazione bibliografica mondiale;
•possibilità di contatti per richieste di informazioni o interviste a raggio mondiale attraverso forum, e-mail, chat, ecc.
Per ottenere il meglio dalle fonti, ricordatevi di:
Indicazioni di carattere generale per ricavare il meglio dalle fonti:
•valutarne realisticamente la leggibilità;
•valutarne la congruenza con il proprio obiettivo di ricerca;
•valutarne l’aggiornamento, dove l’aggiornamento è importante;
•porre attenzione allo sfondo disciplinare;
•farsi spiegare - se non è esplicito - il background ideologico-culturale dell’autore;
•nel caso di opere commentate, farsi suggerire il commento migliore.

La stesura
Bene, dopo aver raccolto ed organizzato tutto il materiale possibile ed immaginabile, è ora di iniziare la stesura della vostra tesina.
Sfatiamo subito un luogo comune: chi ha detto che si debba cominciare da pagina 1? L'imbarazzo del "come iniziare" può creare un serio blocco.
Cominciare a scrivere dal punto della nostra mappa che ci sembra più abbordabile e procedere dal più facile al più complesso. La scrittura "di supporto" alla ricerca che avremo costruito fino a questo momento sarà di grande aiuto.
A proposito della mappa, la dovete tenere davanti agli occhi quando si sviluppano le singole parti: serve ad aver presente il focus della ricerca e a sviluppare e mantenere i legami logico-funzionali tra tutte le faccette del sistema.

Norme generali di scrittura e di stile
In questo paragrafo riportiamo alcune regole di scrittura e di stile, che posso esservi utili nella fase di stesura ed evitarvi imbarazzanti "figurelle":
•Almeno una proposizione indipendente in ogni periodo;
•Riportare le sigle per esteso la prima volta che si usano e non abusarne. Ricordare che certe abbreviazioni non richiedono il punto, ad es. : cm;
•Ricordare che sé pronome ha l’accento acuto (e il correttore Word ovviamente non lo corregge!);
•Usate il correttore ortografico Word: è comunque prezioso, anche se ovviamente la sintassi è tutta sulle vostre spalle!
•Parole straniere in corsivo, sempre al singolare;
•Numeri da 0 a 9 per esteso, poi in cifra;
•I termini seguiti da un numero di serie hanno l’iniziale maiuscola: es. Tavola 2.
•Mantenere coerenza nell’uso dei termini-chiave della ricerca, dopo averli eventualmente definiti se il loro significato si presta a diverse interpretazioni
•No al linguaggio gergale;
•Non assumete in parti diverse della tesina il “colore” linguistico delle diverse fonti usate: odora di copiatura; il vostro stile deve essere riconoscibile in tutto il testo;
• Evitare periodi troppo lunghi, aggettivazione ridondante, eccesso dell’ io
•Non voler essere brillanti a tutti i costi, ma neppure pomposi o retorici: un sobrio stile anglosassone con qualche colpo di vivacità è il migliore. In ogni caso, saranno la logica e la chiarezza a fare la miglior impressione
•evitare un linguaggio sessista - non si sa mai...
Invece, per quanto riguarda le citazioni, si esige la massima correttezza - mai mescolarle con il proprio discorso senza identificare la fonte. Esistono diversi tipi di citazione:
Cit. con discorso indiretto:
Rossi (2000) afferma che bla bla bla...
Rossi, Bianchi, Neri (2001) sostengono che...
La seconda volta: Rossi et al. Sostengono che...
Cit. di seconda mano:
Verdi, citato in Neri (1995) si oppone
Cit. con discorso diretto:
Tizio (1998) sostiene che: “bla bla bla”
Una citazione lunga (da evitare il più possibile), può costituire un blocco indentato di cinque caratteri senza virgolette.
La data è la data dell’opera di riferimento, di cui si dà l’indicazione completa in bibliografia.
•Per testimonianze orali, da riportare con esattezza tra virgolette, o sommariamente con discorso indiretto, la fonte è citata fra parentesi solo nel testo
(M. Trigari, intervista, 10 ottobre 2001)
Un'ultima annotazione dal punto di vista tecnico, e riguarda le impostazioni di Word. E' uno standard abbastanza diffuso utilizzare il seguente set:
•Times New Roman
•12 pt
•giustificato
•interlinea doppia - Indentazione di 5 spazi per ogni paragrafo
•margini standard, sufficienti per note o revisioni
•numero di pagina in alto a destra, esclusa la pagina-titolo

Organizzazione delle tesina
Indipendentemente dall'argomento trattato, la vostra tesina dovrebbe essere organizzata secondo la seguente struttura:
INTRODUZIONE
Qui si dice perché avete svolto la ricerca, a quali domande intendete rispondere, perché ritenete queste domande importanti e in che cosa sperate di dare un contributo originale. Spiega anche come la ricerca si inserisca nella trattazione precedente e come si intende strutturare il discorso.

CORPO

1 Capitolo (sviluppa ed argomenta il tema)
1.1 Paragrafo
1.1.1Sottoparagrafo

CONCLUSIONE
Non riassume semplicemente quanto già esposto, ma, sulla base di quanto illustrato e argomentato, valuta quale risposta si possa dare alle domande che ci si è posti nell’introduzione

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Solo quelli documenti letti, mi raccomando!

APPENDICE (FACOLTATIVA)
Documenti, foto, immagini, testi di leggi

INDICE

Bibliografia
Come costruire la vostra bibliografia? Come detto, essa deve contenere i riferimenti a tutte le fonti da cui avete preso più o meno spunto. Non è una denuncia del fatto che avete copiato, semplicemente serve a far capire a chi legge, dove andare a leggere per eventuali approfondimenti.
Ci sono delle regole ben precise, di cui riportiamo degli esempi:
Riviste ed Internet
•Ridi, Riccardo, La biblioteca virtuale come ipertesto, “Biblioteche oggi”, 14 (1996), n. 4, pp. 10-20
•Ridi, Riccardo, Biblioteche in linea, “L’indice dei libri del mese”, 14 (1997, n. 4, pp. 50, oppure in ESB Forum,a cura di Riccardo Ridi, febbraio 1997, ultimo aggiornamento gennaio 1998, http://www.burioni.it/forum/ridi-opac.htm [6.10.1998]
•Danesi, Daniele, I libri di antiquariato su Internet, 1997, [5.5.1998]
SPOGLI DA MONOGRAFIA
•Ridi, Riccardo, Le fonti informative elettroniche, in La biblioteca e i suoi documenti. Manuale teorico-pratico a uso dei volontari, di Maria Pia Bertolucci, Antonio Giardullo, Riccardo Ridi e Alessandro Sardelli, Lucca, Centro nazionale per il volontariato, 1997
MONOGRAFIE
•Longo, Brunella, Banca dati, Roma, AIB, 1993
•Eco, Umberto, Come si fa una tesi di laurea, Milano, Bompiani, 1977
MONOGRAFIE o ARTICOLI CON 2 O 3 AUTORI
•Giacanelli Boriosi, Elena - Ascari, Diana, Guida alle ricerche bibliografiche, Bologna, Zanichelli, 1995
MONOGRAFIE o ARTICOLI CON PIU’ DI 2 O 3 AUTORI
Dalla selce al silicio. Storia dei mass-media, a cura di G. Giovannini, Torino, Gutemberg 2000, 1991
Interfaces for information retrieval, ed. by Martin Dillon, New York, Greenwood press, 1991
ATTI CONVEGNI/SEMINARI
Oltre la carta: l’utilizzo delle basi dati in linea e su cd-rom nei servizi di informazione delle biblioteche universitarie e di ricerca (Firenze, 15-16 ottobre 1992), a cura di Eugenio Gatto, Torino, AIB Sezione Piemonte, 1993
MATERIALE GRIGIO
Guida alla facoltà, a cura di Maria Rossi, Firenze, Università degli Studi, 2000
Andar per musei, Verona, Comune. Assessorato all’Istruzione, 2001

Siamo giunti alla fine!
Bene, ormai siamo agli sgoccioli, perciò è ora di cominciare apportare le ultime correzioni.
Ci sono una serie di domande che vi consigliamo di porre:
•Piano e organizzazione della ricerca sono chiari?
•Il tono è adeguato?
•Il rapporto ‘figura’ (la vostra tesi) / ‘sfondo’ (le vostre fonti) è chiaro e ben articolato?
•I passaggi logici delle argomentazioni ‘tengono’?
•La vostra tesi (if any) è sostenuta da prove adeguate?
•La conclusione è coerente con le premesse?
Molto spesso è utile che il lavoro passi sotto il giudizio di qualche lettore esterno, che in quanto tale non conosce nulla sull'argomento. Se trovate qualche coraggioso ben disposto, vi potrà sicuramente essere utile: se lui capisce e lo trova interessante, il lavoro è fatto ottimamente!

L'esposizione
Ora siamo giunti alla fine, i mesi di lavoro che avete svolto finalmente giungeranno al loro fine: il colloquio orale (potete leggere qui i consigli per affrontare il colloquio).
Ecco alcuni consigli per preparare la presentazione del vostro lavoro:
•Fate una prova in anticipo (calcolando non più di 20’)
•Preparate, se possibile, 5-6 pagine Power Point, o una versione sofisticata della vostra MAPPA, da tenere davanti a voi e da distribuire ai docenti (guideranno l’ordine della vostra esposizione, controllando l’inevitabile emozione e - provare per credere - orienteranno le domande dei docenti nella direzione a voi più favorevole - lungo il VOSTRO percorso). Questa presentazione può contenere anche foto, musica e filmati, se necessario.
In alternativa potete stampare il vostro percorso su carta e distribuirlo ai docenti.
•Puntate sulle motivazioni (brevemente), prendete elegantemente le distanze dalla letteratura usata, evidenziate i collegamenti che avete istituito voi, i punti forti e le parti più originali, ciò che è probabile che i docenti non sappiano già; fate sì che si veda il disegno, più che la ricchezza dei dati;
•Dichiarate i principi organizzativi del vostro lavoro. •Fate capire come avete fatto ricerca;
•Non impugnate la spada per difendere tutto a tutti i costi. Se dai docenti vengono idee diverse, dite che pensate che in effetti debbano essere prese in considerazione.

Bene, siamo ormai giunti alla fine di questo lungo percorso che è la tesina per la maturità, quindi quello che possiamo fare ora è di dirvi: "In bocca al lupo da tutta la Redazione di Skuola.net"
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