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La seta

E' una fibra lucente e resistentissima che occupa un posto d’onore nel campo tessile, anche per le sue eccezionali doti estetiche.
È nota dai tempi più antichi (era conosciuta in Cina ben 2700 anni avanti Cristo) ed ha costituito la base di fiorenti industrie: prima in Cina, poi in Giappone, in India, in Persia e, dal VI secolo, anche in Europa e particolarmente in Italia.
La seta è offerta, già filata e prontamente utilizzabile, dal baco o filugello (Bombix mori) che la emette, sotto forma di bava vischiosa, da due aperture poste ai lati della bocca, e la impiega per costruire il bozzolo entro il quale si trasformerà in larva e in farfalla, a conclusione di una lunga e complessa metamorfosi. Alla fiamma, la fibroina e la sericina da cui è costituito il filo di seta si comportano come ogni altra sostanza di origine animale: bruciano lentamente, sviluppando odore di capelli bruciati e lasciando ceneri compatte.

Le caratteristiche tecnologiche di questa fibra sono ottime, attribuendole un posto di primo piano fra i tessili pregiati e di lusso, in quanto la seta è, come la lana, cattiva conduttrice del calore ed abbastanza igroscopica', oltre che la più elastica, resistente e splendidamente lavorabile delle fibre naturali.
La lavorazione della seta grezza comporta, al momento della completa maturità dei bozzoli, la loro essiccazione, destinata ad uccidere la crisalide che, uscendone in seguito sotto forma di farfalla, li forerebbe. Quindi i bozzoli essiccati (stufati) vengono selezionati ed immersi in acqua molto calda, al fine di facilitare lo scioglimento della sericina (sostanza collante) che trattiene il capo dei fili loro costituenti. In tal modo è possibile sdipanare i singoli bozzoli, avvolgendone i fili, più volte accoppiati, sugli aspi, ed ottenendo così il filato di seta cruda. Questo viene di solito sotto-posto ad ulteriore cottura, per scioglierne tutta la sericina, e diviene seta cotta, pronta per la tessitura.
I paesi che producono più seta sono la Cina, il Giappone e l'Italia. Ma i migliori tessuti serici per abbigliamento e per arredamento: migliori per la qualità del filato, l’accuratezza della tessitura, il gusto e l’eleganza dei colori e dei disegni, sono quelli italiani. Fra essi ricordiamo:
— i tussors, a trama leggermente irregolare perché di fibra grezza;
— i crespi e gli organzini, leggeri e ritorti;
— i rasi, i velluti, le mussole, morbidissimi;
— i taffetas, i broccati, i damaschi, i failles, i gros (canettati), rigidi e sontuosi;
— i nastri, i pizzi, i tulli, i foulards, le maglie per calze e per biancheria.

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