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I reattori nucleari

Per regolare la reazione a catena e per impedire la proliferazione dei neutroni, si usano degli impianti chiamati reattori nucleari o pile atomiche. Il reattore nucleare può essere paragonato al focolare di una caldaia, in cui la combustione è sostituita dal processo di fissione.
Nel reattore la reazione a catena è controllata in maniera che l'emissione dei neutroni sia talmente rallentata e regolare da poterla gradualmente sfruttare, In questo modo si ottiene energia termica che può essere trasformata in elettricità.
La reazione di mantiene costante soltanto se i neutroni emessi vengono rallentati al di sotto della velocità iniziale che è formidabile. Per rallentarli, i neutroni vengono fatti urtare direttamente contro particelle di altre sostanze introdotte nella pila , in modo che perdano energia. Le sostanze che provocano il rallentamento dei neutroni si chiamano moderatori. Oltre all'idrogeno sono moderatori: l'idrogeno pesante e il carbonio. Nel primo reattore atomico, realizzato a Chicago nel 1942 sotto la guida di Fermi, come moderatore si adoperò la grafite.

I reattori classici però risultano poco economici perchè impiegano come combustibile l'uranio 235 che è raro e quindi molto costoso. Oggi gli scienziati studiano nuovi reattori che consumano come combustibile l'uranio 238, più abbondante in natura e quindi di minor costo. L'uranio 238 non si fissione con neutroni lenti, ma richiede neutroni rapidi, lasciati cioè alla velocità con cui vengono emessi. Tali reattori a uranio 238 sono perciò detti reattori rapidi. E' noto che le radiazioni nucleari possono causare danni agli organismi viventi. In base alle esperienze acquisite, si può affermare che l'esposizione frequente di persone adulte, per molti anni, a radiazioni di intensità media cento volte superiore a quella dei materiali radioattivi naturali, non producono effetti osservabili sulla salute. Se invece si tratta di esposizione per tempo prolungato a radiazione di intensità parecchie migliaia di volte superiori a quelle delle sorgenti naturali, si verificano lesioni gravi. Fra le possibili conseguenze si citano, l'anemia, la leucemia, le alterazioni nella struttura dei tessuti, i tumori maligni.

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