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Classificazione e tipi di legno

I legnami possono essere classificati in vari modi:
— a seconda della compattezza, in legno dolce (o tenero) e legno forte (o duro);
— a seconda della stagionatura, in legno verde (30- 40% di umidità) e secco (18-20% di umidità);
— a seconda della provenienza, in legno nostrano ed esotico ;
— a seconda dell’uso, in legname da ardere', legname da costruzione (per edilizia, armature, impalcature) particolarmente resistente allo sforzo ed alla flessione, nonché all’azione degli agenti esterni di usura ed alla decomposizione; legname da opera o da lavoro (per falegnameria e carpenteria): legname da ebanista (per mobili, sculture, strumenti musicali); legname per industrie ed arti (utilizzato per estrarne taluni componenti, quali la cellulosa, il tannino, le sostanze resinose, medicinali, coloranti, ecc.).

— Come legname da ardere si usano di solito parti delle piante non adatte ad essere lavorate, ossia parti difettose di tronchi, rami, radici.
Il materiale ha diverso valore secondo la specie vegetale da cui proviene: legno dolce (abete, pino, ontano, pioppo), che si accende con facilità e brucia rapida-mente; legno forte (rovere, faggio, olmo, frassino), che si accende con difficoltà e brucia lentamente, ed anche secondo il grado di stagionatura e secondo il potere calorifico, che varia da 1.500 a 3.000 calorie. La legna da ardere si vende a metri cubi o a peso:
1 metro cubo pesa in media 300/350 chilogrammi. Con la legna da ardere, carbonizzata fuori del contatto dell’aria, in apposite carbonaie, si ottiene il carbone di legna, in grado di sviluppare dalle 6.500 alle 7.500 calorie.
— Per quanto riguarda i legnami da costruzione, da lavoro e da ebanisteria, essi hanno notevoli doti di resistenza e durezza, oltre che maggiore o minore finezza e pregi estetici, grazie ai quali si addicono rispettivamente ai diversi impieghi dell’edilizia, della falegnameria e della realizzazione di elementi pregiati, quali mobili, strumenti musicali, ecc.
Esaminando le caratteristiche dei più noti di essi, distinti fra nostrani ed esotici, notiamo quanto segue.
Dei legni nostrani possono definirsi dolci:
— l’abete: bianco, leggero, a grana fine, poco resistente all’acqua ma molto diffuso e largamente usato per mobili comuni, porte, travi, cassette d’imballaggio;
— la betulla: bianco-rossiccio, compatto e facilmente lavorabile, usato soprattutto per compensati, tramezzi e travature di tetti;
— l’ontano: bianco-chiaro, leggero, elastico, resistente all’acqua e perciò usato per lavori in luoghi umidi;
— il pino: bianco-scuro, elastico, resistente all’acqua, usato per palafitte, alberi di imbarcazioni, tavolati e ponti;
— il pioppo: bianco-giallastro, leggero, elastico, di scarso pregio, ma largamente usato nella fabbricazione di imballaggi, compensati, impiallacciature.
Dei legni nostrani sono invece duri:
— il castagno: bruno con venature giallo-verdine, usato per mobili e serramenti di porte e finestre, ed anche per pavimenti, impiallacciature e placcature di compensati;
— il cerro e il leccio: rossicci e compatti, usati per ruote, traversine, intelaiature;
— il faggio : resistente, poco costoso, di bel colore rosso dorato, facilmente lavorabile e flessibile, tanto che con esso si fanno i moderni mobili curvati ed anche righe, squadre, compassi da lavagna ed altre attrezzature per disegno;
— il frassino : resistente ed elastico, usato per attrezzi ginnastici, stecche, telai;
— il larice: resinoso come l’abete ed il pino ma di molto superiore ad essi per compattezza, lavorabilità, resistenza all’aperto (costruzioni navali e ferroviarie) ed anche ottimo per palchettature, grazie al suo bel colore rosso-venato;
— l’olmo: robusto e un po’ grezzo, usato per mobili e rivestimenti rustici di interni; imbarcazioni e costruzioni navali;
--il platano : resistente e di gradevole colore rossiccio, adatto per lavori particolarmente robusti come attrezzi agricoli e banchi da laboratorio;
— la quercia comune ed il rovere (che è una varietà di quercia particolarmente pregiata): giallo-bruno scuri, di notevole durezza e resistenza all’acqua ed alle intemperie, tanto da essere usati per barche, palafitte, botti, non meno che per mobili e serramenti di qualità.
Dei nostrani sono legni fini:
— l’acero: bianco, finemente venato, di ottima lavo-razione, usato per mobili di lusso e lavori d’intaglio;
•— il ciliegio, il melo, il pero : di colore rossiccio, compatti, resistenti, assai lavorabili, usati per piccoli oggetti da tornire ed intagliare e per mobili di pregio;
— il noce: più chiaro o più scuro secondo le varietà, ma sempre con belle venature e di ottima lavorabilità e resistenza, usato per mobili pregiati e per lavori d’intaglio e tornitura;
— l’olivo: giallognolo a venature brune, durissimo e fragile, ma assai indicato per lavori d’intaglio è artistici.
Fra i legni esotici sono particolarmente pregiate usati :
— l’ebano : nero, durissimo e compatto, impiegato per mobili di lusso e strumenti musicali;
— il mogano: rosso con fini venature nerastre che gli conferiscono un aspetto serico, molto impiegato per mobili di pregio ed oggetti fini;
— il palissandro : rosso-bruno con venature più scure, molto usato per mobili completi ed impiallacciature di altri;
— il tek: chiaro e finemente venato, flessibile, bello anche se lasciato opaco, come avviene nella costruzione dei tipici mobili svedesi.
— Un posto a sé fra i legni tropicali occupa quello di bolsa, che è il più leggero fra i conosciuti, elastico e resistente, facilmente lavorabile e, in piccoli spessori, tagliabile anche con forbici o lamette. È perciò largamente usato in piccoli lavori di precisione, quali modellini di costruzioni edilizie, aeree e navali.

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