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L'IMMAGINE DEL NOSTRO CORPO
Possiamo definirlo 'la coscienza' della nostra statura, del nostro peso, del nostro volume, della lunghezza dei nostri arti inferiori e superiori.
Si tratta quindi della rappresentazione mentale,più o meno cosciente e più o meno aderente alla realtà, del nostro corpo immobile o in movimento e del tempo necessario per muoverlo,della posizione che occupa nello spazio nella sua interezza e di ognuna delle parti che lo compongono.

LO SCHEMA CORPOREO SI MODIFICA NEL TEMPO
Questa rappresentazione non è mai stabile, ma cambia continuamente in relazione ai movimenti, ali spostamenti e ai mutamenti del corpo, anche nel tempo.
Lo schema corporeo inizia a formarsi durate l'infanzia, verso i due anni, quando distinguendo il nostro corpo da quello degli altri, incominciamo a percepirlo e a riconoscerlo. Verso i 7-8 anni la strutturazione è completa, grazie alle informazioni che i nostri organi di senso hanno raccolto dall'ambiente esterno e interno.

I rapidi e notevoli cambiamenti della pubertà mettono in crisi questa rappresentazione, che non riuscendo ad aggiornarsi in tempo reale, contribuisce alle difficoltà di coordinazione tipiche di quell'età.
In seguito lo schema corporeo continua sempre a evolvere e modificarsi,arricchendosi di nuovi dati grazie alle esperienze della nostra vita.

L'IMPORTANZA DELLO SCHEMA CORPOREO
Uno schema corporeo ben strutturato e aderente alla realtà permette di fare buon uso del nostro corpo e di stare bene con noi stessi, non solo per quanto riguarda l'attività motoria in genere, ma anche per le relazioni con gli altri.
L'allungamento degli arti influenza la coordinazione dei movimenti, la mancanza di consapevolezza del nostro schema corporeo può condizionare l'attività motoria, facendoci muovere in maniera lenta, impicciata e scoordinata.
Un'immagine alterata del nostro schema corporeo può causare insicurezze e ansia, difficoltà nel rapporto con noi stessi, aggressività e/o timidezza nella relazione con gli altri o può rallentare l'apprendimento scolastico, inducendo stanchezza generalizzata, svogliatezza e difficoltà, ad esempio nella lettura, nella scrittura e nell'assimilazione delle nozioni logico-matematiche.

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