L’ATLETICA

Le specialità e le gare
Le gare e il regolamento in sintesi
Le gare di atletica comprendono le corsee i concorsi che includono i salti e i lanci. Nelle varie specialità della corsa l’obiettivo dell’atleta è quello di percorrere la distanza prevista nel minor tempo possibile. Nei salti l’atleta cerca di proiettare il suo corpo il più in alto o il più lontano possibile, nei lanci scagliare un attrezzo il più lontano possibile. Le prove di atletica leggera si svolgono intorno e dentro la pista che misura 400 m di lunghezza.
* LA CORSA
E’ la sequenza di passi(spazi compresi tra i due appoggi successivi) in cui l’appoggio del piede segue a una fase di volo. Il movimento delle gambe è alternato, per cui al movimento avanti di una gamba corrisponde lo spostamento indietro dell’altra.

- La corsa veloce.
Nella corsa veloce(100,200,400 m) sono fondamentali: la reazione al segnale, l’accelerazione, il raggiungimento di alte velocità e la capacità di contenere il calo della massima velocità raggiunta.
Lo starter invita gli atleti a prendere posizione sulla linea di partenza con il comando “Ai vostri posti!”. L’atleta si sistema sui blocchi di partenza (piani inclinati sui quali si appoggiano i piedi. Facilitano la spinta iniziale.), le dita dietro la linea di partenza e un ginocchio a terra. Al “Pronti” gli atleti sollevano il ginocchio a terra, innalzando e avanzando col bacino, portano le spalle avanti. Allo sparo entrambi i piedi spingono con forza sui blocchi, le mani si staccano da terra e comincia la fase di accelerazione.
Se un atleta si muove prima dello sparo la partenza viene ripetuta. Qualsiasi atleta ne causi una seconda, verrà squalificato.
-La corsa ad ostacoli.
Sono i 110 maschili e i 100 femminili e i 400 m (i 3000 siepi sono considerati mezzofondo). Il numero delle barriere è sempre 10, variano la distanza fra essi e l’altezza. La caratteristica di queste corse è di ridurre al minimo la perdita di velocità nel passaggio dell’ostacolo. Nel passaggio ottimale dell’ostacolo una gamba “attacca ” l’ostacolo per prima estendendosi appena sopra di esso, mentre l’altra terminata la spinta nell’ultimo appoggio che precede l’ostacolo, recupera per seconda la posizione superando la barriera in posizione flessa con il ginocchio verso l’esterno. La distanza fra gli ostacoli consiglia di compiere quattro appoggi (tre passi) tra l’uno e l’altro. La prima e la seconda gamba saranno sempre le stesse. Per queste caratteristiche, le corse a ostacoli hanno una considerevole componente ritmica.
- Le staffette.
Tra le gare di velocità vi sono anche le gare di atletica a squadre(staffette 4 x 100 e 4 x 400). La 4 x 100 si corre nella stessa corsia, mentre nella staffetta 4 x 400 solo la prima frazione e la prima curva della seconda si corrono in corsia, poi tutti gli atleti si portano progressivamente alla corda (correre in prima corsia utilizzando la parte più interna della pista). Nella 4 x 100 ogni atleta corre 100 m, al termine dei quali consegna il testimone (bastoncino di 28-30 cm) al compagno della frazione successiva. Il cambio deve avvenire mantenendo la massima velocità entro uno spazio limitato di 20 m (zona di cambio), compreso tra la fine di una frazione e l’inizio dell’altra. La zona di cambio è preceduta da una zona di precambio lunga 10 m che è usata per la fase di accelerazione del ricevente.
-Il fondo e il mezzo fondo .
Le corse con distanze comprese tra gli 800 m e i 3000 siepi sono considerate mezzofondo, perché necessitano comunque di una discreta velocità di base, mentre dai 5000 m alla maratona (42,195km)le gare sono di fondo.
Negli 800 m l’atleta corre nella propria corsia i primi 100 m, poi può andare alla corda, in tutte le altre gare lo si può fare subito dopo la partenza.
La corsa campestre o cross è una specialità di fondo tipica del periodo invernale e che si corre su varie distanze. Si svolge su percorsi erbosi che richiedono, oltre a capacità di resistenza, preparazione muscolare e adattamento della tecnica di corsa.
* I SALTI
Si possono distinguere in salti di estensione e elevazione. La caratteristica che li accomuna è il volo, tempo durante il quale l’atleta è staccato dal terreno.
Le fasi di un salto sono:
. La rincorsa( serve per accelerare il corpo dell’atleta predisponendo lo stacco);
. Lo stacco( appoggio che precede il volo. In tutti i salti il ginocchio della gamba libera al momento dello stacco viene lasciato in aria).
. Il volo( l’atleta compie gesti particolari, varianti a seconda del salto, che gli permettono di mantenere il corpo in equilibrio);
. L’atterraggio( fase determinante nel salto in lungo e triplo, mentre in quelli di elevazione va solamente curato).
- Il salto in lungo.
Avviene con una rincorsa di 30-50 m, nei quali l’atleta si porta allo stacco con una velocità quasi massimale. Lo stacco avviene con un angolo di salto che varia a seconda della velocità della rincorsa. Se con un piede tocca la plastilina posta oltre l’asse di battuta (asse larga 20 m che segna il limite oltre il quale lo stacco è nullo), il salto è nullo. Dopo l’atterraggio, la misurazione del salto avviene fra la linea di battuta e il segno più arretrato che l’atleta lascia nella sabbia.
-Il salto in alto.
Il Fosbury flop o salto dorsale è lo stile più redditizio per il salto in alto. Dopo una rincorsa curvilinea di 15-20 m in accelerazione, si stacca verso l’alto spingendo con la gamba interna alla curva e slanciando in alto il ginocchio della gamba libera. Una volta in volo occorre ruotare il ginocchio libero verso l’interno della curva: il dorso sarà rivolto verso l’asticella. Il saltatore atteggia il dorso ad arco e, sollevando il bacino valica l’ostacolo. Superata l’asticella, flettendo le ginocchia al petto, “richiama” le gambe per evitare che tocchino l’asta. L’atterraggio avviene sul materasso con la parte alta del dorso. La buona riuscita del salto richiede quindi la capacità di coordinare e armonizzare in un unico gesto fluido tutte le differenti fasi di cui il salto si compone.
* I LANCI
Il peso, il disco, il giavellotto e il martello sono gare di lancio dell’atletica leggera. Nei lanci l’importanza è concentrata sulla forza che serve per aumentare la velocità di uscita dell’attrezzo. Anche l’altezza di rilascio dell’attrezzo è un fattore che influisce sulla prestazione, come lo è l’angolo di uscita. I lanci richiedono forza, coordinazione e controllo del corpo.
-Il getto del peso.
Il peso è una sfera di metallo che pesa 7,260 kg per gli uomini e 4 kg per le donne. Va lanciato in una pedana di lancio circolare dal diametro di 2,13 m, tenendolo a contatto con il collo fino al momento della spinta finale. Due sono le tecniche più diffuse: il lancio dorsale e il lancio con rotazione.
Nel lancio si riconoscono quattro fasi:
. Posizione di partenza(fase di caricamento);
. Traslocazione (trasferimento del corpo da un punto ad un altro, in appoggio o in sospensione);
. Piazzamento finale (comprende la mezza rotazione del corpo e l’estensione dell’anca di lancio);
. Finale di lancio (momento di rilascio del peso in cui occorre attenzione per non oltrepassare la pedana, altrimenti il lancio è nullo).
- Il lancio del giavellotto.
Il giavellotto è un’asta appuntita di lunghezza massima di 2,70 m, pesante 800 g per gli uomini e 600 g per le donne.
Si lancia eseguendo due fasi:
1) Nella prima fase l’atleta corre frontalmente (fase ciclica), con il giavellotto tenuto a braccio flesso vicino al capo;
2) Nella seconda fase effettua 5-7 passi speciali laterali(fase aciclica), portando all’indietro l’attrezzo a braccio disteso. I passi speciali servono a piazzarsi nel migliori dei modi per la fase finale del lancio e per poter imprimere all’attrezzo tutta la velocità possibile.

Il vortex
A livello scolastico si preferisce utilizzare il vortex, attrezzo di materiale morbido che pesa 130 g e che può essere lanciato da lontano mantenendo una traiettoria impressa. Si impugna a una mano e si lancia da fermi o in movimento con un’azione simile al lancio del giavellotto.

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