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Il salto con l'asta.

Introduzione e storia:

Il salto con l’asta è una disciplina complessa, che racchiude elementi del salto, della corsa e della ginnastica attrezzistica.
Nel secolo scorso l’asta era costruita con legno di frassino o noce, in seguito il legno fu sostituito dal bambù, più leggero e resistente, usato sino agli inizi del ‘900, quindi si passò all’acciaio.
A metà degli anni ’60 si adottò la fibra di vetro.
Esistono varie lunghezze di aste, generalmente comunque dai 5 ai 5,30 metri.
La pedana è lunga 40 metri: i ritti sono posti a 4, 33 metri di distanza.
L’asta, flessa dalla velocità di rincorsa dell’atleta e dalla sua forza allo stacco, piegandosi si “carica” accumulando energia, poi, raddrizzandosi, la restituisce catapultando verso l’alto il corpo del saltatore.

L’atleta può usare aste di qualsiasi lunghezza, di bambù o fibra di vetro, e può impugnare in qualsiasi modo e a qualsiasi altezza; non è consentito, dopo lo stacco da terra, spostare le mani verso l’alto arrampicandosi sull’asta, pena la non validità del salto stesso.
Ogni atleta ha a disposizione tre salti per cercare di superare ogni misura, e in caso successivo si procede con la misura successiva.
Vince chi supera la misura superiore con il minimo numero di salti.
Nell’atletica femminile, la specialità è stata introdotta solamente in questi ultimi anni.

La piega dell'asta:

L’asta non è cilindrica, come si potrebbe pensare, ma leggermente conica: è infatti, per pochissimi millimetri, più larga alla base e più stretta in cima.
E ha un senso di piega, che le viene conferito in fase di costruzione (l’orientamento degli avvolgimenti di fibra).
Osservando attentamente un’asta si può infatti notare che è leggermente curva: questa curvatura o, come viene definita in ambito tecnico, “piega” deve essere rispettata al momento dello stacco.
In caso contrario si rischia la rottura dell’attrezzo che, se non comporta penalità sportive, può essere pericolosa per l’atleta.

Il gesto tecnico:

Il salto con l’asta può essere scomposto in cinque fasi: rincorsa, presentazione, elevazione, valicamento, ricaduta.

rincorsa: è lunga 20/22 passi, per un totale di 40 metri circa.

Si parte tenendo l’asta in posizione quasi verticale.
La rincorsa è sempre più veloce e l’asta si abbassa fino ad essere, prima degli ultimi 4 appoggi, in posizione orizzontale rispetto al terreno.
- presentazione: gli ultimi tre appoggi della rincorsa sono speciali, in quanto devono essere affrontati in modo da imbucare l’asta nel migliore dei modi per poter poi proseguire il salto.
Le mani si alzano in verticale, in modo da avere l’asta sempre più inclinata verso il basso, al momento dell’imbucata; ambedue le braccia devono essere ben tese in modo da spingere l’asta nella buca con forza.
elevazione: l’atleta deve spingere l’asta con le braccia ben tese con la gamba di stacco tesa indietro e l’altra in avanti.
Quando l’asta è completamente caricata, incomincia la fase di raccolta, in cui si portano le gambe in posizione raggruppata verso l’alto, raggiungendo il petto, e mentre si spinge l’asta verso il basso, facendo leva sulle spalle e sulle braccia sempre tese, in modo da portare il tronco e il bacino verso l’alto, in posizione parallela all’asta, che è ormai quasi verticale, e con le gambe pronte a stendersi verso l’alto.
valicamento: raggiunta la posizione verticale ( a testa in giù) di fianco all’asta, dalla parte del braccio della mano alta, si termina la spinta verso il basso dell’asta con un ultimo slancio verso l’alto, lasciando l’asta.
Intanto il corpo ruota di 180 gradi, in modo da portarsi con il petto verso l’asticella e le gambe cominciano a valicare l’asticella.
Quando le gambe sono passate, con i muscoli della schiena si cerca di portare il busto verso l’alto, in modo che non tocchi l’asticella e poi le braccia completano il valicamento.
ricaduta: passata l’asticella si cerca di atterrare sul materasso in posizione a metà fra quella seduta e quella supina.

L’allenamento:

Il salto con l’asta è una specialità complessa, che richiede ottime caratteristiche di abilità, velocità nella corsa e coordinazione neuro-muscolare, al di sopra della media.
All’apprendimento del gesto tecnico si arriva cercando di fissare sull’atleta uno schema di salto grezzo, ma già abbastanza sicuro quindi correggendo gli errori.
Per quanto riguarda le capacità di forza, velocità e resistenza, ad un adeguato lavoro di potenziamento generale si devono abbinare speciali esercizi di ginnastica-forza, che preparino all’acrobazia del salto vero e proprio.

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