La pallavolo - storia

La pallavolo è nata in America verso la fine del secolo scorso, quando William Morgan, un insegnante di educazione fisica dell’Università del Massachussetts nel 1895 volle inventare un gioco da svolgersi al coperto durante il periodo invernale in modo che risultasse utile per la preparazione dei suoi atleti. La fortuna di questo gioco fu subito immediata e si diffuse in tutti i college e scuole Americane. Il primo campionato del mondo fu organizzato e si disputò nel 1949, ma solo nel 1964 a Tokyo la pallavolo entrò ufficialmente negli sport olimpici nonostante fu presentata alle olimpiadi come sport di squadra circa 40 anni prima. In Italia si è organizzata la pallavolo come Federazione (la FIPAV) solo nel 1946. Negli ultimi anni comunque la pallavolo ha conosciuto miglior fortuna ed è giocata a livello professionistico in molti paesi di tutto il mondo. L’Italia ha vinto il titolo mondiale per rappresentative nazionali e per rappresentative di club solo nel 1990.

Come si gioca a pallavolo
Le regole della pallavolo sono molto semplici. Lo scopo di questo gioco è quello di far toccare terra alla palla nel campo avversario. Nella pallavolo si possono effettuare tocchi con qualsiasi parte del corpo in qualsiasi situazione, non solo ed esclusivamente con la parte superiore del corpo, come qualche anno fa quando gli arti inferiori erano utilizzati solo per la difesa. Ogni giocatore non può toccare per due volte di seguito la palla, anche se questa ha toccato la rete, se non dopo un muro. Una squadra ha a disposizione solamente tre tocchi per mandare nel campo avversario la palla, può eccezionalmente utilizzare quattro tocchi quando la palla tocca il muro. E' vero che non si possono fare 4 tocchi in genere a parte il muro, ma, il primo tocco in situazione di difesa può essere anche doppio (basta che sia involontario). Durante le azioni di gioco è comunque vietato trattenere la palla con la mano, sospingerla o toccare la rete. I falli commessi comportano solo la conquista di un punto e della battuta dalla squadra avversaria, non sanzioni particolari. I falli più comuni sono il palleggio doppio, la trattenuta, l'accompagnata, il tocco della rete (la rete può essere toccato durante il gioco solo nella parte esterna alle asticelle laterali), l'invasione nel campo avversario, il tetto (si mura l'alzata del palleggiatore), il tocco dell'asta (sia con la mano che con il pallone), la battuta effettuata pestando o oltrepassando la linea che delimita il campo, l'attacco da seconda linea se il salto avviene pestando o oltrepassando la linea dei 3 metri. Durante una partita di pallavolo ogni giocatore può occupare una posizione sempre nuova ruotando in senso orario. La rotazione avviene, quando la squadra è in possesso della battuta. Si mantiene tale posizione fino alla conquista della battuta successiva. Durante lo svolgimento del gioco, però ogni giocatore può muoversi liberamente sul campo con una sola limitazione. Il giocatore di seconda linea può toccare la palla in qualsiasi modo (anche al di sopra della rete) se la passa ad un compagno. E' fallo solo se la butta nel campo avversario dopo aver saltato oltre la linea dei 3 metri e aver impattato la palla al di sopra della rete. Se la butta nell'altro campo (in salto nei 3 metri ma tocca la palla al di sotto del limite alto della rete) è valido, non è fallo.

Per giocare a pallavolo
La pallavolo è considerata uno sport di situazione. Ogni gesto è determinato dall’azione dell’avversario da quello del compagno che ha alzato e dagli improvvisi cambi di direzione che la palla assume perché deviata o male indirizzata. La risposta a tutte queste situazioni è reso ancora più problematico dalla velocità della palla. Per questo ogni giocatore deve essere particolarmente abile e in grado di adattarsi in brevissimo tempo a situazioni che cambiano continuamente. Capacità di veloci spostamenti in spazi limitati, indipendenza segmentarla e una buona dose di doti acrobatiche per alzare la palla in situazioni precarie sono i requisiti di un buon giocatore di pallavolo. In sintesi sono necessari una finissima coordinazione e un’eccellente prontezza di riflessi per poter essere al posto al momento giusto nel modo corretto. Altri requisiti di un buon giocatore sono: la forza negli arti inferiori (per poter effettuare le schiacciate sia per saltare a muro); la mobilità articolare specie nelle spalle per avere ampiezza di movimenti durante la schiacciata. Un requisito molto particolare nella pallavolo è la necessità di possedere una buona padronanza nella tecnica di palleggio, mentre negli altri sport come la pallamano e la pallacanestro i movimenti sono naturali, nella pallavolo il modo in cui va trattata la palla è insolito, infatti, un palleggio sbagliato può rendere inutile un’azione offensiva causando imprecisioni ed errori che possono essere ridotti od anche evitati solo con un grande controllo degli arti superiori, acquisito solo con molto allenamento, tenendo poi conto che bisogna controllare il campo di gioco senza mai perdere di vista la palla, mentre ci si muove può risultare difficile, questo problema può essere risolto solo con esercizi d’allenamento. I continui scatti di movimenti e non intervallati da adeguati tempi di recupero creano un accumulo di acido lattico. Per questo è necessario una buona resistenza latticida che consenta di rimanere in campo più a lungo. I continui cambi dei giocatori, non solo vengono attuati per motivi tattici ma anche per consentire i necessari tempi di recupero. L'alzatore deve avere anche un'ottima visione di gioco, oltre che padronanza del tocco d'alzata. Dev'essere in grado, cioè, di gestire ogni pallone (tocca 1/3 di tutti i palloni giocati dalla squadra), di osservare il posizionamento in campo degli avversari ed effettuare scelte di gioco di conseguenza. Se, per esempio, a muro l'altra squadra ha un giocatore più basso, si può puntare ad un attacco nella zona in cui c'è lui a muro.

I fondamentali della pallavolo
I fondamentali della pallavolo sono 5: battuta, palleggio, bagher, schiacciata, muro. La battuta o servizio è l’invio del pallone nella metà campo avversaria. Si effettua ad ogni ripresa di gioco. La battuta si distingue in base al tocco effettuato in: battuta dal basso, battuta flot, battuta jump-flot, battuta dall'alto e battuta in salto. Negli ultimi anni si pratica una battuta preceduta da una rincorsa e da un salto che rende la palla tesa, forte, veloce e qualche volta anche imprendibile. La battuta si può effettuare in qualsiasi punto dei 9 metri della linea di fondo. Il palleggio invece è il gesto fondamentale della pallavolo e consiste in un particolare tocco netto della palla volto a costruire un passaggio al proprio compagno il quale poi andrà a schiacciare. Il palleggio è un gesto piuttosto difficile da imparare, infatti solo ripetuti allenamenti riescono a trasformarlo in un gesto istintivo. Il bagher serve invece per ricevere la battuta oppure le schiacciate avversarie. Il bagher va effettuato piegando le ginocchia fino a formare un angolo retto con gli avambracci tesi, con le mani ravvicinate. La schiacciata è invece il gesto conclusivo di un’azione che consiste nel colpire la palla velocemente al di sopra della rete, mandandola nel campo avversario. Il muro è un salto a braccia alte sopra la rete, per opporsi alle schiacciate.

Nozioni generali
Non c'è un limite per i giocatori che una squadra può tesserare, ma solo per quelli che può portare in panchina durante le partite. Numeri giocatori in campo sono 6. I cambi o le sostituzioni, sono limitati a 6 per set, infatti, un giocatore che è stato sostituito può ritornare in campo solo subentrando al giocatore che l’ha sostituito. Il numero delle riprese di gioco va da un minimo di 3 ad un massimo di 5. Ci sono varie formule di gioco, che cambiano a seconda delle occasioni. Può essere o al meglio dei 3 set, oppure al meglio dei 5. Mentre la durata di ogni ripresa in minuti è senza limite di tempo. La durata invece dell’intervallo è di 2 minuti alla fine di ogni set, il time-out dura 30 secondi (o tempo di sospensione che serve per decidere lo schema di gioco migliore). Il cambio campo dura 3 minuti, mentre l’intervallo è di 5 minuti prima dell’ultimo e decisivo set. Prima di iniziare la partita è effettuato il sorteggio per la palla o il campo dai capitani delle due squadre. Questo si ripete prima anche del quinto set (in caso di 2-2) che è chiamato tiebreak e dura solo 15 punti, con cambio campo agli 8. Dalla serie B2 e superiori (campionati nazionali) ci sono dei tempi tecnici (time-out tecnici) obbligatori, quando una delle due squadre arriva a 8 punti e a 16. C'è un massimo di 2 time-out a set per una squadra. Il campo di gioco misura 9 metri di larghezza e 18 di lunghezza a metà della quale si trova la rete che può variare in altezza a seconda delle categorie (giovanili). Ogni metà campo è divisa in due zone: quella d’attacco e quella di difesa. I ruoli dei giocatori presenti in campo sono: il palleggiatore, lo schiacciatore, il libero, il centrale. Lo schiacciatore può essere laterale od opposto.

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