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Pallamano - Storia

La pallamano è uno sport esclusivamente recente, anche se secondo alcuni studiosi, le sue origini risalirebbero all’antica Grecia, e in particolare a un gioco chiamato “Gioco di Urania”.
Sono state ritrovate testimonianze di un gioco simile anche nell’antica Roma.
La pallamano moderna, invece, fu inventata nel 1907da Max Heiser, un professore di educazione fisica tedesco, con il nome di “Tornball”.
Due anni dopo le fu dato il nome di “Handball”, letteralmente pallamano, da Carl Schelenz.
Nel 1920, il tedesco Karl Diem ne fissò definitivamente regole e caratteristiche e nel 1936, a Berlino, la introdusse alle Olimpiadi da cui fu però esclusa nelle edizioni successive.
Fu reintrodotta dalle Olimpiadi di Monaco nel 1972.
Fino agli anni ’60 la pallamano si giocava con squadre di 11 giocatori o di 7.

Nel ’66 si disputarono gli ultimi campionati mondiali a 11 giocatori e da quel momento sopravvisse solo la versione a 7.
In Italia i primi tornei ufficiali si svolsero nel 1942 per opera di alcuni studenti universitari di Paia e nel 1946 nacque la Federazione Pallamano.
Solo nel ’69 però si formò la Federazione Italiana Giuoco Handball e nello stesso anno si disputò la prima partita ufficiale della nazionale italiana (contro l’Inghilterra, che vinse).
Nel 1970 si svolse il primo campionato.
Oltre ai campioni nazionali, si disputano anche grandi tornei internazionali.
Dal 1938 si disputano il Campionato Mondiale (attualmente ogni 2 anni), dal 1994 (ogni due anni) i Campionati Europei (entrambi sia per rappresentative nazionali maggiori che giovanili) e poi la Coppa Lartina (ogni anno del 1968), i Giochi del Mediterraneo, e diverse competizioni europee per club (Champions League, Coppa delle Coppe, Coppa EHF e Challenge Cup).

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